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Il Circuito

Numero 8, giugno 2017


ORGANO DI INFORMAZIONE DELL'UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI
sezione provinciale di Bologna
registrazione tribunale di Bologna n. 8206 del 22/09/2011.

ANNO IV - giugno 2017

Direttore Responsabile: Daniela Corneo

Editore: Unione Italiana dei ciechi e degli ipovedenti sezione di Bologna

Direzione ed Amministrazione:
via Dell'Oro 1, 40124 Bologna


Sito internet: www.uicibologna.it

Redazione:
Avola giuseppina, Balbo Irene

E-mail della redazione: redazione@uicibologna.it

Hanno collaborato al presente numero:
Giuseppina Avola, Irene Balbo, Paolo Giacomoni, Rostislava Koumanova, Giuseppina Parentela, Andrea Prantoni, Nerina Viozzi.

Gli articoli firmati pubblicati sul presente giornale esprimono l'opiniione del tutto personale dei loro Autori, la quale non coincide necessariamente con quella dell'Editore e della Redazione.
Ogni mancanza può comunque essere sanata

Articoli pubblicati in questo numero:





In questo numero. A cura della redazione



Cari Lettori, eccoci a voi con un nuovo numero de "Il Circuito". Rinnoviamo l'invito ad una maggior partecipazione da parte vostra. Il "Circuito" nasce proprio con questo nome perchè vorrebbe esprimere un passaggio di idee, di informazioni e di conoscenze tra la sezione e i soci, con lo scopo di una crescita reciproca. Come sempre potete contattarci all'indirizzo: redazione@uicibologna.it. Veniamo ora ai nostri articoli. Partiamo con le notizie della sezione di Bologna e poi con i comunicati della sede centrale che riteniamo di maggior interesse ed utilità per i nostri lettori. Si prosegue con un articolo sulla situazione degli autobus a Bologna che riporta l’intervento del disability manager del comune. Un articolo da Redattore Sociale che racconta la conclusione della vicenda del docente Iorio Gennaro sulla sua partecipazione al concorso nella scuola. Nerina ci descrive, nella rubrica “come viviamo la nostra città”, la Basilica di S. Petronio. Segue un interessante articolo a 10 anni dall’uscita dell’iphone, che descrive come è cambiata la vita dei disabili visivi. Altro interessante articolo che riguarda Louis Braille e la storia della sua invenzione. Nell’articolo successivo viene presentata la “Tiflopedia”, importante banca dati riguardante ausili e didattica per i disabili visivi, realizzata dalla Federazione delle Istituzioni Prociechi. Seguono 2 articoli relativi ad esperienze di lavoro innovative. Il successivo articolo ci informa in merito alla relazione del Ministero della Salute, che come ogni anno, ha inviato in questi giorni al Parlamento, sulle attività svolte in Italia in ambito di riabilitazione visiva per la prevenzione dell’ipovisione e della cecità ai sensi della Legge 284/97 (sulla prevenzione della cecità, la riabilitazione visiva e l'integrazione dei ciechi). Segue un articolo relativo ad un innovativo sistema di guida all’interno degli ambienti, sfruttando la tecnologia Buru-Navi abbinata ad uno smart-phone. Due articoli relativi ad esperienze sportive di ciechi. Un altro articolo ci presenta l’associazione Lagirobussola, importante realtà bolognese che organizza viaggi sensoriali per ciechi e ipovedenti. Segue, poi, un articolo riguardanhte un importante iniziativa svoltasi a Firenze relativamente alla formazione degli operatori degli alberghi, per l’accoglienza dei disabili visivi, con il supporto di un’audioguida. Segue il gradito appuntamento con le recensioni della nostra attivissima collaboratrice, Nerina Viozzi, che ci propone due opere di Jack London. A seguire un articolo riguardante i libri accessibili e un altro riguardante le app che forniscono audiodescrizioni al cinema. Altro contributo di Nerina Viozzi, che cura la recensione dell’audiofilm “Il discorso del re”. Concludiamo con le ricette della nostra Giuseppina Parentela e chiudiamo con i sempre utili numeri raccolti dalla nostra redazione. Come sempre vi auguriamo buona lettura, ringraziamo tutti coloro che hanno collaborato con noi e invitiamo anche voi ad entrare nel nostro "circuito". La redazione.

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Notizie dalla sezione. A cura di Andrea Prantoni



In gennaio e febbraio 2017 si sono tenuti alcuni incontri della Consulta Superamento Handicap del comune di Bologna per l’elezione del presidente e del vice presidente. Alla presidenza è stata confermata Giovanna Guerriero e alla vicepresidenza è stato eletto Mauro Pepa di ANMIC. Si sono poi tenuti alcuni incontri della Consulta con il disabiliti manager del comune di Bologna per definire il ruolo del disabiliti manager stesso e il rapporto da tenere con le associazioni presenti sul territorio. Il disabiliti manager deve essere una figura che controlla gli atti dell’amministrazione comunale per verificare che siano sempre rispettati i diritti delle persone disabili nei vari campi di intervento: accessibilità, mobilità, abbattimento barriere, scuola e sanità ecc. I nostri rappresentanti hanno partecipato alle sedute dei vari comitati e consulte per monitorare la situazione e rappresentare le istanze dei disabili visivi.

Libro parlato - scarico e distribuzione delle opere. Vista l'ormai completa disponibilità in formato digitale dei titoli che compongono il catalogo di primo livello del Libro Parlato e la quasi ultimata digitalizzazione anche di quelli di secondo livello, e in considerazione del fatto che numerose sono ormai le sezioni che praticano il download delle opere disponibili a vantaggio dei propri soci, per non parlare dell'applicazione che consente direttamente ai non vedenti/ipovedenti regolarmente iscritti al servizio lo scaricamento degli audiolibri dal proprio smartphone Apple (applicazione che sara’ presto disponibile anche per dispositivi Android), la Direzione Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, sentito il parere del Comitato di Gestione del Libro Parlato, ha espresso parere favorevole alla rimodulazione del servizio di distribuzione del libro parlato. Pertanto tutti i centri di distribuzione, tenuto conto anche di quanto già disposto da una delibera in tal senso assunta fin dal 2008 dalla Direzione Nazionale allora in carica, hanno cessato la propria attività a partire dal primo gennaio 2017. Per mantenere e rendere ancor più capillare il servizio di distribuzione, le sezioni provinciali UICI, sono invitate ad organizzare il servizio di scarico e distribuzione delle opere del libro parlato. La sezione UICI di bologna ha dato inizio a tale servizio a partire da gennaio 2017. Il servizio è rivolto a tutti gli utenti del libro parlato della provincia di Bologna in particolare all'utenza che non è in grado di effettuare lo scarico delle opere tramite internet. La scelta e prenotazione delle opere, può avvenire tramite mail all'indirizzo: libroparlato@uicibologna.it, via fax al 051 33 34 04, telefonando presso gli uffici sezionali al 051 58 01 02, preferibilmente il giovedì, o tramite lo sportello del servizio C.I.A.O. al 051 22 21 11, negli orari di apertura dello stesso, in entrambi i casi sarà a disposizione un volontario per la consultazione del catalogo. Le opere prenotate verranno scaricate e memorizzate su un cd, che l'utenhte potrà ritirare presso la sezione o presso lo sportello C.I.A.O. o chiedere l'invio a domicilio tramite posta. Per chi non fosse già iscritto al servizio del libro parlato, si ricorda che le iscrizioni si fanno presso gli uffici sezionali. Per iscriversi al servizio del libro parlato online, occorre accedere al sito lponline.uicbs.it e seguire la procedura d'iscrizione.

Il 24 gennaio è iniziata la seconda parte del corso di inglese, articolato su tre livelli: principianti, intermedio e avanzato, rispetto la prima parte ci sono state alcune defezioni, gli attuali iscritti sono 12.

Il 21 febbraio, In occasione della Decima giornata nazionale del Braille, l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Bologna, l’Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza Onlus, Museo Tolomeo Bologna, hanno organizzato presso la Sala Atelier di Urban Center, Sala Borsa Piazza Nettuno 3, una giornata di incontri e laboratori alla scoperta del Braille. E’ stata allestita la mostra fotografica “Io ti vedo così”: un percorso su ipo-visioni e non-visioni curato dall’artista Beatrice Pavasini, esperta in progetti sulla relazione fra il vedere e la fotografia. La mostra è stata concessa dalla sezione UICI di Forlì. Nella Sala Atelier è stata allestita l’esposizione temporanea di alcuni strumenti per la lettura e la scrittura in braille, dalla collezione di Museo Tolomeo, il museo dell’innovazione permanente presso l’istituto dei Ciechi Francesco Cavazza onlus. Ricordiamo che la giornata nazionale del Braille è stata istituita con la legge n. 126 del 3 agosto 2007.

L’otto aprile, con la consegna degli attestati, si è conclusa la terza edizione del corso di primo soccorso in collaborazione con la Croce Rossa Italiana, hanno partecipato 12 persone.

Il 29 aprile si è svolta l’assemblea ordinaria dei soci della nostra sezione. Prima dell’inizio dei lavori si è tenuta una breve cerimonia con la presenza di Bana, una nostra socia minore, a cui è stata assegnata la borsa di studio per gli studi musicali. La borsa di studio è stata istituita in ricordo di un caro amico deceduto in un incidente stradale. Per volontà della famiglia il ricavato dalla sottoscrizione in occasione del funerale, è stato devoluto alla nostra sezione proprio per la costituzione della borsa di studio finalizzata ad aiutare un minore disabile visivo con attitudine per lo studio della musica. Quest’anno l’assemblea, oltre i consueti compiti: esame ed approvazione del bilancio consuntivo 2016, della relazione morale, del bilancio preventivo 2018 e della relazione programmatica, ha affrontato l’elezione di un membro del consiglio sezionale, a seguito delle dimissioni della consigliera Rostislava Koumanova. Dopo la lettura dei documenti si è svolto un vivace dibattito relativamente alle problematiche più sentite da i soci presenti: libro parlato, mobilità, gestione dei pass-disabili per l’accesso alla ztl ecc. Al termine del dibattito è stata presentata la candidatura di Sabato De Rosa, l’unica pervenuta per il posto vacante in consiglio. E’ poi stato aperto il seggio per procedere con le operazioni di voto. Alla conclusione delle operazioni di voto si è proceduto allo spoglio delle schede con il seguente risultato: votanti 28, De Rosa Sabato ha ottenuto 28 voti risultando eletto. Formuliamo all’amico Sabato tanti auguri di buon lavoro.

E' continuata con impegno l'attività del coordinatore del comitato giovani, al fine di un coinvolgimento dei giovani nelle attività sportive, ricreative e nelle problematiche della sezione. Il comitato giovani ha organizzato e gestito le cene al buio realizzate in collaborazione con la Tenuta il Ciocco.

Ricordiamo i servizi che si offrono in sezione: PatronatoDa marzo 2013, è attivo presso la sezione il servizio di patronato, ciò a seguito di un accordo nazionale tra UICI e ANMIL. Al servizio possono accedere i soci, i loro familiari e amici, in particolare per pratiche di invalidità, riconoscimento Legge 104, aggravamenti e richieste di liquidazione.InformaticaSi ricorda che, anche per il 2016, presso la sezione, si svolgeranno workshop di informatica, su varie tematiche in base alle esigenze espresse dalle persone interessate ad avvicinarsi al computer, al mondo degli smartphone, ad approfondire argomenti specifici. Per maggiori informazioni o per segnalare le proprie esigenze scrivere apoloinformatico@uicibologna.it o contattare gli uffici sezionali allo 051 58 01 02.Corsi braille:Da oltre 2 anni si svolgono presso la sezione corsi base di scrittura e lettura braille, rivolti in particolare alle insegnanti di sostegno e alle educatrici, i corsi hanno una durata di 20 ore, al termine, previo superamento di una verifica, viene rilasciato un attestato di frequenza. Ad oggi hanno partecipato 35 persone, in prevalenza educatrici.Su richiesta e previo colloquio orientativo, è possibile organizzare corsi di braille individuali, a persone che hanno perso la vista in età adulta.

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Notizie dalla sede centrale. A cura della redazione



Anche questa volta abbiamo cercato tra tutti i comunicati della sede centrale quelli che ci sono parsi di maggior interesse ed utilità per i nostri lettori. Comunichiamo il nuovo numero telefonico del servizio di assistenza offerto da Trenitalia ai viaggiatori con disabilità; diamo la possibilità ai nostri soci poeti di partecipare ad un concorso in lingua francese; trascriviamo la delibera dell'autorità di garanzia per le comunicazione che vincola le compagnie telefoniche a proporre ai disabili visivi tariffe specifiche più vantaggiose; riportiamo il link per scaricare la guida alle agevolazioni fiscali presente sul sito dell'agenzia delle entrate; finalmente possiamo annunciare il ripristino dei contributi figurativi per chi andrà in pensione dal 1° gennaio 2017; avvisiamo i soci che amano camminare della possibilità di partecipare grazie all'organizzazione specifica della sezione di Trieste, ad una parte del cammino di Compostela; presentiamo la circolare sui nuovi Lea, livelli essenziali di assistenza che comprendono anche il nuovo nomenclatore; invitiamo i soci con cani guida o interessati ad averne uno a partecipare ai dieci giorni a Barcis, in provincia di Pordenone, avvisando che i prezzi indicati nel comunicato sono ora dimezzati grazie ad un contributo IRiFor e infine chiudiamo la nostra rassegna con un'altra bella notizia per i possessori di prima casa, avvisando che d'ora in avanti non verrà più computato nel calcolo del reddito che dà diritto a percepire la pensione di cecità civile. Buona lettura. Assistenza per disabili da Trenitalia RFI, Reti Ferroviarie Italiane, la società che si occupa delle stazioni e delle infrastrutture ferroviarie e che gestisce il servizio di assistenza PRM, cioè ai passeggeri con disabilità e a ridotta mobilità, ha attivato da lunedì 16 gennaio, il nuovo numero unico nazionale per la prenotazione del servizio di assistenza, a tariffazione ordinaria, raggiungibile sia da rete fissa, che da rete mobile. Il nuovo numero sarà il seguente: 02 32 32 32. Continuerà ad esistere, comunque, il numero verde, raggiungibile da rete fissa, 800 90 60 60. Con l'occasione, ringraziamo la nostra commissione autonomia che, nei tavoli di lavoro, ha fatto sentire forte la nostra voce.

oncorso Internazionale in lingua francese -  Louis Braille: La poesia Haiku alla luce del Braille. Ecco a voi un nuovo ed inedito concorso in lingua francese. Un concorso di poesia, ma non solo. Gli organizzatori hanno tessuto una tela per mettere in luce la poesia Haiku e la scrittura universale dei non vedenti: il Braille. La metafora è forte! Ed i fini ambiti sono: - promuovere l'accesso di tutti alla cultura, - facilitare lo sviluppo della solidarietà, - sviluppare l'apprendimento del Braille e il gusto della poesia. La questione è semplice! Se l’haiku costringe la mente a comprendere il senso con una molteplicità di significato delle parole, la conoscenza del Braille, di converso, consente al non vedente di accedere alla luce. Il Braille non consentirebbe allora a un non vedente di cogliere una dimensione culturale nell’haiku? Il regolamento reso pubblico durante la primavera dei poeti, il 18 marzo 2017, per la partecipazione al concorso richiede: - iscrizione a coppie di due persone; - invio postale al Museo Louis Braille a Coupvray (Francia), luogo di nascita di Louis Braille. http://www.Braillenet.org/louis_Braille/maisnat.htm - La produzione da uno a tre haikus per coppia, accompagnati dalla rispettiva trascrizione in Braille. I partecipanti potranno concorrere nella loro lingua madre, con la condizione di aggiungere la traduzione in francese e la trascrizione del francese in Braille. Cronologia e scadenze: - 18 marzo 2017: lancio del Concorso Internazionale in lingua francese Louis Braille: La poesia Haiku alla luce del Braille. Ricevimento a Coupvray (Francia), luogo di nascita di Louis Braille. - 21 marzo 2017: Giornata Mondiale della Poesia. Diffusione del regolamento della 1^ edizione. - 8 settembre 2017: Giornata Internazionale dell’alfabetizzazione. Data di ricezione a mezzo posta dei primi elaborati presso il Louis Braille Museum di Coupvray; - 4 gennaio 2018: Anniversario della nascita di Louis Braille. Ultima data di ricezione a mezzo posta degli elaborati presso il Louis Braille Museum di Coupvray - 21 marzo 2018: Pubblicazione dei risultati della 1^ edizione del Concorso Internazionale in lingua francese Louis Braille: La poesia Haiku alla luce del Braille. Diffusione del regolamento della 2^ edizione. Contatti Come anteprima del concorso e nell'intento di sviluppare il dialogo e gli scambi, é disponibile la pagina di facebook: https://www.facebook.com/groups/776173259199705/?ref=bookmarks Contatto dell’organizzatore, l'associazione “La Culture di l’Art”: laculturedart@gmail.com Referente italiano per la traduzione degli haiku in francese Miriam Bonvini: miriam.bonvini@gmail.com

Pubblicazione della delibera AGCOM in materia di internet e telefonia per le persone cieche civili e sorde L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha approvato le nuove misure agevolative in materia di telecomunicazioni, che ora interessano, oltre agli abbonati ciechi totali già titolari del diritto, anche gli abbonati ciechi parziali, finora esclusi da condizioni economiche di maggior favore per i servizi di comunicazione da postazione fissa e mobile. Il riferimento è alla delibera AGCOM n. 46/17/CONS del 26 gennaio 2017. Ci riteniamo soddisfatti per il fatto che, come ha precisato la stessa AGCOM in delibera, sono state accolte le specifiche esigenze dei nostri utenti, anche a seguito di audizioni con le principali associazioni rappresentative della categoria, cui ha partecipato in prima linea l’Unione che ha sollecitato un aggiornamento delle attuali misure non più adatte a soddisfare le esigenze comunicative di coloro che hanno problemi di vista, estendendo, altresì, la titolarità di tale diritto alla categoria dei ciechi parziali, a somiglianza di quanto previsto per i ciechi totali (legge n. 138/2001, artt. 2 e 3). Vediamo nel dettaglio quali sono le novità deliberate: • per i servizi voce e dati da postazione fissa (art. 4): tutti gli operatori offriranno uno sconto del 50 per cento del canone mensile sulle offerte flat e semiflat voce e internet (a prescindere dalla tecnologia e dalla velocità di connessione prescelte dal richiedente), ovvero 180 (centottanta) ore gratuite di navigazione per le offerte a consumo (prevedendo, in quest’ultimo caso, l’inizio della tariffazione al superamento delle ore gratuite); • per i servizi voce e dati da postazione mobile (art. 5): tutti gli operatori mobili offriranno uno sconto del 50 per cento sull’offerta che comprenda almeno 2000 (duemila) minuti di traffico voce gratuiti ed un volume di traffico dati di almeno 10 (dieci) Giga byte. Va tenuto presente che: 1. nella categoria dei ciechi civili, rientrano coloro che percepiscono provvidenze economiche dall’INPS (ossia i ciechi totali ed i ciechi parziali, titolari di pensione e di indennità, rispettivamente, di accompagnamento e speciale); 2. per i soli ciechi parziali, si applicherà alternativamente, a scelta dell’utente, l’agevolazione da postazione fissa ovvero quella da mobile (art. 2 comma 3); 3. la domanda di agevolazione potrà essere presentata dall’abbonato cieco civile o dall’abbonato convivente con il soggetto cieco civile; 4. la domanda dovrà essere redatta su modulistica che l’operatore telefonico di riferimento avrà cura di mettere a disposizione sul proprio sito web, all’interno di una pagina che dovrà essere denominata “Agevolazioni per non vedenti e non udenti”, accessibile tramite un link dall’home page del sito ed interamente dedicata alle informazioni utili agli abbonati ciechi totali e parziali (ciò perché è stato dato seguito alle segnalazioni giunte dalle associazioni rappresentative di categoria, secondo cui, in passato, molti utenti ciechi totali avevano avuto non poche difficoltà ad accedere alle informazioni relative alle misure specifiche in termini di accessibilità e chiarezza espositiva dei contenuti pubblicati sui siti istituzionali degli operatori di telefonia). Alla domanda dovrà essere allegato il verbale di riconoscimento della cecità civile e, nel caso in cui la domanda venga presentata da un familiare convivente con il soggetto cieco civile avente diritto, dovrà essere allegata anche la certificazione relativa alla composizione del nucleo familiare; Nota Bene: la delibera, all’art. 8, prevede che entro 120 giorni (centoventi) giorni dalla sua entrata in vigore (quindi entro fine giugno) gli operatori saranno tenuti ad aggiornare i propri siti web secondo le indicazioni dell’AGCOM; 5. l’agevolazione avrà effetto dal giorno di presentazione della domanda, completa di tutta la documentazione necessaria a pena di invalidità della domanda, e verrà attivata su un solo numero telefonico mobile e fisso; 6. gli utenti ciechi civili saranno tenuti al pagamento del canone di abbonamento al servizio telefonico, a meno che non rientrino nelle più basse condizioni reddituali per l’esonero, laddove previste dall’operatore di riferimento; 7. la richiesta di cambio di piano tariffario sarà eseguita dall’operatore senza alcun costo aggiuntivo per l’utente cieco civile, salvi i casi di reiterate ed immotivate richieste di cambio profilo; 8. la presente delibera n. 46/17/CONS, abroga e sostituisce le precedenti delibere n. 514/07/CONS e n. 202/08/CONS. Come potete immaginare, si tratta di un aggiornamento importante, fortemente voluto dall’Unione, tenuto conto dei tempi rapidissimi con cui si evolvono le tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Ci riteniamo, altresì, soddisfatti dell’attenzione che l’AGCOM ha accordato alle nostre richieste in merito a una maggiore accessibilità e reperibilità delle informazioni per gli utenti ciechi totali e parziali sui siti web delle compagnie telefoniche.

