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Il Circuito

Numero 5, dicembre 2015


ORGANO DI INFORMAZIONE DELL'UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI
sezione provinciale di Bologna
registrazione tribunale di Bologna n. 8206 del 22/09/2011.

ANNO II - dicembre 2015

Direttore Responsabile: Daniela Corneo

Editore: Unione Italiana dei ciechi e degli ipovedenti sezione di Bologna

Direzione ed Amministrazione:
via Dell'Oro 1, 40124 Bologna


Sito internet: www.uicibologna.it

Redazione:
Avola giuseppina, Balbo Irene

E-mail della redazione: redazione@uicibologna.it

Hanno collaborato al presente numero:
Giuseppina Avola, Irene Balbo, Gennaro Iorio, Rostislava Koumanova, Giuseppina Parentela, Andrea Prantoni, Nerina Viozzi

Gli articoli firmati pubblicati sul presente giornale esprimono l'opiniione del tutto personale dei loro Autori, la quale non coincide necessariamente con quella dell'Editore e della Redazione.
Ogni mancanza può comunque essere sanata




In questo numero. A cura della redazione



Apriamo con un segno di solidarietà alle vittime dell’attentato di Parigi:

Dalla Stampa di giovedì 17/11/15, Massimo Gramellini.

Se ciò che chiamiamo Occidente ha un senso, questo senso palpita nelle parole con cui il signor Antoine Leiris si è rivolto su Facebook ai terroristi che al Bataclan hanno ucciso sua moglie.

«Venerdì sera avete rubato la vita di una persona eccezionale, l’amore della mia vita, la madre di mio figlio, eppure non avrete il mio odio. Non so chi siete e non voglio neanche saperlo. Voi siete anime morte. Se questo Dio per il quale ciecamente uccidete ci ha fatti a sua immagine, ogni pallottola nel corpo di mia moglie sarà stata una ferita nel suo cuore. Perciò non vi farò il regalo di odiarvi. Sarebbe cedere alla stessa ignoranza che ha fatto di voi quello che siete. Voi vorreste che io avessi paura, che guardassi i miei concittadini con diffidenza, che sacrificassi la mia libertà per la sicurezza. Ma la vostra è una battaglia persa. L’ho vista stamattina. Finalmente, dopo notti e giorni d’attesa. Era bella come quando è uscita venerdì sera, bella come quando mi innamorai perdutamente di lei più di 12 anni fa.

Ovviamente sono devastato dal dolore, vi concedo questa piccola vittoria, ma sarà di corta durata. So che lei accompagnerà i nostri giorni e che ci ritroveremo in quel paradiso di anime libere nel quale voi non entrerete mai. Siamo rimasti in due, mio figlio e io, ma siamo più forti di tutti gli eserciti del mondo.

Non ho altro tempo da dedicarvi, devo andare da Melvil che si risveglia dal suo pisolino. Ha appena 17 mesi e farà merenda come ogni giorno e poi giocheremo insieme, come ogni giorno, e per tutta la sua vita questo petit garçon vi farà l’affronto di essere libero e felice. Perché no, voi non avrete mai nemmeno il suo odio.»

Ecco il numero di dicembre 2015 de Il Circuito, che torna nelle case dei nostri soci.

Alleghiamo alla copia in formato audio, un bigliettino con cui vogliamo fare a tutti voi gli auguri di un Natale e di un capodanno sereni, ma soprattutto di un nuovo anno pieno di cose belle e di felicità.

Come sempre invitiamo tutti voi, seguendo l’esempio di Nerina Viozzi, Giuseppina Parentela, Giuseppina Avola, Gennaro Iorio, Irene Balbo e tutti gli altri autori degli articoli che troverete nel nostro giornale, a voler provare a cimentarvi nello scrivere qualcosa che abbiate voglia di condividere.

Anche questo numero è ricco di informazioni sia sulla nostra sede provinciale, sia su quella nazionale, di notizie utili per la vita quotidiana dei disabili visivi, di ricette e recensioni.

Apriamo con le notizie locali, in cui il Presidente ci racconta di alcune iniziative della sezione e di alcuni incontri importanti tenuti da lui e da altri membri del Consiglio, proseguiamo con una raccolta dei comunicati della sede centrale che si ritengano di maggior rilevanza. Spostiamo poi la nostra attenzione sul XXIII congresso della nostra associazione che ha confermato, con un numero di voti altissimo, la Presidenza del nostro concittadino Mario Barbuto e ha sancito un notevole cambiamento tra I membri del Consiglio nazionale.