Guida alle agevolazioni fiscali Si informa che l’Agenzia delle entrate ha pubblicato la nuova edizione della Guida alle agevolazioni fiscali per disabili, aggiornata a gennaio 2017. (la Guida è scaricabile dal sito http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/portal/entrate/agenzia) Colgo l’occasione per tornare a chiarire un aspetto su cui ancora sussistono perplessità o indicazioni discordanti (rif. Comunicato Uici 207 del 2013). Per la titolarità del diritto, la persona non vedente (cieca totale, parziale e ipovedente grave), in sede di acquisto (un auto o un PC ad esempio), tra la documentazione necessaria, dovrà esibire copia del verbale medico-legale di cecità rilasciato dalla Commissione medica (nel caso di persone ipovedenti gravi, in possesso di un verbale di invalidità civile, sarà indispensabile, a pena di possibile contestazione, che il verbale di invalidità civile rechi la dicitura letterale IPOVEDENTE GRAVE, per il fatto che gli esercenti, siano essi i concessionari o gli addetti vendite di un negozio, non si prenderanno la responsabilità di leggere una diagnosi oculistica rapportandola ai parametri della legge 138/2001). Non deve, invece, essere richiesto alle persone non vedenti lo stato di gravità ex legge 104/1993 art.3 comma 3, perché non necessario. Quanto precisato è rinvenibile a pagina 11 della citata Guida. Fonte amministrativa: parere 25 luglio 2013, Agenzia delle entrate, Direzione Centrale Normativa- Consulenza giuridica n. 954-15/2012

Benefici pensionistici lavoratori non vedenti- Legge 113/1985 e legge 120/1991 – Circolare INPS n. 73 del 14 aprile 2017 si fa seguito al comunicato Uici n. 3 del 3 gennaio 2017, per informare che finalmente è stata pubblicata dall’INPS la circolare n. 73 del 14 aprile 2017, Benefici pensionistici lavoratori non vedenti. Articolo 1, comma 209, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, recante le istruzioni necessarie alle proprie strutture periferiche ai fini del riconoscimento economico, ai lavoratori non vedenti, della maggiorazione dei quattro mesi anche nel sistema contributivo.                 Dal dettato della circolare, sono confermate tutte le previsioni già anticipate con nostro messaggio inviato lo scorso 17 gennaio, di cui vi invito a prendere attenta visione.                 Con l’occasione, ricordo che: Fonte normativa: legge n. 113 del 29 marzo 1985, art. 9 comma 2; legge n. 120 del 28 marzo 1991, art. 2; legge n. 232 dell’11 dicembre 2016, art. 1 comma 209. Fonte amministrativa: per la copertura economica dei quattro mesi quota retributiva di pensione, circolare INPS n. 173 del 26 giugno 1991; per la copertura economica dei quattro mesi quota contributiva di pensione, circolare INPS n. 73 del 14 aprile 2017. Si allega documentazione. Settori di riferimento: sia pubblico, che privato. Destinatari: lavoratori dipendenti non vedenti, come disciplinati agli artt. 2 (ciechi totali), 3 (ciechi parziali) e 4 (ipovedenti gravi) della legge n. 138/2001, ovvero coloro che siano colpiti da cecità assoluta o abbiano un residuo visivo non superiore ad un decimo in entrambi gli occhi con eventuale correzione, ovvero il cui residuo perimetrico binoculare (campo visivo) sia inferiore al 30 per cento. Presentazione della domanda: a richiesta dell’interessato (la maggiorazione dei quattro mesi non si applica d’ufficio), secondo le diverse modalità invalse presso il settore e quello delle pubbliche amministrazioni. La richiesta dovrà essere accompagnata da documentazione probante la condizione di non vedente (verbale di riconoscimento medico-legale di Commissione collegiale e, solo per le categorie professionali, in luogo del verbale, l’attestazione di iscrizione all’Albo/liste professionali dei centralinisti telefonici non vedenti e dei masso e fisioterapisti non vedenti, quale certificazione sostitutiva e certificativa del diritto. Decorrenza: per tutti i trattamenti pensionistici aventi decorrenza di pensione al 1° gennaio 2017. Per i trattamenti aventi decorrenza anteriore al 1° gennaio 2017, non sarà possibile richiederne la ricostituzione. Ciò perché la norma istitutiva è inserita nella legge n. 232 del 2016 (Manovra di Bilancio 2017), che appunto è entrata in vigore il 1° gennaio 2017.                 Il dettato della circolare rispetta quanto previsto secondo norma. Sull’argomento, per un maggiore e utile approfondimento, ricordo che sono disponibili sul nostro sito, in “Formare ed informare”, la lezione dal titolo Anzianità, vecchiaia e novità Legge di Bilancio 2017: tutte le regole per i lavoratori dipendenti non vedenti, funzionalmente collegata ad altra lezione dal titolo Il sistema del Calcolo pensioni, che vi invito ad ascoltare con attenzione, certo che troverete in esse molte risposte a quesiti che giungono da più parti.

“Il Cammino (The  Way) 18/25 agosto 2017. Perfler, Coordinatore Nazionale della Commissione dello Sport, Tempo libero e Turismo sociale. “IL CAMMINO (The Way)" 18 / 25 Agosto 2017 Premessa Cari amici, anche  quest’anno la Presidenza Nazionale dell’Unione Italiana Ciechi e degli Ipovedenti, tramite la Commissione Sport, Tempo Libero e Turismo Sociale, propone a tutti i soci, simpatizzanti ed amici, una grande opportunita’ alla portata di tutti? “IL CAMMINO DI SANTIAGO DE COMPOSTELA IN 7 GIORNI” la cosiddetta “INDULGENZA”, ossia gli ultimi 100 km di uno dei percorsi piu’ famosi al mondo. Esso viene organizzato in maniera che vi possano partecipare anche persone che non hanno una preparazione atletica adeguata e  per coloro che non sono piu’ “particolarmente” giovani. In sintesi e’ per tutti?! Quindi affrettatevi a prenotare, perché i posti andranno a ruba?! Questo programma, vuol essere una traccia di quello che si intende organizzare a nome e per conto dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Nazionale,  avvalendoci di una delle sue sedi periferiche, la Sezione territoriale di Trieste, per una maggior comodita’ e logistica organizzativa. Vi invito pertanto a registrare i dati di riferimento del Coordinatore della Commissione Hubert Perfler, per qualsiasi dubbio, domanda o delucidazione:  cellulare  348/6423872  e sede di riferimento e’ quella di Trieste 040/768046. La segreteria della Commissione in Sede Centrale UICI, con il segretario Milvio Caputo e’ comunque a disposizione negli orari d’ufficio, dal lunedi’ al venerdi’ al numero 06/69988501 e-mail amministrazione.cnt@uiciechi.it Sara’  possibile che quanto indicato di seguito, subisca delle modifiche e/o varianti, non avendo il numero esatto dei partecipanti e soprattutto il prezzo varia molto a seconda della singola scelta . Ad esempio se uno volesse dormire negli ostelli in letti a castello e bagno in comune,  come i pellegrini di un tempo, dimezza il budget di pernottamento, se mangia il menu’ del pellegrino o menu’ piu’ elaborati, se pranza o mangia un panino per strada, ecc.ecc. ecc. Sono tutte varianti che incidono sul totale del costo della passeggiata. Noi predisponiamo una sistemazione comoda che preveda camera con bagno privato, in modo da potersi fare la doccia all’arrivo, senza dover fare code e attese estenuanti e soprattutto di avere la propria privacy. Di seguito alcune indicazioni principali: 1) I partecipanti non devono superare il numero massimo di 60 compresi gli organizzatori e collaboratori. Saro’ lieto, se necessario, di organizzare nuovamente l'evento se apprezzato e richiesto; 2) Il partecipante cieco assoluto deve avere un accompagnatore a causa del percorso in alcuni punti dissestato. (Abbiamo alcuni volontari a disposizione per i quali bisogna pero’, coprire le spese vive); 3) Il diritto di partecipazione e’ determinato dall'ordine temporale di prenotazione via e-mail, alla quale verra’ data tempestiva conferma di prenotazione.  E-mail : hubert_perfler@alice.it     4) Ottenuta la conferma di prenotazione, entro e non oltre 15 giorni, dovra’ inviare allo stesso indirizzo copia del biglietto aereo per Santiago de Compostela (Spagna) e versare una caparra di 200 euro all’IBAN dell'UICI di Trieste : IT92O0503402200000000002388.                                                           Questo ovviamente per permettere a tutti di partire da dove e’ loro piu’ comodo.  A quel punto, e non prima, sara’ ufficialmente un partecipante accreditato;      5) Entro Lunedi’ 17 Luglio  dovra’ versare il saldo calcolato sulla base dell'effettiva e definitiva partecipazione, che verra’ comunicato via E-mail una o  due settimane prima della suddetta data.                                                                                                                                                          Il costo approssimativamente stimato dell'organizzazione si aggira attorno ai            550,00 euro (100 euro in piu’ se camera ad uso singola) e comprende : • 7 pernottamenti in strutture alberghiere da 1 a 3 stelle in camere con servizi privati. • Noleggio pullman privato con conducente per il transfert dall'aereoporto di Santiago de Compostela all’Albergo di Sarria. • Noleggio di 2 pulmini, spesa carburante e parcheggi, che ci accompagneranno per tutto il viaggio e provvederanno al trasporto bagagli da una tappa all'altra e nello stesso tempo resteranno a disposizione con la funzione di "Safety Car" per ogni eventuale esigenza. • Viaggio, vitto e alloggio di 3 collaboratori ( 2 autisti e assistente l'organizzazione). • La "Compostela", documento comprovante il passaggio dalle varie tappe, ove bisognera’ applicare lo "stelo" (il timbro gratuito) in ogni Chiesetta, albergue ecc. che toccheremo lungo il cammino. • Lo zainetto sufficiente per contenere il necessario da portarsi dietro quotidianamente.                   Nella suddetta quota non sono comprese le seguenti voci: • Biglietti aerei A/R e Transfert da e per gli aeroporti di partenza e destinazione • Nessun pasto. Questo per dare a tutti liberta’ di scegliere questa spesa che puo’ incidere molto o poco nel proprio budget; ad esempio se uno pasteggia con il menu’ del pellegrino spende dai 10 ai 12 euro e comprende primo, secondo, dolce e bibita, altrimenti spende anche 20 o 25 euro, a seconda di cosa sceglie ovviamente. Quindi capirete che parliamo di circa 200 euro o piu’. • Ogni extra, ingressi a musei o monumenti che troveremo durante il cammino e che ognuno decide o no di visitare. • Tutto cio’ che non e’ indicato alla voce comprende succitata. Con estrema precisione specificheremo comunque prima di partire a quanto ammonta la cifra obbligatoria, avendo l'esatto numero dei partecipanti. Programma 18 Agosto 2017 - 1° giorno: Partenza da un Aereoporto Italiano per Santiago de Compostela con arrivo entro e non oltre le ore 22.30. Transfer dal aeroporto a Sarria. Arrivo a Sarria, sistemazione in hotel e pernottamento. 19 Agosto 2017 - 2° giorno: Sarria – Portomarin (21,5 km). Per camminare con il fresco del mattino, si consiglia una non troppo tardiva partenza, considerando che per coloro che se la prendono comoda, ci sono 6 o 7 ore di passeggiata (compresa la pausa pranzo). Descrizione del percorso odierno: Prima colazione. Partenza direttamente dall’albergo per la 1° tappa, Sarria-Portomarín. Lasciato l’albergo, dopo pochi passi ci immettiamo sul percorso, unendoci idealmente e fisicamente alle moltitudini di pellegrini di ogni tempo. Fin dal primo passo si avverte l’atmosfera del Cammino. Risalendo la Rua Maior ci fermiamo a timbrare la nostra credenziale nella chiesa di Santa Mariña. Ci si vorrebbe soffermare ad ammirare ogni cosa: il monumento al re Alfonso IX, le insegne degli albergues, le conchiglie scolpite nel granito. In cima alla collina, la Capilla del Salvador ed il primo dei tanti cruceiros che troveremo lungo la strada, il convento dos Mercedarios, ma bisogna andare! In fondo alla discesa attraversiamo il ponte medievale e risaliamo attraverso un bosco di alberi plurisecolari. Raggiunto l’altopiano, non possiamo fare a meno di fermarci per visitare la chiesa di Santiago de Barbadelo. Proseguendo il  nostro cammino, piccolissimi villaggi, con le loro minuscole chiesette, si alternano a boschi, campi coltivati, fonti e piccoli corsi d’acqua. Scendiamo infine verso il Rio Miño ed arriviamo a Portomarín. Sistemazione in albergo nel centro della cittadina, dominata dalla poderosa chiesa-fortezza di San Juan. Cena e pernottamento. 20 Agosto 2017 - 3° giorno: Portomarin – Palas de Rei (23,5 km) Prima colazione. Partenza direttamente dall’albergo per la 2° tappa, Portomarín-Palas de Rei. Nel riprendere il Cammino, tra molti volti nuovi che ci salutano ed augurano “buen camino”, cominciamo a riconoscerne qualcuno che ci e’ gia’ familiare. La tappa odierna e’ caratterizzata da una lunga ma graduale salita verso Hospital de la Cruz e Ventas de Naron, punti piu’ elevati del nostro viaggio. Anche oggi avremo l’opportunita’ di vedere luoghi storici e monumentali, tra cui il piu’ importante, il monastero di Vilar de Donas, si raggiunge facendo una deviazione dal percorso. Scendiamo poi verso Palas de Rei dove si conclude la nostra seconda tappa. Dopo la visita della chiesa di San Tirso, posta all’entrata della cittadina, ci sistemiamo in albergo. Cena libera e pernottamento in Hotel. 21 Agosto 2017 - 4° giorno: Palas de Rei – Melide (15 km) Terza tappa del Cammino. Il cammino abbandona Palas del Rei attraversando il campo Los Romeiros, tradizionale luogo d'incontro di pellegrini. Siamo nella Circoscrizione di A Ulloa, famosa per la produzione di formaggi. Con una piccola deviazione si raggiunge il Castello di Pambre, fortezza costruita da Gonzalo de Ulloa alla fine del XIV secolo. Da qui il Cammino inizia il suo percorso attraverso la provincia di  La Coruña arrivando al villaggio di Leboreiro, dal chiaro sapore medievale. tra Laboreiro e Melide, uno dei tratti piu’ belli del Cammino, si trova il paesino di Furelos dove il corso del fiume e’ sormontato da un grandioso ponte medievale. Tra la vegetazione della zona abbondano roveri, castagni, pini, eucalipti e betulle. Tra la fauna abbondano trote, pernici, conigli e cinghiali, mentre tra le coltivazioni spiccano ortaggi, mais e tubercoli. Prodotti artigianali: In questa zona si lavora il cuoio (borse, cinture, scarpe, bracciali…) Serata e cena libera, pernottamento in Hotel. 22 Agosto 2017 - 5° giorno: Melide –  Arzu’a (15 km) Quarta tappa del Cammino. Dopo la colazione il viaggio inizia attraversando San Julián del Camino, una piccola citta’ dove sorge un'interessante chiesa romanica. Si prosegue poi per Outeiro da Ponte, nel cui territorio si trova il Castello do Pambre, una delle fortezze meglio conservate in Galizia. Il pellegrino attraversa Pontecampaña, Mato Casanova, Porto de Bois e Campanellino. Il primo paese che si incontra dopo aver passato il confine con La Coruña e’ Coto, seguita  da Leboreiro, che conserva un'antica strada romana. Poco dopo si vede apparire Disicabo, Furelos, con la sua chiesa parrocchiale dal secolo XIX e un ponte medievale dal secolo XIV, che conduce alla citta’ successiva della ruta, Melide. Quest’ultimo paese ha una posizione centrale nel Cammino di Santiago, qui si fonde il Cammino francese con gli altri provenienti da Oviedo. All'ingresso del paese il pellegrino scopre una croce in pietra del XIV secolo, uno dei piu’ antichi in Galizia. L'attuale chiesa parrocchiale e’ stata la chiesa del monastero di Sancti Spiritus. Continua il suo viaggio via Carballal, Ponte das Penas, Raido, Bonete e Castaneda. In quest'ultimo paese si trovavano i forni a calce per la costruzione della cattedrale di Santiago; e si narra che i pellegrini che passavano di qua portavano una pietra ciascuno verso Santiago aumentando cosi’ la loro penitenza. Dopo aver attraversato un bel ponte medievale, si passa per Ribadiso, e dopo questo paese si raggiunge la fine della tappa, Arzúa. Serata e cena libera, pernottamento in Hotel. 23 Agosto 2017 - 6° giorno: Arzu’a – O Pino/O Pedrouzo (20 km) quinta tappa del Cammino Il percorso odierno e’ breve e tranquillo, dopo aver percorso  tappe brevissime da 15 KM. Cominciamo con allegria perché il giorno successivo entreremo a Santiago di Compostela, dove, oltre a visitare il sepolcro dell’Apostolo Martire, ci attendono molte altre meraviglie. A pochi chilometri da Santiago questa tappa attraversa numerose aree boschive, inizialmente di querce, pini e castagni e poi eucalipti. I ruscelli, dove un tempo i pellegrini si lavavano per arrivare puliti a Santiago, si susseguono e diventano sempre piu’ numerosi. Infine si arriva a Pedrouzo, piccola cittadina circondata da eucalipti. Cena libera e pernottamento in Hotel. 24 Agosto 2017 - 7° giorno: O Pedruoso – Santiago de Compostela (19 km) E’ arrivato il giorno in cui inizia l’ultima tappa del Cammino di Santiago. Abbiamo percorso una buona parte della Gallizia ed apprezzato secoli di storia… Dopo la colazione, comincia il percorso per Santiago de Compostela ove bisognerebbe arrivare entro mezzogiorno per non perdere la famosa messa con la benedizione per i pellegrini, che dopo tanta fatica, la meritano. Cio’ comporterebbe pero’, una partenza molto mattinera ed un passo abbastanza spedito, considerando che mancano ancora 19 km. Per chi invece vuole prendersela comoda, avra’ la possibilita’ di prendere la benedizione il giorno successivo prima di andare in aereoporto per il rientro in Italia.  Arrivo a Santiago, pomeriggio libero e pernottamento in Hotel. 25 Agosto 2017 - 8° giorno: Santiago de Compostela Prima Colazione in hotel. Giornata per visitare Santiago de Compostela con le sue affascinanti piazze e stradine porticate. All’interno della Cattedrale la tradizione invita i pellegrini a seguire vari rituali, il piu’ importante e significativo e’ l’abbraccio al Santo. Poi si deve rispettare il rito pagano delle testate, che consiste nel dare 3 testate alla statua del Maestro Mateo nel portico della Gloria “affinché trasmetta la sua sapienza ed il talento“. Nel primo pomeriggio, trasferimento per l’aeroporto di Santiago in tempo utile per il volo di rientro. Il Coordinatore della Commissione Sport, Tempo Libero e Turismo Sociale     Hubert Perfler.     Nel ringraziare il caro amico Hubert per la bellissima iniziativa, Vi invito       calorosamente a partecipare.   Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (LEA). dopo più di quindici anni dalla loro entrata in vigore nel 2001, sono finalmente stati aggiornati i Nuovi Livelli Essenziali di assistenza (LEA), ovvero l’insieme di tutte le prestazioni, dei servizi e degli interventi che i cittadini hanno diritto a ricevere dal Servizio Sanitario Nazionale, gratuitamente o dietro pagamento di ticket, sulla base di specifiche condizioni cliniche e fisiche. I nuovi LEA sono disciplinati dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 12.1.2017, pubblicato nel Supplemento Ordinario n. 15 alla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 18 marzo 2017. Nel decreto è anche contenuto il nuovo Nomenclatore delle prestazioni sanitarie protesiche e degli ausili riportato negli allegati 2, 4 e 5, il cui ultimo aggiornamento risaliva al 1999. Di seguito si riportano, in sintesi, le disposizioni di maggiore interesse per i ciechi e gli ipovedenti e le loro famiglie, ivi comprese le proposte, purtroppo non completamente accolte, che l’Unione ha presentato alle autorità competenti. Per ogni ulteriore chiarimento in materia, gli uffici della nostra Sede Nazionale sono a disposizione sia delle strutture UICI sia dei singoli utenti.

Per quanto riguarda i LEA, il decreto interviene sostanzialmente su quattro fronti: 1. definisce attività, servizi e prestazioni garantite ai cittadini dal SSN; 2. descrive dettagliatamente le prestazioni e le attività oggi già incluse nei LEA; 3. ridefinisce e aggiorna gli elenchi delle malattie rare e delle malattie croniche ed invalidanti che danno diritto all’esenzione; 4. innova i nomenclatori della specialistica ambulatoriale e dell’assistenza protesica. Molte sono le novità che il decreto introduce. In generale, nell’ambito dell’assistenza sanitaria di base, viene ad essere garantita dal Sistema Sanitario Nazionale, una serie di attività e prestazioni, fra le quali il controllo dello sviluppo fisico, psichico e sensoriale del bambino; la ricerca di fattori di rischio con particolare riguardo all’individuazione precoce dei sospetti di disabilità neuro-sensoriali e psichiche ed alla individuazione precoce di problematiche anche socio sanitarie. In aggiunta, viene garantita l’assistenza domiciliare programmata per le persone impossibilitate a raggiungere lo studio del medico perché non deambulanti o con gravi limitazioni funzionali o non trasportabili. Ai sensi dell’art. 16, rientrano tra le prestazioni ambulatoriali erogabili dal SSN anche le prestazioni ambulatoriali di chirurgia refrattiva cui si sono sottoposti soggetti che presentano determinate condizioni specificate nel Nomenclatore (di cui all’allegato 4b). L’art. 17 riguarda l’assistenza protesica e in tale norma sono indicati gli elenchi delle prestazioni e le tipologie dei dispositivi (inclusi quelli provvisori, temporanei e di riserva) erogabili nei limiti e secondo le indicazioni cliniche e d’uso specificate nell’allegato n. 5. Inoltre, è stato previsto che l’assistito possa, in accordo con il medico competente, indicare un dispositivo appartenente a una delle tipologie descritte negli allegati ma con caratteristiche strutturali, funzionali o estetiche non indicate nella descrizione, che sia tale da soddisfare specifiche ed apprezzabili necessità derivanti dal suo stile di vita o dal suo contesto ambientale- relazionale o sociale. In tali ipotesi, la Asl di competenza potrà riconoscere l’autorizzazione della fornitura, ma la differenza tra la tariffa (o il prezzo assunto a carico dalla Asl) per il corrispondente dispositivo incluso negli elenchi ed il prezzo del dispositivo fornito sarà a carico dell’assistito, così come tutte le prestazioni professionali correlate alle modifiche richieste o alle caratteristiche del dispositivo fornito. Destinatari All’art. 18 sono indicati i destinatari delle prestazioni di assistenza protesica. Fra essi rientrano: 1. le persone con cecità totale, parziale ed ipovedenti gravi ai sensi della Legge n. 138/2001; 2. i minori che necessitano di un intervento di prevenzione, cura e riabilitazione di un’invalidità grave e permanente; 3. le persone di cui al punto 1) affette da gravissime patologie evolutive e degenerative che hanno determinato menomazioni permanenti insorte in epoca successiva al riconoscimento dell’invalidità, in relazione alle medesime menomazioni, accertate dal medico specialista; 4. le persone che hanno presentato istanza di riconoscimento dell’invalidità o in attesa di accertamento dell’invalidità per i quali il medico attesti la necessità e l’urgenza di una protesi o ausilio; 5. le persone che abbiano subìto un intervento demolitore dell’occhio o affette da malattia rara. Sono riconosciuti come destinatari anche le persone che hanno presentato istanza di riconoscimento dell’invalidità cui siano state accertate menomazioni che singolarmente, per concorso o coesistenza, abbiano comportato una riduzione della capacità lavorativa superiore ad 1/3. Hanno diritto ai dispositivi provvisori e temporanei anche le persone con enucleazione del bulbo oculare. Sono confermate le procedure di sostituzione o riparazione delle protesi. In casi eccezionali per i soggetti affetti da gravissime disabilità, le Asl di competenza potranno garantire l’erogazione di protesi, ortesi o ausili non appartenenti ad una delle tipologie riportate dal Nomenclatore e con determinati requisiti nel rispetto delle procedure fissate dalle Regioni e dei relativi criteri e linee guida. In materia di rinnovo delle prestazioni, la Asl di competenza autorizzerà la fornitura una volta trascorsi i tempi minimi riportati per ciascuna classe e secondo procedure indicate ad hoc. La fornitura di nuovi dispositivi potrà essere autorizzata in particolari casi di necessità terapeutiche o riabilitative, sulla base di una relazione dettagliata rilasciata dal medico prescrittore, che attesti l’inadeguatezza dell’ausilio in uso e la necessità del rinnovo per il mantenimento delle autonomie della persona nel suo contesto di vita. Il rinnovo del dispositivo potrà essere predisposto anche in caso di rottura accidentale o usura cui consegue l’impossibilità tecnica, la non convenienza della riparazione o la non perfetta funzionalità del dispositivo riparato, valutate da personale della Asl di competenza. Ai sensi dell’art. 20, viene riconosciuto un secondo ciclo annuo di prestazioni termali per il trattamento della patologia invalidante agli invalidi di guerra e di servizio, ciechi, sordi ed invalidi civili. All’art. 22 sono disciplinate le cure domiciliari, che vengono garantite alle persone non autosufficienti e in condizioni di fragilità (con patologie in atto o all’esito delle stesse), adottando percorsi assistenziali a domicilio costituiti dall’insieme organizzato di trattamenti medici, riabilitativi, infermieristici e di aiuto infermieristico. La Asl di competenza assicurerà la continuità tra le fasi di assistenza ospedaliera e l’assistenza territoriale a domicilio. In relazione al bisogno di salute dell’assistito ed al livello di intensità, complessità e durata dell’intervento assistenziale le cure domiciliari vengono articolate su tre livelli (livello base, integrate di I livello, integrate di II livello ed infine di III livello). Dall’art. 21 in poi vengono descritti i percorsi assistenziali integrati, sia domiciliari sia in strutture a carattere semiresidenziale e residenziale. In particolare l’art. 27 disciplina l’assistenza sociosanitaria alle persone con disabilità registrando poche novità rispetto alla precedente procedura e l’art. 34 tratta dell’assistenza sociosanitaria alle persone con disabilità. Per quanto riguarda il contenuto degli artt. 27 e 34 del decreto, si richiama l’attenzione sui seguenti aspetti. Viene previsto che il SSN garantisca alle persone con disabilità complesse la presa in carico nell’ambito della prevenzione, cura e riabilitazione funzionale, attraverso un programma che abbia i seguenti caratteri: a) individualizzato; b) differenziato a seconda delle patologie affette e delle esigenze; c) integrato da interventi sociali e socioassistenziali. I programmi terapeutici e riabilitativi, individualizzati a seconda delle necessità, prevedono, fra l’altro, una valutazione diagnostica multidisciplinare, la collaborazione e il sostegno alle famiglie, attività di riabilitazione individuali e di gruppo in relazione alla compromissione delle funzioni sensoriali, motorie, cognitive, neurologiche e psichiche finalizzate al recupero e al mantenimento dell’autonomia in tutti gli aspetti della vita. Sono previsti, altresì, interventi educativi di supporto alle autonomie e alle attività della vita quotidiana, consulenze specialistiche, collaborazione e consulenze con le istituzioni scolastiche per l’inserimento e l’integrazione nelle scuole in riferimento alle prestazioni previste dalla legge n. 104/1992 e, infine, interventi terapeutici-riabilitativi e socio-riabilitativi finalizzati all’inserimento lavorativo. All’art. 34, invece, il decreto prevede che, nell’ambito dell’attività di assistenza semiresidenziale e residenziale, il SSN debba garantire alle persone con disabilità fisiche, psiche e sensoriali trattamenti riabilitativi basati sulle più moderne tecnologie nell’ambito di una presa in carico che prevede un progetto riabilitativo individuale (PRI) che definisca le modalità e la durata del trattamento. In tale progetto riabilitativo individuale potranno essere previsti trattamenti delle seguenti tipologie. Trattamenti residenziali Sono così articolati: 1. di riabilitazione intensiva: rivolti a persone non autosufficienti di norma di durata del trattamento non superiore a 45 gg e con intervento di personale infermieristico per 24 ore; 2. di riabilitazione estensiva: rivolti a persone disabili non autosufficienti di norma di durata non superiore a 60 gg e con presenza di personale socio-sanitario per 24 ore; 3. socio-riabilitativi di recupero e mantenimento delle abilità funzionali residue: si articolano a seconda della tipologia degli ospiti che sono presenti nelle strutture residenziali socio-riabilitative e della gravità delle loro condizioni. Le prime due tipologie di trattamento sono a totale carico del SSN mentre i trattamenti del punto 3) si distinguono a secondo dei fruitori: - per i disabili in condizioni di gravità che richiedono un elevato impegno assistenziale e tutelare, sono a carico del SSN per una quota pari al 70% della tariffa giornaliera; - per i disabili che richiedono un moderato impegno assistenziale e tutelare, sono a carico del SSN per il 40% della tariffa giornaliera. Trattamenti semiresidenziali Tali trattamenti prevedono: 1. trattamenti di riabilitazione estensiva rivolti a persone disabili non autosufficienti con potenzialità di recupero funzionale di norma non superiore a 60 giorni di trattamento, salvo eccezioni; 2. trattamenti socio-riabilitativi di recupero e mantenimento delle abilità funzionali residue, erogati congiuntamente a prestazioni assistenziali e tutelari di diversa intensità a persone non autosufficienti con disabilità fisiche, psichiche e sensoriali stabilizzate, anche in laboratori e centri occupazionali. I trattamenti di cui al punto 1) sono a totale carico del SSN mentre quelli del punto 2) sono a carico del SSN per una quota pari al 70% della tariffa giornaliera. È previsto, infine, che il SSN garantisca ai portatori di handicap individuati ai sensi dell’art. 3, comma 3, legge n. 104/1992 il concorso delle spese di cura e di soggiorno presso centri di altissima specializzazione all’estero, sia all’assistito sia al suo accompagnatore, con le modalità e nei casi previsti dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1° dicembre 2000. Il capo V riguarda l’assistenza ospedaliera e la sua articolazione mentre il capo VI tratta dell’assistenza specifica a particolari categorie inerente sia disabilità transitorie sia procedure di necessità ed urgenza in case di ricovero presso strutture sanitarie accreditate. Per concludere, il decreto, rimanda a norme specifiche che verranno successivamente emanate dalle Regioni per le ulteriori discipline di dettaglio.

NOMENCLATORE Le prestazioni elencate nel Nomenclatore (all. 4) sono, invece, disciplinate all’art. 15 e la loro erogazione è subordinata all’indicazione della ricetta o sospetto diagnostico (questa la novità) formulata dal medico prescrittore. La competenza spetta alle Regioni che disciplineranno le modalità di erogazione delle stesse. Tutte le prestazioni e le tipologie di dispositivi di protesi, ortesi ed ausili tecnici costruiti su misura e quelli di serie sono garantite dal SSN e l’elenco è contenuto nell’allegato n. 5 del decreto. In particolare, è utile evidenziare alcuni specifici aspetti della normativa. Nel caso in cui risulti necessario l’adattamento o la personalizzazione di un ausilio di serie, il decreto prevede che la prestazione sia prescritta dal medico specialista ed eseguita da professionisti abilitati all’esercizio della professione sanitaria o arte sanitaria ausiliaria, nel rispetto dei compiti individuati dai rispettivi profili professionali. Qualora l’assistito, “al fine di soddisfare specifiche, apprezzabili, necessità derivanti dallo stile di vita o dal contesto ambientale, relazionale o sociale”, richieda, in accordo con il medico, un dispositivo con caratteristiche non indicate nel Nomenclatore, il medico dovrà effettuare una apposita prescrizione, riportando le motivazioni della richiesta, indicando il codice della tipologia cui il dispositivo appartiene e informando l’assistito sulle sue caratteristiche e funzionalità riabilitative-assistenziali. L’Asl di competenza autorizzerà la fornitura nelle modalità descritte precedentemente. Procedura di erogazione Le modalità di erogazione dell’assistenza protesica sono disciplinate in generale nell’art. 19 e sono definite in dettaglio nell’allegato 12 del medesimo decreto. Al riguardo non si rilevano particolari novità rispetto alla precedente normativa. L’erogazione delle protesi, ausili ed ortesi avviene, in sintesi, secondo le seguenti modalità e si articola nelle seguenti fasi: - formulazione del piano riabilitativo-assistenziale individuale; - prescrizione; - autorizzazione; - erogazione; - collaudo; - follow up. In ogni caso, le Regioni potranno adottare tutte le misure idonee per semplificare, agevolare e accelerare lo svolgimento della procedura, evitando di porre a carico degli assistiti o dei loro familiari adempimenti non strettamente necessari. Il piano riabilitativo-assistenziale individuale, formulato dal medico specialista, deve riportare: a. l’indicazione della patologia o della lesione che ha determinato la menomazione o la disabilità; b. una diagnosi funzionale che riporti le specifiche menomazioni o disabilità; c. la descrizione del programma di trattamento con l'indicazione degli esiti attesi dall’équipe e dall’assistito in relazione all’utilizzo della protesi, ortesi o ausilio a medio e a lungo termine; d. la tipologia di dispositivo e gli adattamenti o le personalizzazioni eventualmente necessari; e. i modi e i tempi d’uso del dispositivo, l’eventuale necessità di aiuto o supervisione nell’impiego, le possibili controindicazioni ed i limiti di utilizzo ai fini della risposta funzionale; f. l’indicazione delle modalità di follow-up del programma e di verifica degli esiti ottenuti rispetto a quelli attesi dall’équipe e dall’assistito. Responsabili della conduzione del piano e della verifica periodica dei risultati attesi, a medio e lungo termine, indicati dal piano stesso, sono il medico e l’équipe specialistica. È previsto che le prestazioni di assistenza protesica che comportano l’erogazione dei dispositivi contenuti nel Nomenclatore vengano erogate su prescrizione del medico specialista, effettuata sul ricettario standardizzato del SSN. Anche in questo caso, le Regioni potranno individuare modalità e prescrizioni diverse. In aggiunta, sono previste procedure di allestimento, adattamento e personalizzazione degli ausili di serie, se prescritte dal medico specialista ed eseguite da specifiche figure professionali previste dal decreto. Sono parimenti erogate su prescrizione dello specialista le prestazioni di manutenzione, riparazione, adattamento o sostituzione degli ausili e dei loro componenti. Si sottolinea che la prescrizione deve essere: - coerente con il piano riabilitativo-assistenziale individuale; - deve riportare la specifica menomazione o disabilità; - indicare le definizioni e i codici identificativi delle tipologie di dispositivi; - deve essere appropriata rispetto al bisogno dell’utente e compatibile con le caratteristiche del suo ambiente di vita e con le esigenze degli altri soggetti coinvolti nel programma di trattamento. Al riguardo, le Regioni potranno promuovere l’ulteriore sviluppo dell’appropriatezza delle prescrizioni e del corretto svolgimento del piano riabilitativo-assistenziale individuale. Come di consueto, l’erogazione della prestazione è autorizzata dalla Asl di residenza dell’assistito, previa verifica amministrativa della titolarità del diritto dell’assistito, della presenza del piano riabilitativo-assistenziale individuale e della completezza della prescrizione. Le Regioni disciplineranno le modalità di rilascio dell’autorizzazione, anche in forma semplificata, prevedendo il tempo massimo per la conclusione della procedura da parte della Asl. All’atto dell’erogazione di un dispositivo su misura, l’erogatore sarà tenuto a rilasciare una certificazione di congruità attestante la rispondenza del dispositivo alla prescrizione medica autorizzata, il suo perfetto funzionamento e il rispetto delle normative in materia. La certificazione viene allegata alla fattura ai fini della corresponsione della tariffa da parte della Asl di competenza. Salvo casi particolari disciplinati dalla Regione, lo specialista prescrittore, responsabile della conduzione del piano riabilitativo-assistenziale individuale, unitamente all’équipe multidisciplinare, avrà il compito di eseguire il collaudo di tutti gli ausili forniti ivi compresi quelli su misura. Il collaudo consiste in una valutazione clinico-funzionale volta ad accertare la corrispondenza del dispositivo erogato a quello prescritto e la sua efficacia per lo svolgimento del piano. Qualora il collaudo accerti la mancata corrispondenza alla prescrizione, il malfunzionamento o l’inidoneità tecnico-funzionale del dispositivo, l’erogatore o il fornitore è tenuto ad apportare le necessarie modifiche o sostituzioni. Le Regioni definiranno il tempo massimo per l’esecuzione del collaudo e regolamenteranno i casi in cui lo stesso non venga effettuato nei tempi previsti. Nei casi particolari, descritti prima, di fornitura in assenza di una prestazione di adattamento o di personalizzazione da parte del professionista sanitario o di altri tecnici competenti, l’avvenuta consegna del dispositivo prescritto è attestata dall’assistito stesso che in caso di malfunzionamento o di inidoneità tecnico-funzionale del dispositivo, richiede il collaudo al medico prescrittore. In linea generale, le Regioni e le Asl dovranno assicurare le prestazioni di assistenza protesica che comportano l’erogazione dei dispositivi su misura inclusi nel Nomenclatore. Con accordo sancito dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano saranno definite linee di indirizzo per la fissazione dei requisiti per l’accreditamento dei soggetti erogatori. Similmente, le Regioni e le Asl definiranno accordi e stipuleranno contratti previsti dalla normativa vigente, con gli erogatori di protesi e ortesi su misura, ferme restando le tariffe massime delle prestazioni di assistenza protesica fissate dal Ministero della Salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano. Rimane garantita la libertà dell’assistito di scegliere l’erogatore delle prestazioni di assistenza protesica su misura cui rivolgersi. Dal momento che non è stato ancora istituito il Repertorio dei dispositivi di serie, per la determinazione dei relativi prezzi di acquisto, le Regioni e le Asl dovranno stipulare contratti con i fornitori aggiudicatari delle procedure pubbliche di acquisto espletate secondo la normativa vigente. Nella valutazione delle offerte, le Regioni e le ASL adotteranno criteri di ponderazione che garantiscano la qualità delle forniture, la durata del periodo di garanzia oltre quello fissato dalla normativa di settore, la capillarità della distribuzione e la disponibilità di una gamma di modelli idonei a soddisfare le specifiche esigenze degli assistiti. Le Asl assicureranno che i dispositivi di serie, a garanzia della corretta utilizzazione da parte dell’assistito in condizioni di sicurezza, siano applicati o messi in uso da un professionista sanitario abilitato all’esercizio della specifica professione o arte sanitaria ausiliaria, operante anche in convenzione. Il Ministero della Salute adotterà le misure necessarie per monitorare il percorso degli ausili di serie, dalla produzione alla consegna all’assistito, a garanzia della qualità della fornitura. Malattie rare – aggiornamento Per concludere tutta la trattazione della materia, il decreto ha, inoltre, previsto un consistente ampliamento dell’elenco delle malattie rare (110 nuove entità tra singole, malattie rare e gruppi di malattie) ed importanti revisioni anche all’elenco delle malattie croniche. Inoltre, è stato introdotto lo screening neonatale per la sordità congenita e la cataratta congenita e l’estensione a tutti i nuovi nati dello screening neonatale e della mappatura genetica in determinate condizioni e modalità. Con l’aggiornamento dei LEA e dei Nomenclatori specifici viene istituita anche la Commissione nazionale per l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza e la Promozione dell’Appropriatezza del Servizio Sanitario Nazionale, che avrà il compito ogni anno di aggiornare (e/o modificare) la lista dei livelli essenziali.

Azione dell’UICI Per concludere questa disamina, va ricordato che l’Unione ha presentato delle importanti proposte di integrazione o modifica al testo del decreto e dei relativi allegati, alcune delle quali hanno trovato pieno accoglimento in relazione ai seguenti dispositivi inseriti nell’elenco del Nomenclatore (allegato n. 5): - tra gli ausili per la vista: video ingranditore da tavolo, facendo inserire delle caratteristiche tecniche necessarie per l’utilizzo da parte delle persone non vedenti e pienamente accolte dal Ministero della Salute; - tra gli ausili per telefonare: telefono a controllo a distanza, rispetto al quale sono stati inseriti dei requisiti tecnici specifici per le persone non vedenti; - tra gli ausili per la lettura: sistema OCR (lettore automatico) specificando, in dettaglio, le modalità tecniche e la possibilità che tale ausilio possa essere prescrivibile in alternativa al software OCR. Altre proposte, purtroppo, non hanno trovato un pieno accoglimento nonostante la loro fondatezza su dati tecnici e scientifici. Le stesse si possono così riassumere: - bastone tattile bianco rigido, la proposta era di eliminare la parola “tattile”; - tra gli ausili per indicazione, segnalazione ed allarmi, la proposta era introdurre la specifica di “o parlante” in merito alla sveglia tattile; - in riferimento ai display tattili per dispositivi informatici, nell’introdurre il requisito “di 20 caratteri” per il display Braille e nel caso della stampante Braille, nell’introdurre una velocità di stampa di almeno 100 caratteri; - introduzione di altri due ausili specifici quali: “orologio da polso consultabile tramite vibrazione” per consentire la fruizione di tale ausilio anche alle persone sordocieche e “orologio tattile da taschino” presente già nel precedente Nomenclatore; - tra i dispositivi d’ingresso alternativi, in merito alla prescrizione per il sistema per il riconoscimento vocale, oltre ai casi di estrema disabilità motoria, l’estensione anche “nei casi di perdita totale della vista in età avanzata con conseguente incapacità all’apprendimento dell’uso manuale di una comune tastiera”; - in merito ai sistemi televisivi per l’ingrandimento di immagini (video-ingranditore da tavolo, video-ingranditore portatile e software per ingrandimento) è stata ritenuta priva di logica la condizione che pone in alternativa la concessione dei dispositivi previsti con i sistemi galileiano e kepleriano. L’utilizzo di questi ultimi, infatti, precede nel tempo quello dei video-ingranditori; comunque detti sussidi assolvono a esigenze diverse da quella della lettura ingrandita essendo più legate alla mobilità e ad usi diversi da parte dei richiedenti. In merito, invece, al Nomenclatore che descrive le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale (allegato n. 4): - attualmente per la riabilitazione del cieco e dell’ipovedente grave è stata introdotta una terapia delle attività della vita quotidiana articolata in un ciclo di 10 sedute individuali di 30 minuti ciascuna. La proposta avanzata dall’UICI era stata, invece, quella di aumentare le ore di sedute individuali a 90 minuti per due cicli completi di 20 sedute ciascuno; - per la riabilitazione della funzione visiva negli ipovedenti è previsto un ciclo di 10 sedute individuali, mentre la proposta avanzata dall’Unione era quella di aumentare il numero delle sedute a minimo 20. Comunque, l’azione dell’Unione, in riferimento alle parti non accolte né modificate dal Ministero della Salute, sarà da un lato, di continuo controllo affinché in tempi celeri possano essere attuati i futuri decreti attuativi e definite le azioni delle Regioni, dall’altro, una continua pressione sulle istituzioni governative e parlamentari, affinché tutte le proposte avanzate possano trovare un pieno riconoscimento a tutela della nostra categoria.