Torniamo poi a Bologna con tre articoli scritti da nostri soci che ci raccontano di eventi ed iniziative che si sono svolte o si stanno svolgendo a Bologna. Una dimostrazione di tennis per ciechi, la seconda edizione del corso di primo soccorso tenuto da volontari della croce rossa ed un importante incontro sui cani guida.

Continuiamo poi con due articoli tratti dalla stampa nazionale che si occupano di non vedenti che vivono in Emilia Romagna: le prodezze del piccolo grande canoista Karim, di Ferrara, e la breve storia dello scultore Felice Tagliaferri.

Passiamo poi ad alcune informazioni legali che è importante che noi conosciamo: agevolazioni fiscali legate alla nostra minorazione, le modalità con cui I ciechi possono iscriversi all’albo dei terapisti della riabilitazione e I decreti attuativi del jobs act nella parte che riguarda I disabili ed I ciechi.

Torniamo poi alla stampa nazionale, questa volta con due articoli interessanti, uno sugli studi relativi al ruolo delle cellule staminali nelle terapie per le malattie genetiche della vista e l’altro che ci racconta di un progetto dell’università di Pisa per creare etichette per gli alimenti completamente accessibili anche ai ciechi.

Il nostro Il Circuito volge al termine, ma non prima delle vostre rubriche, Nerina Viozzi ci racconta di un suo viaggio in Cornovaglia e ci recensisce due libri la cui lettura proprio da questo viaggio è ispirata, ci racconta poi di una parte di Bologna che lei ama e aggiunge ai regali che sempre ci fa, la recensione di un film che lei ha ascoltato grazie alla cooperativa senza Barriere ONLUS del Trentino. Giuseppina ci regala ancora una gustosissima ricetta e chiudiamo con I soliti numeri utili che non mancano mai.

Speriamo anche questa volta di avere incontrato il vostro interesse e vi invitiamo sempre a voler far parte del nostro gruppo di lavoro, perchè qualsiasi contributo sarà il benvenuto. Rinnovandovi ancora una volta I più sentiti auguri per le prossime festività, vi auguriamo buona lettura e vi aspettiamo al prossimo numero.



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Notizie dalla sezione. A cura di Andrea Prantoni



A fine maggio 2015, A seguito di varie segnalazioni relative al malfunzionamento degli annunci vocali installati negli autobus del servizio pubblico, abbiamo proceduto, assieme al personale TPER, ad un monitoraggio sul campo per verificare lo stato degli annunci vocali.

Dalla verifica è risutato che sul 40% degli autobus, l’annuncio interno di prossima fermata non funzionava e per l’avviso esterno di numero di linea e direzione, non funzionava sul 25% degli autobus esaminati.

Il 9 giugno 2015 ci siamo incontrati con TPER per la verifica dei dati raccolti e la predisposizione di una lettera destinata alla presidenza di TPER. L’azienda si è impegnata ad attivare una serie di azioni, che vanno dalla sensibilizzazione degli autisti ad essere più attenti a segnalare i guasti dei sistemi vocali, all’aumento della manutenzione sull’hardware. E’ stata programmata un’ulteriore verifica a fine 2015.

Nel periodo maggio giugno 2015, grazie alla disponibilità del musicista percussionista Alessandro Querzoli, si sono svolte alcune lezioni di percussioni, alle quali hanno partecipato 14 persone. le lezioni sono state molto utili per far conoscere le percussioni e dare modo alle persone di rendersi conto se la materia fosse di loro interesse.

A seguito di questa sperimentazione, si è costituito un gruppo di 8 persone particolarmente interessato alla materia e il 22 ottobre è iniziato un corso di percussioni.

Dal 15 giugno al 9 settembre i consiglieri e alcuni soci sono stati impegnati nella vendita dei biglietti della lotteria Louis Braille.

L’estrazione della lotteria ha avuto luogo il 10 settembre, e sono stati venduti circa 1 milione di biglietti. Il gesto compiuto da tante persone potrà offrire un sostegno concreto ai ciechi e agli ipovedenti di tutta Italia, perché è a loro che sono destinati i servizi finanziati dalla vendita dei biglietti.