Soggiorno estivo “RADUNO CON CANI GUIDA” a Barcis (PN) 1-10 agosto 2017 la Commissione Nazionale Cani Guida in collaborazione con “STUDIO IN” propone, per l’estate 2017 a tutti i soci il RADUNO CON CANI GUIDA, che si svolgerà presso Barcis in provincia di Pordenone, nel comprensorio del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane patrimonio UNESCO (consulta il sito http://www.barcis.fvg.it/Home.3.0.html). Si tratta di un soggiorno estivo, giunto alla sua seconda edizione, ideato per persone con disabilità visiva che possiedono il cane guida e per chi desidera avvicinarsi a questa realtà. Attraverso la presenza di operatori specializzati, vogliamo raggiungere due importanti obiettivi: - offrire al team Conduttore/Cane l’opportunità di condivisione e confronto sulle varie problematiche che tale “coppia” affronta quotidianamente; - permettere ai partecipanti, che non conoscono il cane come animale in senso generale e nel suo particolare ruolo di guida, quale fondamentale ausilio alla mobilità, di raccogliere informazioni provenienti dagli operatori e da persone con disabilità visiva che ne fanno esperienza diretta ogni giorno nei più vari contesti di vita; Tutto questo avverrà in un luogo accogliente, ricco di stimoli e di spazi idonei che consentono momenti di socializzazione e di relax, anche per i nostri amici a quattro zampe. Il soggiorno si svolge in una casa per vacanze con servizi a gestione familiare, dislocata a pochi passi dal lago di Barcis. Le valli limitrofe sono ricche di percorsi strutturati e funzionali da vivere in tutta libertà e sicurezza. Il personale specializzato coadiuverà gli ospiti nel potenziare le loro capacità, puntando a migliorare le competenze di mobilità di ognuno, in una cornice di condivisione e svago, tramite la gestione della relazione con il cane nei diversi contesti. PROPOSTE E ATTIVITÀ L’alimentazione e i premi per i nostri amici a quattro zampe, l’importanza del gioco, gestione in guida e in libertà, la comunicazione tra uomo e cane, toelettatura, leggi e regolamenti sull’accessibilità del cane guida, condivisione di esperienze personali. Escursioni pratiche nel Parco Naturale delle Alpi Carniche, visita al Vajont, camminata nelle malghe in Piancavallo, Museo archeologico Montereale, quad, piscina, kayak, cantina vitivinicola.

Condizioni e costi: 12 partecipanti di cui 7 con cane guida, persone con e senza cane guida autonome nell’igiene e cura della persona (4 camere singole e 4 camere doppie). L’importo del soggiorno a persona è di € 1400 + 4% IVA per le 4 singole (4 Persone) € 1200 + 4% IVA per le 4 doppie (8 persone) L’offerta include: * n. 9 pernottamenti a pensione completa, biancheria da camera e da bagno, pulizie quotidiane; * due operatori specializzati mobilità, due operatori specializzati mobilità e cane guida; * Il trasferimento a/r Pordenone-Barcis; * Varie attività ed escursioni, spostamenti locali; Esclude: Servizi a richiesta o a pagamento: viaggio a/r Pordenone, spese personali. Anticipo: 50% al momento dell’iscrizione. Saldo: restante 50% entro il 14 luglio 2017 I costi del soggiorno si potrebbero abbassare, qualora arrivassero quote di finanziamento al progetto, di cui siamo in ricerca e daremo notizia tempestiva. Le prenotazioni saranno accolte in ordine di arrivo, sarà data priorità a coloro che non hanno partecipato al soggiorno nella sua precedente edizione, fino ad esaurimento posti, con scadenza al 15 giugno 2017. Per informazioni e chiarimenti sull’iscrizione e il pagamento: Coordinatrice Commissione Nazionale Cani Guida U.I.C.I. Elena Ferroni cell. 3493022571 email caniguida@uiciechi.it

Prestazioni INVCIV. Non computabilità dei redditi da casa di abitazione - circolare INPS n. 74 dopo una insistita e decisa azione di pressione condotta da questa Unione, finalmente è stata pubblicata dall’INPS la circolare n. 74 del 21 aprile 2017 Prestazioni di invalidità civile, cecità e sordità. Non computabilità del reddito da casa di abitazione, nella quale l’Istituto comunica che non verrà più preso in considerazione il reddito della casa di abitazione, ai fini della concessione delle prestazioni di invalidità civile, cecità civile e sordità (categoria INVCIV). Dal dettato della circolare, sono confermate tutte le previsioni già anticipate con nostri messaggi inviati il 20 ottobre ed il 18 novembre ultimi scorsi. L’INPS, che in più occasioni è stato sollecitato dall’Unione a prendere una posizione dirimente, ha deciso di modificare il criterio per la concessione delle prestazioni di invalidità civile, cecità (vedi la pensione di cieco civile, soggetta, come è noto, al limite reddituale personale lordo annuale) e sordità, alla luce del consolidato orientamento positivo adottato in tal senso dalla Corte di Cassazione, che esclude dal computo dei redditi la casa di abitazione. Fonti giurisprudenziali: Cassazione, sezione Lavoro, sentenza numero 21529 del 2016 Cassazione, sezione Lavoro, sentenza numero 14026 del 2016 Cassazione, sezione Lavoro, sentenza numero 4674 del 2015 Cassazione, sezione Lavoro, sentenza numero 27381 del 2014 Cassazione, sezione Lavoro, sentenza numero 9552 del 2014 Cassazione, sezione Lavoro, ordinanza numero 4410 del 2014, che ha visto ricorrere, contro l’INPS, proprio una persona cieca totale. Si legge nel dispositivo della sentenza: ) Cassazione, sezione Lavoro, sentenza numero 20387 del 2013 Cassazione, sezione Lavoro, ordinanza numero 16972 del 2013 Cassazione, sezione Lavoro, sentenza numero 14456 del 2012 Cassazione, sezione Lavoro, sentenza, numero 5497 del 2012 Non c’è al riguardo una fonte normativa, che disciplini specificatamente tale fattispecie concreta. La posizione decisa dall’INPS è stata presa per estensione, a tali casi, del combinato disposto di due norme convergenti. Fonti normative: art. 12 legge n. 118 del 30 marzo 1971 e art. 26 legge n. 153 del 30 aprile 1969. Con l’occasione, ricordo quanto segue: Decorrenza e gestione degli indebiti: dal 1° gennaio 2017. Da tale data, il reddito da casa di abitazione sarà escluso ai fini del diritto alle prestazioni d’invalidità civile, cecità e sordità, sia in fase di prima liquidazione, che in fase di ricostituzione di prestazioni già esistenti. Gli arretrati saranno riconosciuti con decorrenza dalla medesima data. Ricostituzione di prestazione, nell’ipotesi di applicazione del vecchio computo: le posizioni assicurative già liquidate, per le quali l’Istituto abbia calcolato anche i redditi della casa di abitazione, i quali poi si sono rivelati determinanti nel superamento dei limiti reddituali personali ai fini della concessione delle prestazioni categoria INVCIV, saranno soggette a ricostituzione ma gli arretrati verranno riconosciuti solo con decorrenza dal 1° gennaio 2017. Dal tenore della circolare, si deduce che la procedura dovrebbe essere d’ufficio (vedi par. 3, a pag. 2). Qualora però l’interessato, che si trovi nella fattispecie rappresentata (ovvero, è meglio ribadirlo, nella situazione del superamento del limite personale lordo annuale per i soli redditi della casa di abitazione) verifichi che la sua posizione assicurativa già esistente non sia stata ancora ricostituita d’ufficio, potrà sempre presentare all’Istituto richiesta di ricostituzione pensione per motivi reddituali.

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Bus a misura di disabile A Bologna, non tanto! Da Rainews



RaiNews del 25/03/2017. BOLOGNA. Durante l'udienza conoscitiva con Tper che si è svolta a Palazzo D'Accursio, il disability manager del Comune, Egidio Sosio, ha mosso una serie di rilievi. Per cominciare, si registra "una percentuale irrisoria di banchine realizzate a norma di accessibilita'", afferma Sosio. Poi c'è lo scarso funzionamento dei messaggi vocali, che "non e' un problema solo per i non vedenti e gli ipovedenti, ma anche per le persone anziane che hanno difficolta' di lettura e per i visitatori e i turisti", sottolinea Sosio. Eppure, "anche sugli autobus nuovi spesso gli annunci vocali non funzionano", segnala Sosio. In particolare, tra i mezzi di Imola "uno su dieci ha l'annuncio vocale, s ugli altri non si capisce perchè non viene attivato", afferma il disability manager. E anche tra i treni di Tper "è difficilissimo trovarne uno su cui l'annuncio funziona", segnala Sosio, sottolineando che "se un bus ha un faro o il display che non funziona, non lo fanno uscire. Se non funziona l'annuncio vocale, invece, esce lo stesso". I dispositivi di questo tipo "devono diventare parte integrante del mezzo", insiste Sosio, altrimenti le misure in favore dei disabili "restano sulla carta". Passando ad altre problematiche, Sosio afferma che sui nuovi Crealis molti sedili "sono talmente alti che le persone anziane fanno davvero fatica ad accedere. Non so se e' stato aspetto considerato o no, ma e' un dato che meriterebbe attenzione". Poi c'e' il tema degli autisti e il modo con cui si pongono quando arriva un passeggero sulla sedia a rotelle. "Ho avuto segnalazioni da associazioni e singoli cittadini sul fatto che c'e' sempre un atteggiamento di malcelato fastidio che sinceramente non mi sembra una bella immagine ne' per la persona che per l'azienda", attacca Sosio. "Sarebbe opportuna una formazione pedagogicamente educativa per affinare il comportamento rispetto a persone che manifestano una difficolta'". Quanto meno, intanto, "abbiamo ottenuto la modifica dell'articolo 4 del protocollo di servizio", spiega Sosio, per cui "finalmente i disabili possono salire e scendere da tutte le porte", evitando di doversi spostare lungo il mezzo in movimento. Quello degli autisti scortesi e' "un esempio plastico e di tutta evidenza", sottolinea Marco Lombardo (Pd), aggiungendo che "la pulsantiera per i disabili molto spesso non e' accesa": dunque in molti casi si parla di "una strumentazione che c'è, ma purtroppo non funziona". E intanto, tra i vari dispositivi relativi al confort e all'accessibilita', "il trend di crescita piu' basso e' quello delle pedane", segnala il consigliere dem (i bus che ne sono dotati sono 586 su 1.107, erano 528 nel 2014). L'obiettivo "è avere in area urbana il 100% dei mezzi con pedana", assicura Andre Bottazzi per Tper. Per quanto riguarda gli autisti, invece, "abbiamo 1.400 conducenti e puo' essere che qualcuno non abbia la stessa sensibilita'" degli altri, afferma un altro dirigente Tper, Gabriele Monaco, aggiungendo che c'e' anche un tema di informazione, perche' "abbiamo percepito una loro difficolta' ad interfacciarsi con dispositivi che non conoscono", in riferimento agli ausili usati dai disabili. Nel complesso, il focus in commissione dimostra che "c'e' una grande attenzione al rispetto dell'ambiente e all'accessibilita' da parte di chi gestisce il trasporto pubblico", afferma Andrea Colombo (Pd), che aveva chiesto l'udienza conoscitiva insieme a Piergiorgio Licciardello (Pd), il quale commenta: Tper mostra dati "interessanti", ma "ci sono ancora sfide da cogliere per poter effettivamente avere un servizio accessibile a 360 gradi".

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Docente cieco perde il ricorso, hanno vinto loro! Da Redattore Sociale



Concorso inaccessibile, docente cieco perde il ricorso: "Hanno vinto loro". Redattore Sociale del 23/03/2017. Nel 2016 Gennaro Iorio, 35 anni, insegnante di storia e filosofia, ha partecipato al “concorsone” della Buona Scuola senza passare lo scritto. Gli ausili che aveva chiesto per sostenere la prova in autonomia non gli erano stati concessi. Ha fatto ricorso al Tar e al Consiglio di Stato che si sono espressi in maniera negativa. BOLOGNA. “Hanno vinto loro”. Inizia così il post, amaro, con cui Gennaro Iorio, 35 anni, insegnante di storia e filosofia, cieco, racconta su Facebook il "quasi epilogo" (per quello effettivo bisognerà attendere i giudizio nel merito) della sua vicenda giudiziaria. Nel 2016 Iorio ha partecipato insieme ad altri 165 mila colleghi al “concorsone” della Buona Scuola, ma non ha superato lo scritto. Dato che nessuno degli ausili richiesti per sostenere la prova in autonomia gli era stato concesso, Iorio, ancora prima di conoscere il risultato della prova, ha fatto ricorso al Tar contro l’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia-Romagna per averlo costretto a sostenere l’esame in condizione di svantaggio. Tutte le soluzioni alternative proposte dall’insegnante (trascrizione dei quesiti in Braille, uso del suo display o di un software di scrittura e lettura per ciechi) sono state respinte e l’unico “ausilio” che gli è stato concesso è una persona di fiducia per leggere le domande e scrivere le risposte, oltre a 90 minuti di tempo in più. “Non avevo bisogno di più tempo, ma di poter leggere e scrivere in autonomia – dice Iorio, la cui storia è stata raccontata anche dal Corriere dei Ciechi – Invece, ho dovuto farmi leggere le domande, dettare risposte, unità didattiche e simulazioni di lezioni. E ho investito un sacco di tempo nella prova di lingua straniera in cui ho dovuto rispondere a quesiti di comprensione del testo, senza poterlo leggere”. A fine dicembre il Tar, in via cautelare, ha espresso parere negativo sul ricorso, ritenendo che non ci fossero irregolarità nelle modalità in cui ha sostenuto la prova. Così Iorio, su consiglio dei suoi avvocati, “mi hanno detto che nel 99% dei casi il Tar tende a confermare nel merito i giudizi espressi in via cautelare”, ha presentato ricorso anche al Consiglio di Stato chiedendo le stesse cose: l’ammissione all’orale o la rilettura della sua prova tenendo conto dello svantaggio o, in ultima battuta, la ripetizione dello scritto con gli ausili richiesti. Il 17 marzo è arrivata la decisione: il Consiglio di Stato ha confermato il giudizio del Tar, anche nelle motivazioni. “Avrebbe potuto darmi ragione o costringere il Tar a decidere nel merito entro 60 giorni – spiega – Invece è andata diversamente”. Ora non resta che aspettare il giudizio di merito del Tar, “anche se credo che sarà solo una formalità”. Nessun precedente. “A livello storico non sono molte le persone cieche che si sono trovate nella mia situazione – racconta Iorio che, nell’anno scolastico in corso, insegna Storia e Filosofia al Liceo Righi di Bologna con un contratto di 8 ore alla settimana fino a giugno – Prima che si utilizzassero i computer per le prove, gli insegnanti ciechi scrivevano in Braille e poi un commissario traduceva gli elaborati, non ci sono precedenti per il mio caso”. Per sostenere la prova Iorio aveva chiesto un computer attrezzato con sintesi vocale e barra Braille, “ausili da tempo in dotazione alle scuole”, ha specificato che il formato della prova fosse accessibile (e ha scoperto che non lo era) e ha indicato una persona di fiducia per un’eventuale copia dell’elaborato scritto, “sperando che quest’ultima non fosse necessaria”. Niente di tutto questo gli è stato concesso, tranne la persona di fiducia. “Un collega mi ha chiesto ‘ma perché il tempo aggiuntivo che ti hanno dato in più non ti bastava?’, una reazione che evidenzia come non si abbia idea della differenza tra leggere in autonomia o far leggere ad altri, scrivere da soli o dettare – dice Iorio – Basta pensare alla prova di lettura e comprensione del testo in lingua straniera: il testo mi è stato letto dalla persona che mi aiutava, in pratica ho sostenuto una prova diversa”. Ma per il Miur non c’è stata alcuna penalizzazione. “Nel caso di Iorio come in quello degli altri docenti non vedenti è stato fornito il supporto necessario secondo le disposizioni di legge – aveva detto l’ufficio stampa del ministero nella replica alle accuse di Iorio affidata all’edizione bolognese del quotidiano La Repubblica – Alla domanda di ausili, l’amministrazione ha accordato più tempo e un tutor. Altre metodologie assistive, come tastiere Braille esterne o computer con tastiera Braille installata avrebbero potuto svantaggiare i candidati nel caso di un crash del pc: sarebbe stato impossibile avere una postazione di emergenza per ciascun candidato con disabilità mentre erano presenti postazioni in più utilizzabili da tutti i candidati in caso di emergenza. Inoltre il Miur smentisce la teoria secondo la quale nessuno aveva pensato ai candidati diversamente abili: il software utilizzato prevede tra le sue funzioni proprio quella di garantire tempo aggiuntivo a chi sostiene la prova”. La battaglia di Iorio è stata sostenuta anche dall’Unione italiana ciechi, “mi hanno appoggiato perché la causa era rappresentativa di ciò che loro difendono: la discriminazione di cui sono stato vittima potrebbe riguardare tutte le persone cieche”, dice. “Purtroppo le decisioni del Tar e del Consiglio di Stato sono state estremamente sintetiche, i giudici non hanno approfondito la questione, non avevano interesse a capire la differenza tra dettare e scrivere, tra leggere o ascoltare, hanno guardato la forma e dato che formalmente mi era stato un ‘aiuto’ andava bene così – conclude – Tra un anno, forse, ci sarà la decisione nel merito, ma credo che solo una notevole pressione mediatica potrebbe far sì che i giudici spendano qualche minuto in più sul mio caso”.

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Come viviamo la nostra città, Basilica di San Petronio. Di Nerina Viozzi



La Basilica di San Petronio, è la chiesa principale di Bologna, domina dal lato sud la piazza maggiore ed è la quarta, per ordine di grandezza, d’Italia dopo San Pietro in Vaticano, il Duomo di Milano e il Duomo di Firenze. Da ricordare, comunque, che San Pietro in Vaticano non appartiene all’Italia dal 1929 in seguito ai patti lateranensi firmati tra Stato d’Italia e lo Stato della città del Vaticano. La basilica è la chiesa gotica più grande del mondo costruita in mattoni, comunque non è la Chiesa episcopale della città, titolo che spetta alla vicina cattedrale di San Pietro. È dedicata a San Petronio, il Santo patrono della città, la sua origine risale agli inizi del 1390, quando in una solenne processione fu posata la prima pietra, Nel 1388 il consiglio dei 600 del Comune di Bologna, riconosciuto l’impegno del vescovo Petronio, vissuto nel quinto secolo, per la città, aveva deciso di costruire un tempio in suo onore. Si tratta dell’ultima grande opera tardo gotica costruita in Italia, iniziata poco dopo la costruzione del Duomo di Milano. Nonostante sia incompiuta è una delle chiese più grandi d’Europa La costruzione della chiesa cominciò dalla facciata, su basamento marmoreo, prospiciente la piazza principale della città per evidenziare subito la grande presenza del tempio, ma i lavori procedettero lentamente per secoli passando per numerosi architetti e progetti. Negli anni 50 del 1600 fu costruita l’abside attuale a chiusura delle navate ma non proseguirono più i lavori sui transetti lasciati visibilmente incompiuti, anzi semplicemente abbozzati. Nel 1663 fu innalzato il ciborio sull’altare maggiore ed a questa data il Papa in carica decise che l’edificazione era compiuta. La basilica voluta e costruita dal libero Comune di Bologna fu trasferita alla diocesi nel 1929 dopo i trattati lateranensi e dal 2000 conserva le reliquie di San Petronio che prima erano nella chiesa di Santo Stefano. Note particolari: 1 – La facciata incompiuta è divisa in due fasce orizzontali, quella inferiore con rivestimento marmoreo eseguito nel periodo tra il 1390 ed il 1500, quella superiore eseguita con materiale a vista dal profilo sfaccettato che avrebbe dovuto consentire l’ancoraggio per il rivestimento successivo. Sulla parte inferiore si aprono tre portali, quello centrale, fu eseguito da Jacopo della Quercia ma rimase parzialmente incompiuto per la sua morte e venne successivamente completato da vari autori. Nella lunetta statua di Madonna con bambino (definita da Michelangelo la più bella madonna del quattrocento) affiancata da Sant’ Ambrogio e San Petronio e, nel portale, formelle con storie della genesi. I due portali laterali, completati successivamente, sono decorati da formelle di autori vari con storie del nuovo testamento. Nel tempo si sono succeduti architetti su architetti, progetti su progetti per addivenire ad un completamento della facciata, ma ogni volta sorgevano diatribe su diatribe senza giungere mai ad alcuna decisione. Ormai la facciata è bella così! 2- L’interno della basilica è arricchito da 22 cappelle che conservano interessanti opere d’arte. La cappella di Sant’Abbondio (prima a sinistra), dove fu incoronato imperatore Carlo V nel febbraio del 1530, conserva interessanti affreschi. La cappella di San Petronio (seconda a sinistra) conserva le reliquie del Santo. La cappella dei re Magi già del Bolognini (quarta a sinistra), forse la più bella in assoluto, è chiusa da transenna marmorea gotica, sull’altare ha un polittico ligneo dorato del 1400 con figure intagliate e dipinte, ha tutte le pareti affrescate da importanti artisti dell’epoca raffiguranti episodi di vita religiosa. Nella cappella maggiore sull’altare è posto un crocifisso ligneo del millequattrocento, sul fondo dell’abside un affresco con Madonna e San Petronio, il coro ligneo e sulle pareti laterali due importanti organi antichi. Oltre a queste, tutte le altre cappelle sono degne di attenzione. 3- ultima caratteristica particolare e non usuale nelle chiese, è la meridiana. Sul pavimento della navata sinistra si può ammirare la meridiana più lunga del mondo costruita al chiuso. Questa meridiana fu costruita nel 1665 dall’astronomo Cassini, che ampliò quella costruita un secolo prima, e corrisponde alla seicentomillesima parte del meridiano terrestre. Ogni giorno entrando dal foro posto a 27 metri di altezza sulla volta, un raggio di sole interseca la linea posta sul pavimento segnando così il trascorrere lento ed inesorabile dei giorni e delle stagioni.

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Dieci anni di iphone. così è cambiata la vita di chi non vede. Da Redattore Sociale



Redattore Sociale del 12/01/2017. Quando l’iPhone è nato, esattamente 10 anni fa, “a noi ciechi non ha dato niente: non c’era il lettore di schermo. Ci sono voluti altri 2 anni perché arrivasse l’iPhone 3gs, finalmente accessibile, a cambiarci la vita”. Alessio Lenzi è consigliere dell’Uici di Torino, responsabile per l’informatica e le nuove tecnologie. Oggi ci racconta cosa ha significato per lui e per chi, come lui, ha una disabilità visiva, la nascita di quello che chiama il “telefono che parla”. Quel giorno “è iniziata la rivoluzione che ci ha cambiato la vita – assicura – Non dovevamo più portarci dietro decine di oggetti e dispositivi, ma avevamo tutto in unico apparecchio, che ci permetteva al tempo stesso di leggere un foglio o i bugiardini dei farmaci, di gestire elettrodomestici, allarmi e luci in casa, di orientarci con un navigatore satellitare, o accedere ai social network anche senza computer”. Ma soprattutto “l’iPhone ci ha parificato agli altri, perché oggi non devo comprare un oggetto speciale, non devo chiedere che sia adattato, non devo applicare un dispositivo a parte: mi basta attivare il sintetizzatore vocale, presente ormai su tutti gli iPhone e su molti smartphone”. Occorre, come sempre, acquisire dimestichezza, senza scoraggiarsi. “Lo schermo touch può essere scoraggiante, specialmente per chi non vede, abituato a compiere determinati gesti e ad avere alcuni punti di riferimento. Ricordo il mio primo impatto con l’iPhone, fu tremendo: la prima sera, volevo buttarlo via. C’è voluto del tempo, per capire quante potenzialità avesse. Oggi mi permette di orientarmi, come pure di gestire la mia casa. .Molti però ancora non sanno che questi telefoni possono parlare”. Per questo Lenzi, insieme all’Uici e anche tramite il sito che gestisce insieme ad alcuni amici, si impegna nella formazione e nell’assistenza verso chi ancora non ha familiarità con questa tecnologia. “Esiste ancora una certa resistenza, ma con l’esercizio e la pratica ho visto anche anziani non vedenti usare agevolmente questo strumento”. La funzionalità più preziosa? “Difficile dirlo, dieci persone daranno dieci risposte diverse. Per me, è la possibilità di sapere sempre dove mi trovo e potermi orientare”. Un iPhone al posto del bastone, o del cane guida? “Mai, questo non sarà mai possibile. La tecnologia può aiutare, ma mai sostituire. Iphone e smartphone sono però una chiave universale, che in questi anni ci hanno aperto tante porte”.

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Il Braille, che ha fatto uscire i ciechi dalla "preistoria". Di Gianluca Rapisarda



da Superando.it del 20/02/2017. Il 21 febbraio 2017, è stata la Decima Giornata Nazionale del Braille, che ha celebrato un evento istituito dalla Legge 126/07, con la quale il Parlamento italiano ha suggellato un atto di alto valore etico, sociale e culturale, dedicato al noto sistema di lettura e scrittura in rilievo, ideato dal francese Louis Braille, che consente anche ai non vedenti di leggere, scrivere, comunicare e fissare il proprio pensiero, oltreché di studiare, lavorare e integrarsi nel contesto sociale di appartenenza. Con la suddetta Legge, dunque, il nostro Paese, tra i primi nel mondo, ha riconosciuto l’importanza determinante di una scrittura dedicata, per una minoranza, altrimenti condannata irreparabilmente all’emarginazione. La data del 21 febbraio, tra l’altro, non è stata scelta a caso: essa coincide infatti anche con la Giornata Internazionale della Lingua Madre, istituita nel 1999 dall’Unesco e riconosciuta dall’ONU nel 2007, per promuovere la diversità linguistica e culturale e il multilinguismo. Louis Braille nacque a Coupvray, non lontano da Parigi, il 4 gennaio 1809. Il padre era un modesto artigiano che viveva fabbricando finimenti per cavalli. A 3 anni, giocando nel laboratorio paterno, il bambino si ferì gravemente a un occhio con una lesina e le premurose cure dei genitori non valsero a frenare l’infezione che rapidamente si estese anche all’altro occhio, portandolo, nel giro di un anno, alla cecità assoluta. A 10 anni, Louis fu accolto nell’Istituto Reale per i Giovani Ciechi di Parigi (INJA – Institut National des Jeunes Aveugles), fondato da Valentin Haüy nel 1784. Il giovane Braille manifestò molto presto le sue straordinarie qualità, suscitando lo stupore degli insegnanti, soprattutto per la capacità di concentrazione. In quel tempo, il piccolo mondo dell’Istituto fu emotivamente conquistato dall’invenzione di un ex ufficiale di artiglieria, Charles Barbier de La Serre, il quale aveva ideato un sistema di scrittura, chiamandolo “scrittura notturna”, costituito da punti in rilievo i quali, secondo lui, avrebbero consentito ai militari di leggere al buio, per non essere individuati dai nemici. Barbier pensò quindi di far testare la sua invenzione agli allievi dell’Istituto per i Ciechi di Parigi. Il sistema risultava piuttosto complesso e poco pratico, perché fondato su due colonne parallele di sei puntini ciascuna. E tuttavia, l’esperimento fu accolto con entusiastico interesse dai giovani allievi, alcuni dei quali (e tra essi Braille) iniziarono una corrispondenza con Barbier, utilizzando il suo laborioso metodo. Rispetto ai numerosi tentativi precedenti per far leggere i ciechi, Barbier aveva introdotto una novità particolarmente significativa per chi avrebbe dovuto leggere con le dita: aveva sostituito i punti in rilievo al tratto continuo (ovviamente in rilievo), utilizzato da Valentin Haüy per stampare i primi volumi per i suoi alunni. A quel punto la speranza di poter trovare un modo per scrivere adatto ai ciechi e un’innata attitudine per la ricerca metodica condussero Braille, ancora adolescente, ad intuire il valore che avrebbe potuto assumere, per lui e per i suoi compagni, la disponibilità di un sistema di scrittura semplice e razionale. Non sappiamo se altri, fra quei ragazzi, abbiano condiviso il desiderio di trovare la soluzione a un problema da loro ritenuto prioritario, o se Braille si sia dedicato alla ricerca solitaria, sostenuto unicamente dall’entusiasmo e dalla fede, tipici della sua età. Egli riconobbe per altro il suo debito verso Barbier de La Serre, ma va esclusivamente a lui il merito di essere riuscito ad ottenere risultati definitivi, dopo alcuni anni di studio tenace e sistematico sulla posizione convenzionale di punti impressi su cartoncino. Eravamo nel 1825, Braille aveva appena 16 anni e il suo sistema poteva dirsi virtualmente compiuto. Nel 1829 pubblicò Procedimento per scrivere le parole, la musica e il canto corale per mezzo di punti in rilievo ad uso dei ciechi ed ideato per loro, opera con la quale fece conoscere la scrittura da lui inventata, che è quella ancora oggi utilizzata dai ciechi di tutto il mondo. Durante tutta la vita, dovette lottare per fare accettare il suo sistema. Il direttore dell’Istituto parigino, Pierre-Armand Dufau, ordinò che i ciechi non si avvalessero del sistema ideato da Braille, ritenendolo una crittografia utilizzata unicamente dai suoi alunni per non fargli comprendere ciò che in segreto si sarebbero comunicati fra di loro. Soltanto nel 1850 fu stampata la prima opera in Braille, fuori della Francia (nemo propheta in patria!). Il 27 settembre 1878, poi, al Congresso Universale per il Miglioramento della Sorte dei Ciechi e dei Sordomuti, tenutosi a Parigi in occasione dell’Esposizione Universale, vennero respinte tutte le perplessità e le incertezze e ci si pronunciò per l’adozione del Braille convenzionale con i sei punti originari. Seguirono quindi nel 1917 l’adozione del Braille originale pure negli Stati Uniti d’America, nel 1929 il riconoscimento internazionale della Notazione Musicale Braille e infine, nel 1949, su decisione dell’Unesco, l’uniformità dei vari alfabeti Braille, cosicché il sistema venne adottato nelle lingue arabe, in quelle orientali e nei dialetti africani, diventando così il metodo universale di lettura e di scrittura dei ciechi di tutto il mondo. Louis Braille morì nel 1852. Nel 1887, a seguito di una sottoscrizione nazionale, venne eretto a Coupvray un monumento in suo onore. La sua casa natale accoglie ora il Museo Louis Braille, affidato alle cure della WBU, l’Unione Mondiale dei Ciechi. Nel 1952, in occasione del primo centenario della morte, la Francia, rendendo finalmente onore al suo genio, ne accolse le spoglie mortali nel Pantheon di Parigi, tra i “grandi” della nazione. Da ultimo, vanno ricordate due caratteristiche veramente straordinarie del Braille: il sistema risulta estremamente duttile e flessibile, tanto che, con i soliti sei punti e ricorrendo a piccoli accorgimenti, i ciechi hanno la possibilità di leggere e scrivere tutti i testi di loro interesse, sia nelle lingue antiche che in quelle moderne, nelle lingue slave, in arabo e in cinese (i ciechi cinesi, per scrivere in Braille, hanno sostituito gli ideogrammi con una scrittura fonetica). Inoltre, lo stesso Braille, fin dalla prima edizione della sua opera, si preoccupò affinché fosse possibile scrivere la musica. In tal senso, al fine di evitare equivoci sulla natura del testo da leggere (le dieci cifre, ad esempio, corrispondono alle prime dieci lettere dell’alfabeto, così come sono scritte con segni, corrispondenti a lettere dell’alfabeto, anche le note musicali), si usano apposite chiavi di lettura, in modo che il lettore possa immediatamente comprendere se sta leggendo un testo letterario, matematico, musicale o altro. E ancora, il Braille è risultato perfettamente adattabile anche all’informatica, tanto che gli otto punti utilizzati dal sistema binario hanno consentito di realizzare display braille con cui l’utente può avvalersi indifferentemente del Braille a otto o a sei punti. Questa ulteriore possibilità di adattamento del sistema ha prodotto risultati di incalcolabile valore: i testi, infatti, possono essere agevolmente trasferiti da un qualsiasi computer al display braille e viceversa, possono essere memorizzati, immessi in una stampante, possono essere rielaborati, integrati, corretti innumerevoli volte, al fine di ridurre gli spazi notevoli e gli alti costi della carta richiesti dalla trascrizione in Braille. E tuttavia, nonostante i molteplici benefìci recati alle persone minorate della vista dal sistema di lettura e scrittura Braille, ideato da uno di loro, appositamente per loro, ancora oggi molti manifestano una forte ostilità. Da numerosi genitori, ad esempio, il metodo è considerato emarginante e stigmatizzante, identificandone in qualche modo l’apprendimento con il riconoscimento definitivo della cecità del figlio. Molte volte abbiamo poi sentito dire che «il Braille è superato e che non serve più». E paradossalmente lo dicono anche troppi insegnanti per il sostegno i quali – particolare tutt’altro che trascurabile – non solo non lo conoscono, pur dovendolo insegnare agli alunni affidati alle loro cure, ma rifiutano di impararlo, relegando i malcapitati bimbi alla condizione di “analfabeti strumentali”. Occorre rispetto per il sentire di ognuno, ma noi abbiamo l’obbligo di far sapere che nel contesto sociale attuale l’analfabetismo crea enormi difficoltà. L’autentica emarginazione, infatti, deriva dall’impossibilità di risolvere i problemi, non già dagli strumenti con i quali i problemi stessi si risolvono. Il Braille ha fatto uscire i ciechi dalla “preistoria”, consentendo loro di comunicare per iscritto e di partecipare attivamente alla vita culturale della società. Sarebbe impossibile, pertanto, pensare oggi alla formazione di una persona, anche con disabilità visiva, che non padroneggiasse con disinvoltura un proprio sistema di letto-scrittura. Gianluca Rapisarda, Direttore scientifico dell’IRIFOR (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti).

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Tiflopedia, a supporto delle persone con difficoltà visive. Di Gianluca Rapisarda



Da Superando.it del 22/12/2016. di Gianluca Rapisarda. Un vero e proprio deposito online, in continua espansione, di informazioni, immagini, notizie e filmati sulle più disparate tematiche che gravitano nell’universo della disabilità visiva, un’“enciclopedia” multimediale scaricabile anche su smartphone e tablet: è “Tiflopedia”, strumento presentato recentemente dalla Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi, che sarà un valido e prezioso supporto sul web per le persone con disabilità visiva e per tutti coloro che a vario titolo intervengono nel percorso della loro vita. Nei giorni scorsi, in occasione dell’evento-mostra Facciamoci Vedere [se ne legga ampiamente anche nel nostro giornale, N.d.R.], presso l’Istituto dei Ciechi di Milano, la Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi ha presentato la prima “enciclopedia multimediale” delle scienze tiflologiche, denominata simbolicamente Tiflopedia. Si tratta di un progetto voluto fortemente da Mario Barbuto, presidente nazionale dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), che è anche consigliere Nazionale della Federazione Pro Ciechi e da Rodolfo Masto, presidente di quest’ultima. Il Progetto Tiflopedia – di cui chi scrive ha l’onore di essere il responsabile – è il “futuro” della tiflologia e dell’inclusione degli alunni/studenti con disabilità visiva, ma più in generale di tutto ciò che gravita nell’universo della minorazione visiva, come confermato dalla stessa scelta non casuale del nome, derivante dall’abbinamento dell’aggettivo tiflo (dal greco Tiflos = cieco), con il suffisso pedia (dal greco paideia = formazione, ricerca). Infatti, com’è ben noto, in tema di integrazione scolastica in Italia possiamo contare su leggi tra le migliori a livello europeo. Peccato, però, che troppo spesso non si riesca poi ad applicarle in maniera davvero compiuta. Questo fa sì che in realtà non ci sia una vera integrazione, con conseguenti difficoltà da parte dei giovani non vedenti e ipovedenti a raggiungere apprezzabili livelli di inclusione. In questo senso, dunque, un ruolo fondamentale può svolgerlo proprio la tiflologia, che ha bisogno però di rinnovarsi e innovarsi, così come accaduto ad esempio alla pedagogia, che ha fatto passi da gigante nella definizione di nuovi sistemi di formazione. C’è innanzitutto la necessità urgente di un riordino della figura del tiflologo da un punto di vista delle caratteristiche professionali e soprattutto l’impellenza di un suo riconoscimento giuridico. A tal proposito – come già scritto su queste stesse pagine – su proposta del presidente dell’UICI Barbuto, è stato costituito all’inizio di quest’anno il NIS (Network per l’Inclusione Scolastica), con il compito di elaborare il percorso formativo e il profilo professionale dell’“assistente alla comunicazione” per le persone con disabilità sensoriale e dell’“esperto in scienze tiflologiche”. E tuttavia, la definizione di nuove regole e figure professionali è un passo importante, ma di certo non sufficiente a garantire una sempre migliore formazione dei nostri ragazzi. L’altro tassello fondamentale, infatti, è quello dell’innovazione, come già accennato, perché tutti dobbiamo renderci conto che la tiflologia – così come la già citata pedagogia – è una scienza in evoluzione, nell’àmbito della quale bisogna essere disposti a introdurre delle novità. Non dovremmo insomma essere dei semplici custodi delle conoscenze acquisite ed è qui che si inserisce il Progetto Tiflopedia. Oggi, dunque, oltre il 30% delle informazioni vengono acquisite e reperite sul web e poiché tale inarrestabile trend sta riguardando ormai anche la tiflologia, per evitare confusione e mettere un po’ d’ordine in quella galassia sconfinata di notizie che è diventata internet, la Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi ha creato appunto, sul modello di Wikipedia, Tiflopedia, con la convinzione che tale iniziativa, dopo una doverosa fase di rodaggio e con le opportune risorse finanziarie che si sta già cercando di rintracciare a livello europeo, potrà senz’altro rappresentare la più adeguata e moderna risposta multimediale a tale consolidato stato di cose. Grazie all’impegno costante e all’inesauribile abnegazione del tiflologo della Federazione Giancarlo Abba e del suo tifloinformatico Lucio Zito, oggi Tiflopedia è un sito certificato, pienamente accessibile a tutte le tecnologie assistive e già raggiungibile agli indirizzi web tiflopedia.org, tiflopedia.it e tiflopedia.eu. Ma soprattutto costituisce un vero e proprio deposito online, in continua espansione, di informazioni, immagini, notizie e filmati sulle più disparate tematiche tiflologiche, un’“enciclopedia” multimediale unica nel suo genere in Italia e forse in Europa, che può essere scaricabile anche come App pure su smartphone e tablet (Tiflopedia App). Naturalmente, lo scopo è quello di mantenere vivo e approfondito il dibattito sulla tiflodidattica, la tiflopedagogia e la tifloinformatica, con una particolare attenzione anche al tema della pluridisabilità. Pertanto, nel solco della sua tradizionale e quasi secolare attività al servizio del processo educativo e di integrazione scolastica delle persone minorate della vista, la Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi vuole garantire tramite Tiflopedia un valido e prezioso aiuto e supporto sul web per i genitori, gli educatori e tutti gli operatori sociosanitari che a vario titolo intervengono nel percorso di vita delle persone con disabilità visiva, senza tuttavia volersi sostituire agli interventi di laboratorio e di consulenza, che vanno invece necessariamente condotti direttamente nel contesto di vita, di studio e delle relazioni familiari e sociali di chi non vede. Attualmente Tiflopedia si presenta come una piattaforma informatica costituita da quattro macroaree, dedicate rispettivamente: - alle Istituzioni della Federazione Nazionale Pro Ciechi, alla loro storia e ai loro servizi; - ai materiali per l’operatività (materiale tiflodidattico, tiflotecnico e tifloinformatico per la mobilità e l’orientamento e per l’autonomia personale); - ai principali articoli di tiflologia; - a un archivio multimediale, chiamato Tiflovision, comprensivo di video, fotografie e filmati tiflologici e non, richiesti alle Istituzioni federate, ma aperto ovviamente anche al contributo di tutte le Sedi Regionali e delle Sezioni Provinciali dell’UICI. Infine, qualche breve considerazione merita ancora la sopraccitata Tiflopedia App, che mette a disposizione in modo semplice e immediato alcuni specifici contenuti di Tiflopedia. Con due o tre tap (tocchi sullo schermo), si potrà accedere ad esempio all’elenco degli strumenti tiflologici e degli ausili tiflodidattici e tiflotecnici con relativa scheda illustrativa, oppure all’indice dei contenuti multimediali di Tiflovision, o ancora all’indice degli articoli di tiflologia o, infine, al servizio di geolocalizzazione, per scoprire il Centro di Consulenza o l’Istituzione Pro Ciechi più vicini. La App sarà disponibile al download sia dalla piattaforma Google Play che da quella Apple Store gratuitamente e avrà uno splash screen a tema con il portale [lo “splash screen” è l’immagine che viene visualizzata quando un’applicazione è in fase di caricamento, N.d.R.]. Sarà inoltre garantita l’accessibilità alle tecnologie assistive. Per i giorni della menzionata manifestazione di Milano Facciamoci Vedere, siamo stati in grado di presentare una versione beta della App per la sola piattaforma Android. L’abbiamo resa scaricabile dal portale Tiflopedia, e ciò ha offerto ai visitatori la maggior parte dei contenuti promessi. Ringraziamo dunque i tanti curiosi che ci sono venuti a trovare per far rinascere insieme la tiflologia in Italia. Gianluca Rapisarda, Direttore scientifico dell’IRIFOR (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti).

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Non vedenti al lavoro. Esperienza positiva tra UICI e booking. Di Andrea Titti



ROMA. L’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti di Roma e Provincia ha iniziato una serie di sinergie con numerose aziende e multinazionali, aventi sedi nella Capitale, onde avviare percorsi di inserimento lavorativo per ipo e non vedenti. Stage e veri e propri contratti di lavoro sono stati l’orizzonte per alcuni giovani non vedenti che attraverso questo progetto di inserimento al lavoro sono oggi realtà. Una delle aziende che ha aderito al programma è Booking.com, che abbiamo voluto ascoltare per avere una opinione ed un bilancio su come si può inserire un non vedente nell’ambito di un ambiente lavorativo e produttivo in varie mansioni. Ci potrebbe descrivere brevemente Booking. Di cosa si occupa? Com’è strutturata? E in che ambito opera? “Booking.com è il leader mondiale per le prenotazioni online di hotel e altre strutture ricettive, e garantisce i migliori prezzi per qualsiasi tipo di struttura, dalle piccole proprietà indipendenti agli hotel 5 stelle lusso. Gli utenti possono collegarsi al sito web di Booking.com in qualsiasi momento da computer, cellulare e tablet, senza pagare alcuna commissione per prenotare, in nessun caso. Il sito web di Booking.com è disponibile in più di 42 lingue e offre oltre 1.100.000 hotel e strutture ricettive, tra cui 591.000 case vacanze e opera in oltre 106.000 destinazioni in 225 Paesi e territori in tutto il mondo. Presenta oltre 114 milioni di recensioni scritte dagli ospiti dopo il soggiorno, e ha soluzioni perfette per gli utenti di tutto il mondo, sia per i viaggi di lavoro che per quelli di svago. Con 20 anni di esperienza e un team di oltre 13.000 persone in 187 uffici in tutto il mondo, Booking.com offre un servizio di assistenza clienti dedicato, disponibile 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, per rispondere alle esigenze degli utenti nella loro lingua e garantire un servizio eccellente”. Com’è nata la vostra disponibilità a collaborare con l’UICI prendendo in carico alcuni iscritti all’associazione tra i vostri collaboratori? “La collaborazione tra UICI e Booking.com è nata da un contatto dell’associazione per varare la possibilità di uno stage di uno dei loro iscritti presso la nostra azienda”. Quanti collaboratori lavorano o hanno lavorato con voi provenienti dall’UICI? Con quali mansioni? “Abbiamo accolto con piacere la proposta e abbiamo trasformato l’iniziale idea di stage in una vera opportunità lavorativa. Non è tra l’altro la prima volta per noi, da anni infatti nel nostro organico fanno parte altre preziose risorse diversamente abili”. Dopo un anno dall’avvio di questa collaborazione con l’Uici che bilancio ne tracciate? “Le mansioni principali per tutti sono il supporto telefonico e via messaggistica dei partner italiani su come utilizzare il gestionale Booking.com e migliorare la loro performance. Il bilancio, sia per i collaboratori già integrati da anni sia per la nuova risorsa sono positivi”. Come si sono inseriti i collaboratori non vedenti con gli altri vostri operatori? “Ovviamente ci sono degli aspetti tecnici e logistici da considerare, ma essendo una società che punta all’innovazione tecnologica e basata sulla sperimentazione abbiamo colto l’occasione per collezionare feedback su come migliorare la nostra piattaforma sia per il nostro staff sia per il cliente finale. Sappiamo che è solo l’inizio, ma siamo fiduciosi in buoni risultati”. A livello di produttività che differenze avete trovato tra un lavoratore non vedente ed uno vedente, se ne avete trovate? Ripetereste quest’esperienza o comunque avete in animo di prolungare il rapporto di collaborazione con l’UICI? “La nostra missione è di offrire a tutti la possibilità di esplorare il mondo e nei nostri valori aziendali è molto forte il concetto che la diversità ci rende più forti quindi abbiamo abbracciato questa esperienza positivamente e continueremo a valutarla in futuro”. di Andrea Titti.