Il 24 ottobre si è svolto un incontro con i soci, nel corso del quale è stato presentato il programma del poloinformatico, il XXIII congresso nazionale, sono state riferite le attività sezionali.

C’è stato l’importante intervento del dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale, Giovanni Schiavone, sul tema la “buona scuola e gli alunni  disabili”.

Al termine dell’incontro il personale della Ceciaa Italia ha presentato 2 prodotti molto interessanti:

  • lettore/registratore READER, lettura di testi nei formati più diffusi, doc, txt, rtf, supporta i principali formati audio e il formato DAISY.

  • SPEAKY FACILE 3.0, PERMETTE A  non vedenti e ipovedenti di accedere, tramite comandi vocali,  al mondo digitale senza dover essere degli esperti.

Chi fosse interessato ad avere maggiori informazioni può contattare la segreteria sezionale al numero 051 58 01 02.

Ricordiamo i servizi che si offrono in sezione:

Patronato

Da marzo 2013, è attivo presso la sezione il servizio di patronato, ciò a seguito di un accordo nazionale tra UICI e ANMIL. Al servizio possono accedere i soci, i loro familiari e amici, in particolare per pratiche di invalidità, riconoscimento L.104, aggravamenti e richieste di liquidazione.

Informatica

Si ricorda che, anche per il 2015 2016, presso la sezione, si svolgeranno workshop di informatica, su varie tematiche in base alle esigenze espresse dalle persone interessate ad avvicinarsi al computer, al mondo degli smartphone, ad approfondire argomenti specifici.

Per maggiori informazioni o per segnalare le proprie esigenze scrivere a poloinformatico@uicibologna.it

o contattare gli uffici sezionali allo 051 58 01 02.

Corsi braille:

Da oltre 2 anni si svolgono presso la sezione corsi base di scrittura e lettura braille, rivolti in particolare alle insegnanti di sostegno e alle educatrici, i corsi hanno una durata di 20 ore, al termine, previo superamento di una verifica, viene rilasciato un attestato di frequenza.

Ad oggi hanno partecipato 35 persone, in prevalenza educatrici. Su richiesta e previo colloquio orientativo, è possibile organizzare corsi di braille individuali, a persone che hanno perso la vista in età adulta.



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Notizie dalla sede centrale. A cura di Giuseppina Avola



Firma ok!

Come già annunciato in occasione della conferenza stampa sull’assegnazione dei Premi Braille 2015, un’altra barriera è stata abbattuta!

Una nuova opportunità di cittadinanza e di uguaglianza viene offerta da oggi alla moltitudine delle persone non vedenti e ipovedenti grazie all’opera instancabile e tenace della nostra Unione.

Nei mesi scorsi, con l’apporto prezioso dei nostri Nunziante Esposito e Massimiliano Martines della Commissione OSI, abbiamo ottenuto dai tecnici di Poste Italiane, la totale accessibilità e usabilità del dispositivo di firma digitale denominato FirmaOK.

Il dispositivo è costituito da una comunissima chiavetta USB con SIM incorporata sulla quale si trova il software, del tutto accessibile e “portabile”, che ci permetterà di firmare documenti digitali in piena autonomia su qualsiasi computer senza dover ricorrere a ulteriori installazioni o all’aiuto di altre persone.

Nell’ambito della “mostra delle Regioni”, organizzata in occasione del nostro congresso di Chianciano, la Presidenza Nazionale ha previsto numerosi momenti di dimostrazione pratica di FirmaOK, riservati a tutti i congressisti.

Successivamente le dimostrazioni verranno organizzate ed effettuate anche presso le nostre sezioni sul territorio.

Durante le dimostrazioni e tramite i nostri strumenti di informazione daremo tutte le indicazioni necessarie a dotarsi di “FirmaOK”, il nuovo strumento che ci pone sullo stesso piano di uguaglianza e di cittadinanza per la firma dei documenti digitali, in un’epoca tanto importante per l’evoluzione delle tecnologie e per la diffusione delle procedure di semplificazione e di facile accesso agli atti piu’ comuni, soprattutto della Pubblica Amministrazione.