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I Lions aprono una scuola per massaggi olistici per non vedenti. Dalla Nazione



La Nazione del 25/01/2017. FIRENZE. Ha preso il via il primo corso per Operatore olistico promosso e organizzato dalla Scuola Nazionale Lions di Massaggi Olistici per giovani ipovedenti o non vedenti. Il progetto è finalizzato a favorire nuove opportunità occupazionali. Verranno, difatti, sostenute iniziative imprenditoriali di ogni singolo studente e saranno attivate politiche di ricerca di lavoro idoneo alle qualifiche professionali conseguite, fino alla possibile costituzione di un centro di massaggi, che possa occupare i giovani che hanno intrapreso questo cammino professionale. Il Lions Club Fiesole sosterrà la copertura totale delle spese della scuola, con campagne di raccolta fondi, gestita dalla Onlus Fiesole Aiuta ed avrà la direzione dei corsi. Gli insegnanti qualificati e lo spazio scolastico sono invece stati reperiti dal CSEN Firenze, Ente di Promozione Sportiva, Sociale e Culturale nella sede di viale Europa. Il materiale didattico, l’adeguamento del linguaggio d’insegnamento e la supervisione tecnica sono a cura dell’Unione Italiana Ciechi Toscana, che ha effettuato la ricerca degli allievi sul territorio, con il sostegno di I.RI.FO.R. Quattordici gli studenti che hanno iniziato il corso e che saliranno a 28 il prossimo ottobre con l’avvio di una seconda classe. Il percorso formativo durerà due anni e sarà articolato in 6 livelli. Al termine di ogni singolo corso specifico, al superamento dell’esame, all’allievo verrà rilasciato il Diploma Nazionale CSEN, con cui potrà già iniziare la pratica della materia. I testi in braille sono offerti da Regione Toscana. "Capita spesso di ricevere un contributo o una donazione per la realizzazione di qualche progetto ma questa volta - ha detto il presidente dell'Unione italiana ciechi e ipovedenti Toscana, Antonio Quatraro- Il dono è più unico che raro perché Lions Club Fiesole regalano ai nostri giovani un futuro lavorativo. Ci sono cose che non hanno prezzo, perché si ricevono solo in dono. Trovare persone che credono nelle possibilità dei non vedenti e che scommettono insieme ai nostri giovani è di per sé l'alba di un nuovo giorno".

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Diminuiscono i ciechi ma aumentano gli anziani ipovedenti. Da Disabili.com



Disabili.com del 25/01/2017. Diminuiscono i ciechi ma aumentano gli anziani ipovedenti. Strategie e numeri In diminuzione il numero di ciechi in Italia grazie alle nuove e moderne tecnologie ma in rialzo il numero di ipovedenti e anziani con malattie della vista Il Ministero della Salute ha stilato come ogni anno una Relazione sulle attività svolte in Italia in ambito di riabilitazione visiva per la prevenzione dell’ipovisione e della cecità ai sensi della Legge 284/97 (sulla prevenzione della cecità, la riabilitazione visiva e l'integrazione dei ciechi), che ha inviato in questi giorni al Parlamento. IL PIANO NAZIONALE DI PREVENZIONE. La relazione si riferisce all'anno di lavoro 2015 e, dopo una disamina della situazione attuale, spiega nel dettaglio come il Ministero intende procedere nei prossimi anni con un piano nazionale di prevenzione, creato di concerto con le Regioni, attuato per il periodo che va dal 2014 al 2018, nel quale vi è un'area completamente dedicata alla prevenzione dell'ipovisione e della cecità (con specifici programmi di screening oftalmologici neonatali). Questo piano è stato disposto secondo le linee generali del piano d'azione globale dell'OMS (Osservatorio Mondiale della Sanità) 2014-2019 che ha alla base cinque principi: “accesso universale ed equità, diritti umani, pratiche basate sulle evidenze scientifiche, approccio mirato all'intero corso dell'esistenza ed empowerment delle persone affette da deficit visivi”. L'obiettivo principale è quello di prevenire e, nel caso in cui si sia in presenza di malattia della vista, cercare di garantire tutte le cure del caso, migliorandone l'efficacia se possibile, implementare le strutture disponibili e perfezionare la tecnica riabilitativa. Lo scopo finale, infatti, è quello di consentire alla persona con disabilità visiva di recuperare – anche in parte - una certa autonomia nello svolgimento delle sue attività quotidiane. I DATI: CIECHI IN CALO, IPOVEDENTI IN AUMENTO. Secondo le stime del Piano d’azione globale dell’OMS 2014-2019 Salute oculare universale, nel mondo sono 285 milioni le persone che soffrono di disabilità visive; di queste, 39 milioni sono non vedenti. Secondo i dati disponibili l’80% dei deficit visivi, cecità inclusa, è evitabile. A livello mondiale, le due principali cause dei deficit visivi sono: gli errori di rifrazione non corretti, che riguardano il 42% della popolazione e la cataratta (33%). Le persone più colpite, poi, sono in larga misura ultracinquantenni. In Italia, secondo le ultime stime Istat, che risalgono al 2005, sarebbero 362 mila le persone non vedenti e circa 1 milione e mezzo gli ipovedenti. Le persone cieche sono in diminuzione rispetto agli anni precedenti, grazie anche alle nuove e moderne tecnologie, ma sono aumentate le persone ipovedenti, con più o meno gravi malattie della vista. Tra le cause che hanno scatenato l'aumento delle persone con patologie visive, al primo posto c'è il progressivo aumento della durata di vita che ha portato con sé le malattie oculari legate all'invecchiamento, quali il glaucoma, la cataratta, varie patologie vascolari retiniche, degenerazione maculare senile. I GRADI DEL DEFICIT VISIVO. Così riporta la relazione del Ministero della Salute: “I deficit visivi includono sia i deficit visivi moderati e gravi sia la cecità. Si definisce: - “cecità”, un’acutezza visiva inferiore a 3/60 o una perdita corrispondente di campo visivo di almeno 10° nell’occhio migliore; - “deficit visivo grave”, un’acutezza visiva inferiore a 6/60 ma pari o superiore a 3/60; - “deficit visivo moderato”, un’acutezza visiva inferiore a 6/18 ma pari o superiore a 6/60. (WHO. Definitions of blindness and visual impairment. Geneva, World Health Organization, 2012).” DISABILITÀ VISIVE E QUALITÀ DELLA VITA. Nella relazione si ricorda come la condizione di ridotta capacità della vista sia molto rilevante, considerate le numerose ripercussioni sul modo di condurre la vita e spesso anche sull'autostima e la serenità delle persone, che a volte si sentono isolate e perse. Per questo uno dei punti cardine del programma del Ministero della Salute è, oltre a cura e prevenzione, la riabilitazione e l'empowerment dei disabili visivi (dove con empowerment si intende una maggior consapevolezza di sé e un buon controllo delle proprie decisioni e azioni), una sicurezza della persona che è la stessa Convenzione ONU per i Diritti delle Persone con Disabilità a richiedere. I CENTRI IN ITALIA PER LA RIABILITAZIONE VISIVA. La relazione ha evidenziato dei progressi in quanto i centri riconosciuti sono aumentati di 9 unità rispetto alla rilevazione precedente, tuttavia si è rilevata una forte disomogeneità sul territorio nazionale. Dei 70 centri regionali di riabilitazione visiva attivi nel 2015, solo la Lombardia ne ha un numero considerevole (ben 16), seguita dalla Sicilia con 11 strutture e dal Piemonte con 5. Veneto, Abruzzo, Campania e Puglia contano 4 centri per la riabilitazione visiva mentre tutte le altre regioni ne hanno solamente da 1 a 3. A proposito di riabilitazione, il Polo Nazionale dei Servizi e della Ricerca per la prevenzione della cecità e della riabilitazione visiva ha concluso lo sviluppo della cartella elettronica per monitorare il paziente, e ha anche avviato un modello di tele-riabilitazione attraverso un semplice strumento software da installare su pc o tablet, che stimola i pazienti ad esercitare la loro vista, a seconda del tipo di patologia riscontrata. PREVENZIONE, NUMERO VERDE ED ESPERTI. Altro punto fondamentale del Piano del Ministero rimane sempre la prevenzione; fondamentale perchè si è rilevato che l’80% dei deficit visivi, cecità inclusa, sarebbe evitabile. Per questo è importante iniziare fin dall'età prescolare a sottoporre il bambino a visite oculistiche specialistiche. In prima linea per sensibilizzare la popolazione su questo tema importante c'è l'IAPB (l'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità), che ogni anno è presente sul territorio con campagne e iniziative atte a informare e prevenire. Nel 2015, grazie a 15 unità mobili oftalmiche, che hanno girato per il territorio nazionale, 10 mila persone tra bambini e adulti hanno potuto ricevere dei controlli gratuiti. Con la campagna “Non perdiamoci la vista”, rivolta agli over 55 ad esempio, molti adulti hanno potuto sottoporsi gratuitamente a due esami importanti e costosi come la retinografia e l'OCT in grado di evidenziare la presenza di maculopatie. L'IAPB ha un numero verde a cui ci si può rivolgere per avere informazioni gratuite (800.068506), un sito ricco di notizie e utili curiosità con annesso un forum dove porre quesiti a specialisti dedicati e una pagina Facebook molto attiva. AGEVOLAZIONI FISCALI PER CIECHI E IPOVEDENTI. Ricordiamo che sono previste delle agevolazioni fiscali per i non vedenti che riguardano il cane guida e l’acquisto di particolari prodotti editoriali oltre che per quanto riguarda l'uso di Internet e della telefonia sia mobile che fissa. Inoltre vi segnaliamo le provvidenze economiche previste per i ciechi e gli ipovedenti civili per l'anno 2017. Per info: L'anziano disabile visivo: epidemiologia, fenomenologia e indicazioni assistenziali (Atti del XIV Convegno nazionale della serie “Occhio della mente” dell’Istituto David Chiossone sul tema: L’anziano disabile visivo, genova, 2009) Riferimenti normativi a tutela delle persone con disabilità visive: Legge 104/92 Legge 284/97.

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Anche il cane guida “virtuale” per ciechi, con la tecnologia Buru-Navi. Agenzia AdnKronos



Agenzia AdnKronos del 14/02/2017. TOKYO. Una rivoluzionaria tecnologia di 'tactile navigation' che permetterà lo sviluppo di innovative soluzioni di navigazione in ambienti indoor e outdoor come i percorsi in sicurezza in caso di blackout o incendio all’interno di spazi interni, o gli itinerari nei musei e nelle città elaborati sulla base dei propri interessi) o ancora la funzione di 'cane guida virtuale' per ipovedenti e non vedenti. E' 'Buru-Navi', la soluzione di navigazione indoor/outdoor sviluppata da Ntt Data in Italia, cui partecipa con la tecnologia di localizzazione tramite il magnetismo terrestre, GiPStech, una startup italiana già partner di Ntt Data Italia. "La nuova soluzione di Ntt Data e GiPStech si prefigge lo scopo di far navigare le persone in ambienti interni (come stanze e corridoi), come se fossero letteralmente condotte per mano da una 'guida tecnologica' grazie all’utilizzo di un dispositivo mobile di dimensioni ridotte", spiega una nota di Ntt Data. "Per ottenere questo risultato rivoluzionario, i partner del progetto hanno integrato su uno smartphone una speciale custodia che racchiude le funzioni di percezione aptica (ovvero la combinazione tra la percezione tattile data dagli oggetti sulla superficie della pelle e la propriocezione della posizione della mano rispetto all'oggetto) di Buru-Navi, combinata con una tecnologia di localizzazione indoor ibrido-geomagnetica ad alta precisione di GiPStech", aggiunge. Una prima dimostrazione pratica di utilizzo è stata prevista in occasione del Forum internazionale Ricerca & Sviluppo organizzato da Ntt che si è tenuta il 16 e 17 febbraio a Tokyo, dove il team di sviluppo italo-giapponese ha presentato in anteprima la soluzione sviluppata nei laboratori italiani di R&D Ntt Data. Dopo la chiusura delle ultime fasi di test, la nuova soluzione sarà poi commercializzata in tutto il mondo. “Grazie al sistema Buru-Navi -afferma Giorgio Scarpelli, Chief Technology Officer and innovation di Ntt Data Italia- l’esperienza immersiva delle realtà virtuale si arricchisce di una nuova dimensione tattile, che si aggiunge a quella visuale e sonora. Ciò apre a nuove possibilità sinora inimmaginate: non solo per l’ausilio alla navigazione indoor, oggetto dell’attuale sperimentazione, ma anche per offrire una percezione sempre più realistica data dalle sensazioni di peso, di ruvidità, di torsione. Su questi temi lavorano team multidisciplinari che coinvolgono, oltre a scienziati informatici, anche biofisici, medici e psicologi". "Questa esperienza rappresenta, inoltre, un esempio concreto di Open Innovation in cui a un risultato scientifico di enorme valore contribuiscono diversi soggetti in grado di attivare forti sinergie: laboratori di diversi paesi, università e start-up innovative. Con immenso orgoglio sottolineo come questo 'ecosistema aperto' sia stato attivato e abilitato dalla sede di Cosenza di Ntt Data Italia e proposto ai laboratori giapponesi che ne hanno intuito le potenzialità, offrendo uno spazio di grande rilievo nell’evento mondiale dell’Ntt Forum a Tokyo", conclude.

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Lo sport e la disabilità visiva. Di Giulio Nardone, da Superando.it



Superando.it del 24/02/2017. di Giulio Nardone. «Oltre ai benefìci diretti che se ne possono trarre sul piano fisico e muscolare – scrive Giulio Nardone, proponendo un’ampia panoramica sulle discipline sportive praticate dalle persone con disabilità visiva – lo sport consente di combattere alcuni stereotipi comportamentali dei disabili visivi che vengono ricompresi nel termine di “ciechismi”. E sono davvero tanti gli sport praticabili (e praticati) da ciechi e ipovedenti, al di là di barriere che molto spesso sono solo frutto di scarsa conoscenza o dell’ignoranza esistente sugli ausili tecnologici idonei a superarle». Lo sport è importante per tutti, ma per qualcuno lo è ancora di più. Il riferimento è alle persone con disabilità, per le quali, ai vantaggi psicofisici soggettivi, si aggiunge una più positiva e corretta considerazione della loro situazione da parte dell’opinione pubblica. Non sempre viene recepita l’importanza che hanno l’educazione fisica e lo sport nel processo di formazione psicofisica dell’individuo, svalutando erroneamente tali pratiche alla stregua di “passatempi” o al massimo di “cure estetiche”. Quando poi si tratta di soggetti colpiti da menomazioni fisiche o sensoriali, si riscontra anche presso gli addetti ai lavori la fallace convinzione che essi siano inidonei allo svolgimento di qualsiasi attività ginnico-sportiva. È infatti sintomatico che alcuni insegnanti di educazione fisica abbiano insistito affinché degli alunni non vedenti chiedessero l’esonero da tale disciplina. Niente di più errato: per tutti, ma ancor di più per i soggetti con minorazioni, lo sport dev’essere considerato non soltanto come una modalità sana e costruttiva di utilizzo del tempo libero, ma come un mezzo per realizzare obiettivi ulteriori di particolare valore morale e sociale. Considerando lo specifico settore delle persone non vedenti, oltre ai benefìci diretti che si possono trarre sul piano fisico e muscolare, così da ovviare agli inconvenienti di una vita troppo sedentaria, tipica di molti ciechi, va sottolineata la possibilità di combattere alcuni stereotipi comportamentali dei disabili visivi che vengono ricompresi nel termine di “ciechismi”; e ciò sotto diversi profili, che qui di seguito elenchiamo. ° Lo sport è un modo di confrontarsi con gli altri, per instaurare un corretto rapporto interpersonale che non sia di semplice e passiva accettazione o di aspettativa di un aiuto che viene dall’esterno, bensì un rapporto di vera solidarietà, non basato sul pietismo e sulla compassione, ma sulla comprensione reciproca e sulla reciproca stima e fiducia. Ciò può contribuire a superare il cosiddetto “ciechismo di relazione”, che si esprime con quell’atteggiamento di diffidenza, talora di chiusura, verso i soggetti vedenti, o, comunque, con la timidezza o la scontrosità proprie di molti non vedenti. ° Lo sport è un modo di confrontarsi con lo spazio circostante; sono note, in tal senso, le esitazioni, le incertezze e i timori con cui molti non vedenti affrontano spostamenti anche non particolarmente impegnativi. Lo spazio che ci circonda, in quanto non direttamente conoscibile con i sensi residui (poiché l’udito e il tatto ci possono aiutare soltanto entro un piccolo raggio e ci danno ovviamente informazioni settoriali e incomplete), viene vissuto come “l’ignoto”, con tutte le conseguenti remore e paure. Donde quello che può essere definito come “ciechismo spaziale”, tradotto spesso nel rifiuto di acquisire capacità di muoversi all’esterno in autonomia, o comunque in un modo di camminare esitante, a piccoli passi, o nella carenza di gestualità, con movimenti delle braccia trattenuti entro distanze minime rispetto al proprio corpo. È evidente la benefica influenza che la pratica sportiva può esercitare in tal senso. ° Lo sport è anche un modo di confrontarsi con se stessi, superando così alcune difficoltà psicologiche proprie dei non vedenti, quel “ciechismo psicologico” che si traduce talora in uno spiccato senso di insicurezza, sfiducia e scoraggiamento, con la conseguente tendenza all’inazione e alla passività. Il riuscire a svolgere attività sportive, e soprattutto quelle comunemente ritenute non praticabili da chi non vede, è un efficace mezzo per acquistare fiducia in se stessi, accrescere l’autostima e per capovolgere degli atteggiamenti psicologici negativi. Si può così conseguire l’importante obiettivo di non concentrare la propria attenzione su ciò che a causa della minorazione non si è in grado di fare, bensì su tutto ciò che, malgrado l’handicap, si riesce ugualmente a fare. “Guardare in positivo” dovrebbe essere assunta come basilare regola di vita. ° Lo sport è un modo di confrontarsi con la fatica e con la sofferenza, di conoscere e di accettare i propri limiti. Spesso, infatti, i ciechi – come altri soggetti con minorazioni – si avviluppano nella loro sofferenza come in un “bozzolo protettivo”, e quei limiti, ovviamente più angusti della media, vengono esibiti ed esaltati quasi in segno di sfida verso i più fortunati, configurando un “ciechismo comportamentale”, masochistico all’interno e talora protervo verso l’esterno. Al contrario, l’abitudine a una sofferenza non imposta dal fato, ma liberamente scelta e accettata, quale mezzo per il conseguimento di certi risultati sportivi, come anche la consapevolezza dell’esistenza di limiti fisiologici e non patologici, comuni a tutti gli esseri umani, possono contribuire sostanzialmente ad incanalare in senso positivo energie altrimenti sprecate in un vano e sterile revanscismo verso la vita e verso il prossimo. Non si vuole certo sostenere – e sarebbe ingenuo farlo – che lo sport sia capace di risolvere tutte le situazioni di disagio più o meno direttamente connesse con il fenomeno dell’handicap. Non bisogna nemmeno ritenere che risultati ugualmente positivi non si possano ottenere con altri mezzi, quali la realizzazione della propria personalità attraverso l’arte o le soddisfazioni professionali nel campo del lavoro o le semplici gioie della famiglia. Ma a ben vedere, queste altre soluzioni dipendono in massima parte da favorevoli attitudini o predisposizioni o, comunque, da circostanze spesso del tutto casuali, mentre la pratica sportiva dipende quasi sempre esclusivamente da un minimo di buona volontà e di determinazione del soggetto. C’è tra l’altro da aggiungere che, in quanto capace di modificare in senso positivo sia l’atteggiamento psicologico che il comportamento esterno del soggetto con minorazione, lo sport può essere idoneo ad influire positivamente proprio su quelle stesse situazioni, in particolare su quelle professionali e familiari. In sostanza, si tratta, per i non vedenti, di sostituire a una mentalità perdente una “mentalità vincente”, non nel senso della necessità di perseguire successi nelle competizioni sportive o di battere record, traguardi necessariamente riservati a pochi soggetti, ma di acquisire tale mentalità come atteggiamento psicologico nelle continue competizioni con noi stessi e con gli altri cui la vita ci obbliga. Ma quali sono le attività sportive concretamente praticabili dai non vedenti? Sorvoliamo su quelle già tradizionalmente svolte, quali il nuoto, la ginnastica, il tandem o il torball, un gioco, questo, senz’altro utile e divertente, inventato su misura per i non vedenti, ma proprio per questo carente sotto almeno due degli aspetti sopra esaminati. Per le altre discipline sembrerebbero esistere barriere pratiche difficilmente superabili, ma in realtà molte di esse sono frutto di scarsa conoscenza delle potenzialità residue dei soggetti con minorazioni visive o di ignoranza dell’esistenza di ausili tecnologici idonei a superarle. Così sono perfettamente praticabili – e in concreto praticati da numerosi non vedenti – lo sci di discesa e di fondo, l’atletica leggera e quella pesante, il judo, il taekwondo, l’arrampicata sulla roccia, il golf, il tiro con l’arco, la vela, la subacquea, la scherma, il canottaggio e la canoa, il ping-pong per ciechi e il blind tennis. Vengono anche praticati alcuni sport di squadra, come il calcetto e il baseball, con regole alquanto diversificate rispetto al gioco classico, per renderli accessibili a chi non vede; da qualche anno si svolgono anche Campionati Italiani di queste pratiche. Data l’attuale stagione e la recente attività svolta a Falcade dal Gruppo Sportivo dell’ADV (Associazione Disabili Visivi) [se ne legga approfonditamente su queste stesse pagine, N.d.R.], è opportuno, anche per ragioni di spazio, limitarsi in questa sede agli sport invernali. Sono ormai alcune migliaia i ciechi e gli ipovedenti italiani che praticano queste discipline, che non possono quindi considerarsi più delle novità, anche se suscitano ancora meraviglia nell’opinione pubblica. Fin dal 1983 l’ADV organizza settimane bianche per sciatori ciechi, sia per il fondo che per la discesa, e nel 1990 ha curato la pubblicazione di un manuale destinato alla formazione delle guide, intitolato Sciare ad occhi chiusi. Infatti, la persona con disabilità visiva deve essere accompagnata da guide appositamente addestrate che lo indirizzino correttamente e gli facciano evitare gli ostacoli che si possono frapporre lungo il percorso. La guida può avvenire a viva voce o mediante dispositivi elettronici. Dopo vari anni di prove tecniche ed esperimenti con apparecchi trasmittenti autocostruiti, sono stati individuati gli apparati che rispondono alle specifiche esigenze di affidabilità e sicurezza e che vengono utilizzati dai discesisti più esperti e veloci. Un sistema di guida molto diffuso è quello mediante un altoparlante che la guida porta dietro le spalle, attivato da un piccolo microfono tenuto presso la sua bocca mediante un archetto; in tal modo i comandi e le informazioni giungono allo sciatore non vedente che segue la guida, in modo chiaro e forte. È ovvio che per ottenere buoni risultati, tra i due si deve stabilire una perfetta intesa, fatta di fiducia reciproca: il non vedente deve confidare “ciecamente” – è proprio il caso di dirlo – nella perizia e nella prudenza della guida, mentre quest’ultima deve essere sicura della prontezza e della docilità del non vedente nell’eseguire gli ordini. Ciò implica anche l’acquisizione di una tecnica di ottimo livello, che consenta al non vedente una discesa perfettamente controllata e di limitare la velocità anche in presenza di forti pendenze. Naturalmente vengono preferite le piste larghe e prive di pericoli e si attende, per effettuare i tratti di discesa, che esse siano il più possibile sgombre. I risultati ottenuti sono pienamente soddisfacenti: di solito, infatti, anche i non vedenti che non hanno mai toccato un paio di sci sono in grado, a partire dal secondo o terzo giorno, di utilizzare gli impianti di risalita e di effettuare discese con curve a spazzaneve. I discesisti ciechi sono riconoscibili da pettorali e dorsali gialli, recanti in nero la scritta “cieco” o la lettera B (iniziale di Blind) e tre grossi dischi neri. Una più diffusa conoscenza di tale segno distintivo internazionale da parte degli altri sciatori è senz’altro auspicabile e renderebbe ancora più semplice e sicura tale pratica sportiva. Per quanto poi riguarda lo sci di fondo, esso può essere praticato senza particolari problemi con la guida a voce diretta; anzi, in presenza di piste facili e ben segnate dagli appositi binari, ciascun istruttore è in grado di seguire anche due o tre fondisti non vedenti o ipovedenti. Entrambi i tipi di sci possono formare oggetto di attività agonistica da parte dei ciechi. Nel citato Gruppo Sportivo dell’ADV sono presenti numerosi atleti che hanno partecipato e anche vinto medaglie, pure d’oro, alle Paralimpiadi e ai Campionati del Mondo per atleti con disabilità. E in conclusione, per completezza di informazione, proponiamo l’elenco degli sport praticati dai non vedenti, rinviando per la loro disamina alla monografia intitolata Valenze fisiche ed extrasportive dello sport dei non vedenti, realizzata da chi scrive e pubblicata dall’ADV: subacquea; vela; tiro con l’arco; judo; taekwondo e altre arti marziali; atletica leggera; canottaggio e canoa; scherma; golf; showdown (sorta di tennis tavolo); torball; calcetto; baseball; blind tennis; paracadutismo; parapendio; rally automobilistico; pilotaggio di aerei. Giulio Nardone, Presidente Nazionale dell’ADV (Associazione Disabili Visivi. Per ulteriori informazioni e approfondimenti (oltre che per richiedere i testi menzionati nel presente approfondimento): presidenza@disabilivisivi.it.

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Sto vivendo il mio sogno qui sul tatami. Da Il Tirreno



Il Tirreno del 26/12/2016. PORTO ERCOLE. La storia di Valerio Teodori è la storia di tutti noi, il sogno di Valerio Teodori è il sogno di tutti noi. Non potrebbe essere altrimenti considerando ciò che sta riuscendo a compiere questo judoka non vedente di Porto Ercole tesserato con lo sport club Orbetello che passo dopo passo continua ad abbattere barriere ed a superare avversari sui tatami di ogni parte del mondo. Valerio Teodori ha 19 anni ed è cieco dalla nascita. Si avvicinò al judo a sei anni e mezzo su consiglio del medico. Valerio ricorda: «Ero un bambino esuberante, diciamo che ero scatenato e allora il medico consigliò di placare questa mia irrequietezza praticando il judo. Un mio amico, Giacomo Trillocco, mi parlò dell'insegnante Remo Piro e allora ci andai a parlare, lui mi disse prova e poi valutiamo». Remo Piro ci racconta quali furono le sue riflessioni in quel momento: «Mi sono sentito quasi intimorito da quell’impegno e da quella responsabilità. Mi sono interrogato se fossi stato in grado di assolvere a tale compito che era di grande responsabilità. La mia titubanza era dovuta al fatto che la mia intenzione non era quella di voler far trascorrere a Valerio semplicemente un’ora diversa dalle altre ma volevo renderlo partecipe di un progetto. Le mie paure si sono dissolte quando ho potuto constatare la sua intelligenza, il suo entusiasmo e la sua voglia di fare unite al positivo approccio che ha sempre avuto fin dal primo momento con gli altri atleti della palestra». I RICORDI DI PIRO. Remo Piro ricorda che i primi tempi furono complicati perché Valerio non era padrone dell'ambiente e allora organizzò una serie di suoni che corrispondevano a determinate situazioni. Ad esempio i suoi avversari sul tatami erano muniti di piccoli campanelli che permettevano a Valerio Teodori di compensare almeno parzialmente l’handicap di non poter vedere il proprio avversario. Remo Piro spiega che queste tecniche le aveva studiate e recepite nei vari corsi organizzati dalla Federazione tenuti da docenti universitari. Anche Valerio ricorda quel periodo: «Mi è subito piaciuto l'ambiente, c’erano tanti bambini della mia età, mi sono immediatamente inserito bene. Ho sentito che ce la potevo fare e oggi posso dire che non ho scelto male». GLI ESORDI. La prima gara agonistica è stata a 8 anni a Grosseto, era un trofeo provinciale organizzato dall’'Athlon Club Grosseto, Valerio arrivò terzo e ricorda le sue sensazioni: «Ero curioso, emozionato, sentivo la pressione, tutte sensazioni mai provate ma erano belle sensazioni. Dopo quella gara mi scattò qualcosa dentro, avevo conquistato una medaglia di bronzo, era un ottimo risultato però mi domandai se potevo accontentarmi. La risposta fu no, ero convinto che dovevo impegnarmi ancora di più per fare sempre meglio». Da quella gara ne seguirono altre ma tutte le volte c’era un problema di fondo che riassume Remo Piro: «Purtroppo l’attività della Fijlkam, la nostra Federazione, non prevede attività agonistica per gli ipovedenti e non vedenti. Ho rappresentato tale situazione direttamente anche al presidente nazionale federale Domenico Falcone il quale ha ascoltato le mie richieste e le mie ragioni con grande attenzione e interesse facendo presente che il problema non è risolvibile per motivi di sicurezza dell'atleta». Ciò ha comportato che Valerio Teodori per anni venisse ammesso alle gare quasi come un ospite e quindi non poteva sentirsi coinvolto direttamente nella gara. Una situazione che a Remo Piro non stava bene: «Secondo me non era concepibile tale situazione e fortunatamente la svolta è avvenuta nel 2013 quando il maestro Roberto Tamanti, mio ex collega appartenente al gruppo sportivo delle Fiamme Gialle, in veste di direttore tecnico della nazionale paralimpica mi segnalò la possibilità per Valerio di gareggiare con la Fispic, la Federazione Italiana Sport Paralimpici per ipovedenti e ciechi che applica le regole del judo adattato. Da questo momento è cambiato tutto e per Valerio si sono aperte prospettive fino a quel momento inimmaginabili». PARTECIPAZIONI, SUCCESSI. Valerio è stato convocato in nazionale ed ha partecipato ad appositi stage. Inoltre ha partecipato ai campionati europei che si sono svolti in Portogallo ed ai campionati del mondo che sono stati ospitati dalla Corea del Sud, oltre alla partecipazione al Grand Prix che equivale a un titolo italiano suddiviso in quattro gare. Possiamo dire che un sogno si stava trasformando in realtà anche perché, nel frattempo. Valerio Teodori ha superato l’esame per diventare cintura nera ed è il primo judoka cieco a riuscire in questo intento considerando che l’altra cintura nera non vedente è di Simone Cannizzaro di Brescia a cui è stata assegnata motu proprio dal presidente federale per la vittoria conseguita ai campionati del mondo giovanili svolti in Ungheria.Nel cammino verso la cintura nera Valerio Teodori è stato seguito con attenzione e assiduità da Gianfranco Luzi, il rappresentante degli atleti del settore judo dello sport club Orbetello: «Sto vivendo con passione ed emozione questi inaspettati e grandi traguardi raggiunti da Valerio, ho seguito tutto il suo percorso fin da bambino quando venne in palestra la prima volta per arrivare alla conquista della cintura nera. Le sue imprese sono motivo di orgoglio per tutti i componenti dello sport club Orbetello, per gli orbetellani in generale e per tutti gli sportivi italiani visto che Valerio in nazionale rappresenta la nostra nazione». L’insegnante Remo Piro osserva: «Gianfranco è stato determinante per la cintura nera di Valerio perché è stato il preparatore come esperto di kata (figure), il programma di esame che equivale alla conoscenza del judo in generale e alla perfezione delle sue tecniche». Teodori svela anche i suoi sogni nel cassetto: «Mi piacerebbe partecipare ai campionati europei e mondiali e incrociando le dita sogno le olimpiadi paralimpiche di Tokio 2020, sarebbe fantastico». Remo Piro rilancia: «Stiamo lavorando per questo ma restiamo con i piedi per terra. Sarebbe importante che Valerio entrasse a far parte di un gruppo sportivo delle forze armate in modo da consentirgli di svolgere attività sportiva a livello professionistico anche in considerazione del fatto che a Orbetello esistono difficoltà logistiche e temporali per svolgere gli allenamenti ma purtroppo talvolta non si tiene conto dei risultati conseguiti e dei meriti sportivi».

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La Girobussola Onlus: volete che ve la raccontiamo un po.? Di Paolo Giacomoni



La Girobussola Onlus: volete che ve la raccontiamo un po'? Nel novembre 2013 abbiamo fondato a Bologna La Girobussola, associazione onlus che all'inizio si è data l'obiettivo di superare gli ostacoli che impediscono a ciechi e ipovedenti di godersi appieno un viaggio. Quanti di noi, pur amando viaggiare, ad ogni partenza non sanno se l'investimento di tempo, denaro ed entusiasmo saranno adeguatamente ricompensati da esperienze che li coinvolgeranno davvero! Quando noi organizziamo un viaggio, prima facciamo attenti sopralluoghi e ricerche sull'accessibilità là dove andremo, poi allacciamo collaborazioni con le realtà locali, (musei, artigiani, teatri, tradizioni enogastronomiche del posto), così da preparare e poi proporre un itinerario nel quale gli aspetti visivi siano molto ridotti a vantaggio delle esperienze degli altri sensi. In concreto, nei nostri viaggi che variano dalla mezza giornata ai 15 giorni, l'ospite ipo o non vedente avrà costantemente a fianco un nostro accompagnatore esperto che lo guiderà sia fisicamente che nella conoscenza della città, così i partecipanti non hanno bisogno di accompagnamenti ulteriori e possono quindi organizzare in autonomia il loro viaggio, concordando l’incontro nel luogo di arrivo, stazione o aereoporto, con i tutor dell’associazione. Durante il viaggio utilizziamo mappe tattili che creiamo appositamente e poniamo particolare attenzione agli stimoli sonori, olfattivi e tattili, senza dimenticare il piacere della buona tavola! Alcuni esempi di viaggio: visite di 3-4 giorni a Bologna e dintorni, visite di ugual durata a Venezia, e, in collaborazione col touroperator PlanetViaggi settimane in Sardegna, in Irlanda, in Perù e in Messico. Stiamo lavorando proprio in questi giorni per realizzare un viaggio a Napoli, un soggiorno marittimo a gaeta e, per quel che riguarda l'estero, in Grecia, Polonia e Sri Lanka. Siamo comunque sensibili ad altre proposte! La nostra attività ha poi compreso altri aspetti oltre a quello del viaggio, ad esempio quello dei musei a portata di mano. Non è una novità che a noi ciechi tanti musei e mostre siano vietati per l'impossibilità di toccare le cose esposte. Qualche volta il divieto è motivato, lo capiamo, altre volte meno. Così la nostra associazione va alla scoperta dei musei dove sia possibile aggirare questo divieto, come la Gipsoteca di Cento, dove è possibile toccare con tutto proprio agio ben 167 riproduzioni a grandezza naturale dei capolavori della scultura di tutti i tempi dalla nike di samotracia alla Pietà di Michelangelo. Invece, dove toccare non è possibile, allestiamo percorsi lungo i quali chi non vede è in grado di acquisire le conoscenze ed apprezzare le bellezze del luogo attraverso la nostra produzione di mappe tattili, riproduzioni 3d, schede in Braille e a caratteri ingranditi, file audio, qrcode e tag nfc, come abbiamo già fatto per i musei etruschi di Albano, Marzabotto e ferrara. affiancano infine queste attività gli interventi nelle scuole e la formazione per insegnanti, guide turistiche, familiari, psicologi e curiosi. In tutto questo lavoro ci guida l'idea che in un mondo che sembra così interessato a costruire barriere, non solo architettoniche, sia proprio compito di chi ha una disabilità mostrare che l'unica società possibile è una società inclusiva, e che l'accesso per tutti è allo stesso tempo conseguenza ma anche causa di ogni processo democratico. i nostri recapiti: email - info@girobussola.org sito - www.girobussola.org. tel - 320 25 19 115, - 334 83 00 187, - 051 614 28 03. Sede - via Brizio 5, 40134, Bologna. Paolo Giacomoni

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Audioguide e cortesia: gli ospiti non vedenti sono i benvenuti negli hotel di Firenze. di Maria Serena Quercioli



La Nazione del 17/12/2016. FIRENZE. Audioguide per muoversi in una camera d'albergo e personale formato per assistere i clienti non vedenti. Sei alberghi fiorentini sono a misura di non vedente. Questo grazie ad altrettante audioguide, in italiano e in inglese, che aiutano chi non vede a muoversi all’interno delle strutture. Spesso infatti per i disabili della vista è più semplice partecipare ad un congresso internazionale che trascorrere in libertà alcune ore nella città in cui si svolge l’evento. Paradossi che derivano da una scarsa informazione e formazione del personale addetto ai servizi turistici. Per ovviare a questo annoso problema, l’Unione italiana ciechi e ipovedenti di Firenze ha deciso di muoversi. E lo ha fatto ideando un progetto che, finanziato dalla Cassa di Risparmio di Firenze, ha il patrocinio del Comune di Firenze, della Camera di commercio di Firenze e di Federalberghi. ‘Firenze a portata di mano. Una destinazione più accessibile ai non vedenti ed ipovedenti grazie alla formazione’, il nome dell’iniziativa pilota grazie alla quale non solo sono stati formati i dipendenti degli alberghi coinvolti (Hotel Mediterraneo, Hotel Meridiana, Villa La Vedetta, Hotel Londra, Hotel The St. Regis Florence, Hotel The Westin Excelsior), ma sono state realizzate anche sei audioguide. Attraverso questo semplice strumento il non vedente può facilmente trovare, ad esempio, l’interruttore dell’aria condizionata nella sua camera, oppure conoscere il menu proposto dal ristorante. Informazioni semplici, ma essenziali per chi non ha il dono della vista. “Puntiamo anche ad accrescere il numero dei visitatori con disabilità visiva, oltre che ad abbattere le barriere culturali. Un disabile visivo contento del servizio offerto tornerà sicuramente più volentieri nella nostra città”, ha detto il presidente provinciale Uic Niccolò Zeppi, che ha partecipato alla presentazione insieme a Antonio Quatraro, presidente regionale Uic, Paola De Donato di Enat e Serenella Sieni di AudioGuide® - Gestione multiservizi. “Quest’anno – le parole di Serenella Sieni, - festeggiamo i nostri 25 anni di attività nel settore delle visite audio e videoguidate per musei, tour cittadini, con più di 600mila noleggi annuali. La Galleria degli Uffizi di Firenze, le Gallerie dell’Accademia di Venezia e la Reggia di Caserta sono solo tre delle importanti realtà museali con cui AudioGuide® collabora”. di Maria Serena Quercioli.

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Le vostre recensioni, due opere di Jack London. A cura di Nerina Viozzi



Care lettrici e cari lettori, Nerina Viozzi, la nostra affezionata collaboratrice, ci propone 2 opere di Jack London. Il popolo degli abissi di Jack London. Jack London fece innumerevoli lavori prima di dedicarsi alla scrittura, ma quando iniziò a scrivere (Il popolo degli abissi), era già uno scrittore e un giornalista affermato. È stato un osservatore brillante della vita e della realtà del suo tempo. ( Il popolo degli abissi), nasce come reportage giornalistico, cresce e si sviluppa come romanzo d’inchiesta. L’opera è stata scritta nel 1902, mentre altri autori si cimentavano a glorificare l’impero britannico, Jack London si calava nella realtà profondamente drammatica di un mondo legato allo sfruttamento dove le morti sul lavoro e per il lavoro erano all’ordine del giorno, realtà che gli occhi della borghesia e dell’aristocrazia di tutto il mondo non volevano vedere. Nel 1902, siamo nel periodo in cui in Inghilterra avviene il boom della seconda rivoluzione industriale, del carbone e delle innovazioni tecnologiche. Erano gli anni dei grandi progressi dal punto di vista energetico e dei trasporti . Intere pagine di storia erano dedicate a raccontare i fatti che segnavano il progresso, o forse il regresso dice London in questo libro, della civiltà umana, la quale non potrà più fare a meno di quei, dice London “vizi”, che all’epoca sembravano o potevano sembrare le virtù che avrebbero salvato il mondo. Jack London, giunto a Londra dal nuovo continente, fingendo di cercare lavoro, si travestì, si finse marinaio senza un soldo, portò avanti un’inchiesta sociologica sugli usi e costumi del quartiere allora più malfamato di Londra: dormì negli ospizi, nelle baracche sovraffollate, frequentò prostitute, poveri, mendicanti e ogni genere di uomo considerato rifiuto dai padroni e dai grandi capitalisti. Dal suo libro: “... E quando finalmente arrivai in quel quartiere scoprii con soddisfazione che non avevo paura della folla, ero entrato a farne parte. Il mare vasto e male odorante si era rinchiuso sopra di me, o meglio, mi ci ero immerso dolcemente e non c’era nulla di terribile in questo”. In questa triste realtà dove lui, ormai ricco scrittore americano, non solo non si vergogna di essercisi calato dentro, ma non si dà pace come si sia potuto arrivare a tanto disagio per una parte dell’umanità, senza casa, senza lavoro, senza cibo tanto da essere costretta a rifugiarsi in case di schiavitù in cambio di un pezzo di pane duro e uno sporco pugno di riso. Esistono testi che pur essendo stati scritti a distanza di tempo rimangono attuali come se fossero stati appena scritti, certamente il popolo degli abissi è uno di questi. Il popolo di Jack London, anche se in dimensioni e qualità diverse, somiglia alla massa di certe periferie e dei precari di oggi impossibilitati a costruirsi un futuro. Il richiamo della foresta. Questo libro di Jack London scritto nel 1902 e pubblicato nel 1903, a tutt’oggi è presente in tutte le librerie del mondo. Il richiamo della foresta è un libro di avventura per ragazzi, che normalmente si legge a scuola, ma va oltre l’avventura sui ghiacci, ed è emozionante conoscere la storia del cane Buck, protagonista del romanzo. Un giorno il cane, che viveva una vita tranquilla accanto ai suoi padroni, viene rapito dal giardiniere e venduto ai cercatori d’oro che lo conducono nell’estremo Nord, tra i ghiacciai dell’Alaska. Qui Buck è continuamente e brutalmente bastonato per essere costretto a diventare un cane da traino e viene sfruttato fino al limite delle sue forze. In questo periodo di vita e duro lavoro tra i ghiacciai del Nord, Buck diventa forte e scaltro, impara le leggi della sopravvivenza e conosce l’uomo nelle sue varie sfaccettature di egoismo, di violenza... ma anche di essere umano rispettoso come è il suo padrone Thornton. In questa condizione di vita riemergerà la caratteristica della sua razza e la foresta eserciterà il suo irresistibile richiamo. Con “il richiamo della foresta” Jack London vuole mettere in evidenza il rapporto uomo/animale, spesso fatto di sfruttamento e convenienza, ma anche che non è solo violenza e tristezza e che l’uomo non è solo egoismo e meschinità, infatti mette nelle mani di Thornton, il nuovo padrone di Buck, la responsabilità di riscattare la sua specie e dimostrare che tra uomo e cane ci può essere un rapporto di reciproca fiducia e reciproco rispetto, un rapporto per cui ciascuno è disposto a rischiare la propria vita per salvare quella dell’altro. Il richiamo della foresta è consigliato istituzionalmente ai ragazzi, ma se letto o riletto da grandi, si è in grado di scoprirne sfumature che al giovane lettore possono essere sfuggite.