Protocollo d’intesa con Ordine Nazionale degli Psicologi


Lo scorso giovedi’ 8 ottobre, presso la sede della nostra Presidenza Nazionale, è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra la nostra Unione e il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP), volto all’attivazione di un servizio di sostegno psicologico a favore dei genitori e delle famiglie dei bambini e dei ragazzi ciechi e ipovedenti attraverso psicologi e psicoterapeuti professionisti.
 Il momento in cui un genitore riceve la notizia che il proprio figlio ha un disturbo visivo costituisce un’esperienza traumatica, accompagnata da un susseguirsi di emozioni forti: il dolore per la perdita della possibilità di essere genitori di un figlio sano; il senso di colpa legato al timore che il deficit sia dovuto ad un problema genetico non precedentemente diagnosticato; l’ansia e la paura per l’incolumità fisica del bambino/ragazzo e per quello che gli riserverà il futuro nella sfera affettiva e lavorativa.

La situazione poi si complica ulteriormente se al deficit visivo si aggiungono altre minorazioni.
 In che modo quindi assistere ed educare un figlio con problemi visivi? 
Qual è l’atteggiamento corretto? 
Come si puo’ evitare il progressivo aumento del trauma psicologico?
 Il protocollo d’intesa tra U.I.C.I. e CNOP nasce proprio per rispondere a queste domande: desideriamo offrire un servizio capillare in tutte le regioni d’Italia, per dare supporto, sostegno e conforto alla parte piu’ debole, rappresentata dai bambini e dalle loro famiglie. 
 Il progetto concordato tramite il protocollo d’intesa, si propone i seguenti obiettivi principali:
 a. Creare una rete con i potenziali invianti, (ospedali, neonatologie, neuropsichiatrie infantili, centri di riabilitazione, medici di base e pediatri.
 b. Realizzare eventi aperti al pubblico (seminari, conferenze, tavole rotonde ecc.) per trattare tematiche relative alla genitorialità e alle dinamiche familiari.
 c. Offrire spazi di consulenza psicologica di alta qualità a singoli, coppie e gruppi.
 Sono state definite aree territoriali con propri referenti i quali, in sinergia con le nostre strutture regionali e sezionali e con i relativi Ordini regionali degli Psicologi, pianificheranno e coordineranno le attività e le azioni necessarie ad assicurare l’organizzazione e il buon funzionamento del servizio.
 Una occasione molto importante per realizzare e offrire preziosi servizi di supporto basati sulla professionalità degli operatori e affidati al coordinamento promozionale e organizzativo della nostra Unione.
 Un appuntamento strutturale e strategico al quale dovremo essere pronti e nel quale dovremo dimostrare di essere all’altezza delle nuove sfide che la società d’oggi ci propone.
 Per ogni ulteriore dettaglio, la referente del progetto Katia Caravello è a disposizione all’indirizzo caravello.katia@gmail.com.

Aurelio Nicolodi - Una luce nel buio dei giorni


Il 25 luglio 1915, durante la seconda battaglia dell’Isonzo, il volontario trentino Aurelio Nicolodi, rimase gravemente ferito al volto e perse la vista. 
 A cento anni da quell’evento terribile, l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e la Cooperativa “IRIFOR del Trentino” desiderano onorare l’Uomo, il Fondatore, la memoria, il ricordo, con la pubblicazione del libro
“Aurelio Nicolodi - Una luce nel buio dei giorni”
scritto dai giornalisti Alberto Folgheraiter e Giorgio Lunelli, con una introduzione del Presidente Nazionale U.I.C.I., realizzato con il contributo dell’I.RI.FO.R. nazionale.
 Con sobrietà narrativa e fedeltà storica, il libro racconta la figura e l’opera del Fondatore dell’Unione Italiana Ciechi. Un eroe civile che seppe volgere la propria disabilità a vantaggio di tutti i suoi “fratelli d’ombra” ai quali volle mostrare, con l’azione e con l’esempio, la via maestra dell’Unità e dell’Organizzazione, per conquistare il pieno diritto di cittadinanza basato sul rispetto delle persone, sull’uguaglianza sociale, sulla dignità umana.
 Aurelio Nicolodi nacque a Trento nel 1894 e mori’ a Firenze nel 1950. Con un gruppo di reduci della “Grande Guerra”, fondo’ l’Unione Italiana Ciechi, a Genova, nel 1920.