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Libri accessibili, UICI e l'associazione Editori firmano il "Memorandum". Da Redattore Sociale



Redattore Sociale del 29/11/2016. Si rafforza la collaborazione tra Uici e Aie, in vista dell'attuazione del trattato di Marrakech in Italia. Obiettivo: fornire ai 362 mila non vedenti e a 1,5 milioni di ipovedenti italiani la possibilità di accedere agli stessi titoli e negli stessi tempi degli altri lettori. "Un paese che esclude una parte dei cittadini dall'accesso ai libri è più povero culturalmente". ROMA. Si avvicina l'obiettivo di attuare il Trattato di Marrakesh e l' Accessibility Act europeo in Italia: ovvero, di promuovere e favorire l'accesso delle persone non vedenti e ipovedenti ai libri e alla lettura. A questo scopo, l’Unione italiana ciechi e ipovedenti (Uici) e l’Associazione italiana Editori (Aie) rafforzano la loro collaborazione. Sono stati infatti rinnovati in questi giorni due accordi per la produzione delle versioni accessibili di libri da parte della Biblioteca per i ciechi Regina Margherita di Monza. Il primo, dedicato ai libri di testo e siglato per la prima volta nel 2001, fa sì che più dell’85% dei testi richiesti siano forniti dagli editori scolastici alla Biblioteca in versione digitale rendendo più agevole e rapida la produzione delle versioni accessibili. Il secondo prevede invece la produzione annua di 100 novità e best seller in versione Braille per il prestito bibliotecario. Aie e Uici hanno siglato ieri un Memorandum d’intesa sui principi per l’attuazione del Trattato di Marrakech e dell’Accessibility Act europeo. L’obiettivo, sottolineano le due associazioni, è di offrire ai 362 mila non vedenti e agli 1,5 milioni di ipovedenti italiani la possibilità di accedere agli stessi titoli, negli stessi modi e tempi di un qualunque altro lettore. Il Memorandum evidenzia innanzitutto come la “fiducia e la collaborazione tra gli editori e gli enti al servizio delle persone con disabilità visive” siano la chiave per lo sviluppo di politiche efficaci. Per questo chiedono che le procedure di autorizzazione delle organizzazioni abilitate a produrre libri accessibili tengano conto del requisito della fiducia tra le parti, nel solco del Memorandum di intesa promosso dalla Commissione europea nel 2010. Richiamano inoltre alla “responsabilità e all’efficienza”, giacché lo spreco di risorse in questo ambito è particolarmente grave. A tal fine bisogna evitare che siano prodotte nuove versioni di opere già disponibili in formato accessibile a meno che non sia necessario per soddisfare esigenze particolari di singoli lettori. Infine, sottolineano l’importanza di coordinare le norme sul diritto d’autore con quelle del cd Accessibility Act, che stabilisce obblighi in tema di accessibilità delle pubblicazioni, richiamando anche le pubbliche amministrazioni a seguire quanto molti editori privati già fanno. “Siamo convinti che un paese che esclude una parte dei cittadini dall’accesso ai libri non è solo iniquo, è più povero culturalmente”, ha dichiarato il presidente Aie Federico Motta. “Ciascuno deve assumersi la propria responsabilità: la nostra è nel produrre ebook direttamente accessibili e nel collaborare con gli enti preposti alla produzione di versioni speciali quando il primo obiettivo non è raggiungibile. In Italia lo facciamo come in nessun altro paese al mondo grazie all’amicizia e alla collaborazione con l'Uici”. “La lunga e sperimentata collaborazione tra Uici e Aie dimostra quanto il rapporto di reciproca fiducia sia essenziale per un vero progredire della tematica del diritto alla lettura per tutti” - ha commentato il presidente -uici Mario Barbuto - Le leggi sono fondamentali, ma l'intesa e il rapporto fiduciario tra i diversi attori rende tali leggi davvero operanti e talvolta è addirittura in grado di anticiparle, come è accaduto da noi in Italia, soprattutto negli ultimi quindici anni.”

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Superare le barriere al cinema, con smartphone e app. Da Redattore Sociale



Redattore Sociale del 02/01/2017. Cresce l’interesse verso le applicazioni che permettono a persone cieche e sorde di andare al cinema anche quando le sale non hanno servizi di audiodescrizione o sottotitolazione. Ecco due applicazioni molto conosciute in Italia. ROMA. Ordinare una pizza, prenotare un volo o fare un bonifico. Le app dei nostri smartphone, ormai, ci consentono di fare di tutto, ma da qualche tempo ci aiutano anche a superare le barriere. Sta crescendo, infatti, l’interesse verso le applicazioni che permettono a ciechi e sordi di andare al cinema anche quando le sale non hanno servizi di audiodescrizione o sottotitolazione. Oggi basta scaricare una app sul proprio telefonino e il gioco è fatto. Sono due le applicazioni più conosciute in Italia: se ne parla nel numero di dicembre del magazine SuperAbile Inail. La prima è Moviereading (moviereading.com), progetto nato da una start-up italiana un paio di anni fa, che permette di avere sul proprio terminale tutto il necessario. Nell’applicazione c’è una lista dei film di cui è possibile scaricare l’audiodescrizione o la sottotitolazione. L’app non dà alcun fastidio a chi siede vicino. Una volta avviata, lo sfondo nero non crea disturbo, mentre per l’audiodescrizione bastano un paio di cuffie. L’applicazione, inoltre, permette di sincronizzare il dispositivo con la pellicola proiettata. Molto conosciuta anche l’app di un’azienda inglese guidata da un italiano, Federico Spoletti. È Sub-ti (subti.com), nata a Londra nel 2002 e specializzata nei servizi di sottotitolazione e audiodescrizione. Il funzionamento dell’app è identico, cambiano soltanto i titoli dei film. Sub-ti, infatti, fornisce servizi a eventi come il Torino Film Festival, la Festa del Cinema di Roma, Cinemambiente e altri grandi appuntamenti all’estero. All’interno dell’app è possibile trovare i dati dei film in concorso. Per i più tecnologici, infine, ci sono gli occhiali speciali prodotti dalla Epson, simili ai Google Glass. Collegati allo smartphone, permettono di leggere i sottotitoli sulle lenti indossate. Superare le barriere non è più fantascienza.

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Le vostre recensioni, film “Il discorso del re”. A cura di Nerina Viozzi



Il discorso del re è un film che si ispira ad una storia vera, ruota attorno ai problemi di balbuzie del re Giorgio VI, padre dell’attuale regina d’Inghilterra, e del rapporto con il suo logopedista che lo ebbe in cura. È stato un film multipremiato nel 2010. Nel 1925 il principe Albert, duca di York e secondo figlio di Giorgio V, tenne un discorso pubblico allo stadio di Londra, ma un evidente problema di balbuzie creò disagio ed imbarazzo sia al principe stesso che al folto pubblico presente Il principe, dopo aver sperimentato varie terapie e consultato numerosi logopedisti senza ottenere nessun miglioramento, decise di rinunciare a parlare in pubblico. Albert era figlio cadetto, non aveva obblighi istituzionali e quindi aveva molto tempo libero da vivere in famiglia con la moglie e le due figlie ancora bambine Margaret ed Elisabeth, la futura ed attuale regina d'Inghilterra Elisabetta II. In questa situazione familiare molto tranquilla non emergono i problemi di balbuzie, meno quando il principe Albert si trovava di fronte al re Giorgio V padre autoritario e forse causa del suo problema. Un giorno la duchessa di York, moglie del principe, si presenta sotto falso nome nello studio del terapeuta Lionel Logue di origine australiana, esperto nelle problematiche del linguaggio, e gli chiede di poter sottoporre il marito al suo metodo di riabilitazione. Il principe accetta di incontrare il logopedista, ma è molto sfiduciato a sottoporsi ad una ulteriore terapia che potrebbe essere ancora fallimentare. Il logopedista per convincerlo della validità del suo metodo, gli chiede di leggere ad alta voce un brano di Amleto ascoltando contemporaneamente in cuffia della musica a tutto volume. Durante questa registrazione il principe si spazientisce e se ne va portandosi però dietro la registrazione. Solo in un secondo tempo, riascoltando quella stessa registrazione ed osservando che la sua declamazione era perfetta decide di sottoporsi alla terapia. Nella prima seduta il terapeuta pone però delle regole precise, un rapporto confidenziale senza etichetta e senza formalismi, a cominciare dal chiamarsi reciprocamente per nome, lui, il terapista, Lionel e il principe semplicemente Berti, così come lo chiamano in famiglia nella sua casa reale . Da quel momento il principe si sottopone a tanti esercizi di rilassamento muscolare e controllo della respirazione, accompagnati da esercizi del movimento della lingua e della pronuncia. Alla morte del padre, re Giorgio V, sale al trono il principe di Galles col nome di Edoardo VIII, ma il nuovo re dà adito a molte riserve perchè intenzionato a sposare la signora Wally Simpson già due volte divorziata . Il rapporto tra Lionel e Berti si fa sempre più stretto e confidenziale, il terapista prova ad indagare le radici psicologiche del principe, riemergono così episodi di vita legati all’infanzia e alla adolescenza. Il principe reagisce con fastidio a quello che ritiene un eccesso di confidenza e tronca il rapporto con il terapista. Come previsto, per amore della sua futura moglie, il re Edoardo VIII abdica in favore di suo fratello che prende il nome di re Giorgio VI. Albert, ora sovrano di un grande impero, non può sottrarsi a incontri e discorsi in pubblico, di conseguenza, scusandosi con Lionel, chiede di riprendere la sua terapia. Mentre nell’abbazia fervono i preparativi per l’incoronazione il vescovo, che non gradisce la presenza alla cerimonia del terapista di Berti, fa svolgere indagini sul suo passato. Il re scopre così che Lionel non è un vero medico ma un attore fallito, il terapista però si difende precisando che lui non ha mai vantato titoli accademici, ma ha sempre detto di essere un esperto di terapia del linguaggio e che la sua esperienza l’aveva acquisita sul campo con anni di lavoro, tra cui quello svolto, dopo la grande guerra, con i soldati che presentavano problemi di linguaggio a causa dei grandi traumi subiti. Berti gli concede ancora fiducia e la cerimonia dell’incoronazione si svolge senza problemi. Al momento della dichiarazione di guerra alla Germania nel 1939 Giorgio VI riconvoca il terapista al palazzo reale per preparare il discorso che terrà alla nazione via radio. Nonostante la difficoltà del momento e la grande emozione il terapista riesce a calmare il re, gli rimane a fianco durante la lettura del discorso accompagnandolo con gesti ritmici ed aiutandolo con lo sguardo a mettere in pratica le tecniche imparate. Il discorso fu un successo e suscitò un grande impatto emotivo nella popolazione. Dopo aver ringraziato il terapista per il suo aiuto, il re si affacciò dal balcone del Palazzo Reale insieme alla moglie e alle due figlie per salutare le migliaia di persone accorse ad applaudirlo. Questo fatto vissuto in una casa reale e reso pubblico può essere considerato un atto di democrazia? Nota: questo film io l’ho visto al cinema quando è uscito nelle sale, ma in questi giorni l’ho riascoltato scaricandolo direttamente, on line, dalla audio cineteca della cooperativa “senza barriere onlus”. Con questo ascolto corredato dell’audiodescrizione delle scene silenziose, mi ha permesso di comprendere completamente il film.   Contatti della “senza barriere onlus” Telefono: 0461 78 01 65. e-mail: info@senzabarriere.org. web:www.senzabarriere.org.

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Visite tattili e iniziative speciali per disabili sensoriali nei musei di Roma. Da Disabili.com



Disabili.com del 25/03/2017. Tante le iniziative dedicate ai visitatori ciechi e sordi nei musei della capitale per un'arte sempre più inclusiva. ROMA. In queste giornate di primavera vien voglia di uscire e farsi qualche bella passeggiata all'aria aperta oppure nella tranquillità del pomeriggio domenicale fare qualche trasferta in qualche bella città. Roma si è attrezzata per accogliere i suoi turisti, prestando particolare attenzione a quelli con disabilità sensoriale e fornendo loro delle modalità di visita alternative assai stimolanti. ART FOR THE BLIND. La novità maggiore del momento è l'iniziativa “Art for the blind” organizzata all'interno del Museo dell'Ara Pacis. L'idea è partita da alcune persone disabili visive per altri visitatori disabili visivi o con patologie riduttive della vista ed è giunta a compimento con la predisposizione di un percorso di visita plurisensoriale. Il percorso è stato inaugurato il 14 marzo scorso ed ora è a disposizione di tutti i visitatori in maniera completamente gratuita. Sono le mani a farla da padrone in una visita tutta tattile altamente tecnologica che prevede la presenza di vari aiuti: - un anello sensoriale in grado di riconoscere gli speciali sensori applicati accanto alle opere e far partire le informazioni audio-descrittive; - un sistema di speciali sensori incapsulati su codifica braille, posti sulle basi delle opere o delle riproduzioni delle stesse; - un tablet, con note audio che raccontano aneddoti e storie legate ai segmenti di opera attivati; - un thermoform, ovvero una mappa tattile, con informazioni utili alla sicurezza (es. ostacoli fisici) e guida alla dislocazione delle opere audio-tattili, per una maggiore autonomia all’interno dello spazio museale. In questo modo il visitatore disabile visivo potrà immergersi nei fasti della Roma augustea, accarezzando i volti della famiglia imperiale ed esplorando i fregi dell'ara. VISITE TATTILI MUSEI DA TOCCARE. L'esperienza tattile è poi il cuore del progetto “Musei da toccare”. Questo progetto, avviato dal 2015 e finanziato da Roma Capitale, l'Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura, prevede una serie di attività tanto di visita guidata con percorsi tattili-sensoriali quanto di formazione agli operatori sul rapporto con la disabilità visiva. Hanno partecipato sin dall'inizio 4 musei civici di Roma (il MACRO, Museo di Arte Contemporanea, il Museo di Roma, la Galleria d’Arte Moderna e il Museo Napoleonico) e poi si sono aggiunti il Museo Carlo Bilotti, il Museo di Villa Torlonia (Casa delle Civette), la Centrale Montemartini e oggi altri stanno per aderire. Tutti i musei si sono attrezzati per organizzare visite tattili-sensoriali, visite guidate con operatori specializzati, hanno dotato le opere di schede illustrative in braille o di brevi presentazioni in L.I.S. per gli utenti con disabilità uditiva. Solo nel 2016 sono state effettuate circa 50 visite tattili sensoriali e quest'anno si è ampliata l'offerta aggiungendo alle visite mattutine appuntamenti pomeridiani con la prospettiva di estendere il progetto anche ai musei comunali. Per ora sono programmate visite tattili fino al 31 marzo 2017 ma il progetto di accessibilità nei musei “L'arte ti accoglie” è ricco di appuntamenti fino a dicembre 2017. Vi consigliamo di tenere sotto controllo il sito dei Musei In Comune di Roma per essere sempre aggiornati sulle attività in programma. Qui di seguito vi presentiamo i vari Musei che hanno aderito al progetto “Musei da toccare” o che in qualche modo si sono attivati per offrire ai visitatori con disabilità sensoriale un'esperienza di visita piena e soddisfacente. MACRO – MUSEO DI ARTE CONTEMPORANEA. La Sala Multisensoriale è dotata di un percorso tattile permanente nel museo, corredato da schede descrittive che spiegano i quadri in L.I.S. L'intento è quello di avvicinare gli utenti con disabilità ad una fruizione dell'arte più esperita e percepita attraverso la materia, le forme, la gestualità... MUSEO DI ROMA PALAZZO BRASCHI..Sempre per la serie “Musei da toccare”, il Museo offre un percorso tattile permanente strutturato su due piani espositivi. Vengono organizzate visite guidate per non vedenti supportate dalla presenza lungo la visita di tavole didascaliche in braille e per ipovedenti. In questo museo, per i visitatori con disabilità uditiva, si sta predisponendo una breve presentazione del nuovo museo in L.I.S, che verrà proiettata sia all'interno del museo stesso che nel suo sito web. GALLERIA D'ARTE MODERNA. Fa sempre parte del circuito “Musei da toccare”, inoltre al suo interno è stato allestito, da febbraio 2017, il progetto didattico InterGAM che consente l'esplorazione visiva di 26 capolavori del museo attraverso l'accostamento di immagini tramite dispositivi touch-screen (due di questi, tra l'altro, sono collocati su cavalletti ergonomici ad un'altezza raggiungibile da carrozzina). Nonostante l'essenza visiva del progetto si è pensata una modalità di fruizione possibile per i visitatori ipovedenti o non vedenti, i quali potranno ascoltare un file-audio con una descrizione delle opere. MUSEO NAPOLEONICO. Anche il Museo Napoleonico offre visite tattili all'interno del programma “Musei da toccare” nelle quali utenti non vedenti possono entrare in contatto con una serie di sculture appositamente selezionate e schede descrittive dedicate. CENTRALE MONTEMARTINI. Ha organizzato visite tattili nell'ambito del programma “Musei da toccare” e ha preparato anche delle schede relative alle opere adatte per questo tipo di percorso. Si è strutturato così un tipo di visita, corredato dalla presenza di didascalie in braille e di operatori specializzati che segue passo passo il visitatore disabile visivo nella conoscenza dell'arte. MUSEO CARLO BILOTTI. Da tempo attento ai visitatori con difficoltà (anziani, persone con disabilità), il Museo Carlo Bilotti anche quest'anno propone visite tattili-sensoriali. Ha aderito alla Biennale Arteinsieme promuovendo un'esplorazione multisensoriale delle sue opere e da quando fa parte del circuito “Musei da toccare” ha cercato di avvicinarsi sempre più alle esigenze del visitatore disabile sensoriale, stanziando finanziamenti per l'adattamento dei canali di comunicazione, la predisposizione di materiali informativi e l'integrazione di apparati didattici e supporti alla visita. MUSEO CASINA DELLE CIVETTE. Anche questo museo, assieme al precedente e al Museo del Casino Nobile, ha aderito alla Biennale Arteinsieme e si è inserito nel progetto “Musei da toccare” offrendo la possibilità ai visitatori con disabilità visive di effettuare in autonomia visite guidate con la guida in braille. Il Museo, poi, accoglie abitualmente visitatori con altri tipi di disabilità, da quella motoria a quella intellettiva, predisponendo guide con operatori specializzati, schede e materiali per l'occasione. In occasione della mostra Civettarte (in corso fino al 30 aprile 2017) sono state organizzate persino visite guidate gratuite per persone con Alzheimer. MUSEI CAPITOLINI. È possibile compiere visite tattili grazie a particolari ausili disponibili: plastici in scala degli edifici, riproduzioni in scala di statue, pannelli tattili termoformati in rilievo e in linguaggio braille, libri in nero e in braille... È stato avviato inoltre un percorso tattile permanente e un progetto di servizio civile improntato sulla disabilità visiva. MUSEO SCULTURA ANTICA GIOVANNI BARRACCO. Disponibile un percorso per non vedenti o ipovedenti su una scelta di opere con didascalie in braille che possono essere fatte oggetto di una “visita tattile”. A disposizione, su richiesta, anche 4 volumi di “guide” del museo in braille, con testi e immagini a rilievo. MUSEI IN VIA DI ACCESSIBILITÀ PER I DISABILI VISIVI. Il Museo Casal De' Pazzi e quello della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina si stanno attrezzando per offrire visite tattili o percorsi guidati per persone non vedenti o non udenti. UN BENEFICIO PER TUTTI – Nell'ottica di mettere a proprio agio i visitatori non vedenti durante la loro visita, i Mercati di Traiano hanno predisposto un percorso tattile che oggi è permanente e grazie al progetto Archeoschool, un gruppo di classi ha realizzato testi informativi, un video pannello introduttivo e un totem contenente piante termoformate e didascalie in braille che oltre ad essere utili per visitatori ciechi sono state elaborate con una didattica che sia il più comprensibile possibile anche ai giovano studenti stranieri. Per info: Tel 060608 www.museiincomuneroma.it Zètema Progetto Cultura - www.zetema.it.

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Le vostre ricette: torta salata di pane. A cura di Giuseppina Parentela



INGREDIENTI: una kg di pane raffermo; mezzo kg di pomodori san marzano o ciliegino; una noce di burro; 100 g di parmigiano; 200 g di mozzarella; olio q.B; sale q.B.; spezie a piacere, (pepe, peperoncino in polvere, rosmarino, prezzemolo, basilico, aglio, cipolla); PROCEDIMENTO: Bagnare velocemente il pane precedentemente tagliato a fette, metterlo in una ciotola e sbriciolarlo, se risulta troppo secco aggiungere un po d’acqua, condire il pane con olio e le spezie da voi preferite. Consiglio aglio, prezzemolo tritato finemente, due cucchiai di peperoncino in polvere e il parmigiano. Se preferite potete sostituire il parmigiano con pecorino. Amalgamate bene il tutto, prendete una pirofila da forno abbastanza alta, ricopritela con carta da forno. Predisponete uno strato dell’impasto sul fondo della pirofila. Ricoprite con i pomodori tagliati a fettine e salati, procedete con uno strato di mozzarella, o altro formaggio di vostro gusto. Completate con uno strato di pane sul quale distribuite la noce di burro. Mettete in forno a 180 gradi per 15 20 minuti. Suggerisco delle varianti in sostituzione dei pomodori: zucchine saltate in padella. Bietole, spinaci, cicoria, ecc. precedentemente lessate e salate. Questa ricetta si presta a molte varianti dettate dalla vostra fantasia. Giuseppina Parentela.

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