Tradizionale calendario antoniano


Continuano le iniziative che il Messaggero di sant’Antonio dedica alle persone non vedenti ed ipovedenti e vi preghiamo di 
passarne parola tra i vostri associati, amici e conoscenti.
 Anche per il 2016, è disponibile il tradizionale calendario antoniano, nelle versioni braille e nero braille a caratteri 
ingranditi, per le persone non vedenti ed ipovedenti. Il titolo del calendario antoniano 2016 è “i simboli di sant’Antonio”. 
 Ogni mese, viene riportata la didascalia dell’immagine, il significato del simbolo rappresentato e un pensiero tratto dai 
Sermoni di sant’Antonio.

Il calendario ci accompagnerà, giorno dopo giorno, in un anno speciale. Un anno in cui papa 
Francesco ha voluto che tutto il mondo imparasse a usare, a conoscere, a sperimentare in maniera piu’ profonda e concreta la 
parola «misericordia». Un termine che per il Papa racconta la verità con cui il cristiano abita nel mondo e testimonia la 
sua fede.

Il calendario antoniano 2016 versione per non vedenti ed ipovedenti, viene spedito accompagnato da un pendente 
croce murrina, centimetri 3 per 2, con 5 tondi blu e un tondo centrale con l’immagine di una margherita bianca con pistillo 
giallo. Il cordoncino è in caucciu. La croce è frutto del lavoro sapiente di maestri vetrai italiani della scuola Muranese, 
 Ogni singolo monile è abilmente lavorato manualmente. 
 Un omaggio che il messaggero di sant’antonio, ha voluto far creare, in edizione limitata, appositamente per i suoi abbonati.
 Il calendario viene spedito gratuitamente a chi lo richiede, e chi lo desidera puo’ fare un’offerta a favore della Caritas 
Antoniana.
 è possibile altresi’ ricevere la rivista mensile del Messaggero di sant’Antonio in formato word via e-mail o su cd-rom 
formato MP3 via posta; il costo dell’abbonamento annuale per sé o per una persona amica è di euro 10.00 e in entrambi i casi 
verrà inviato come omaggio il braccialetto in cordoncino regolabile, con Tau in legno di ulivo e 2 tondi in materiale Zama, 
raffiguranti da una parte la Basilica di sant’Antonio e dall’altra il nostro amato santo.
 E’ anche possibile corrispondere con i frati e richiedere preghiere anche in braille e ricevere la risposta sia in braille 
sia in nero-braille a caratteri ingranditi. Sono disponibili alcuni audiolibri e alcune opere in braille e braille-nero a caratteri ingranditi delle Edizioni Messaggero Padova.
Su richiesta, vengono organizzate visite guidate gratuite nella Basilica di sant’Antonio, ai Musei e alle Mostre Antoniane; 
 è anche disponibile un plastico tattile del complesso santuariale Antoniano 
Magnolia. Inoltre nel sito internet www.santantonio.org al link iniziative per non vedenti sono disponibili tutte le informazioni e le 
novità dedicate a voi!
 Per richiedere una copia omaggio del Messaggero di sant’Antonio versione per non vedenti o il calendario e ricevere 
informazioni telefona al numero verde 800 01 95 91, invia una e-mail all’indirizzo abbonamenti@santantonio.org, o scrivere, 
anche in braille, a Messaggero di Sant’antonio, via Orto botanico 11, 35123 Padova.
 Ringraziando per la collaborazione, saluto cordialmente
Sabrina dott. Baldin Progetto non vedenti ed ipovedenti
Messaggero di sant’Antonio
Padova”

DOPPIO SENSO: PERCORSI TATTILI ALLA COLLEZIONE PEGGY  GUGGENHEIM

Il tatto è la capacità di descrivere gli altri come loro stessi si vedono Abraham Lincoln

Un museo per tutti? Succede a Venezia, dove le porte di Palazzo Venier dei Leoni si aprono per far si’ che il suo patrimonio artistico possa essere sempre piu’ accessibile. Le opere d’arte non si possono toccare, è una regola di base, ma alla Collezione Peggy Guggenheim esiste l’eccezione, grazie all’innovativo progetto “Doppio senso: percorsi tattili alla Collezione Peggy Guggenheim”: un percorso accessibile dedicato anche al pubblico con disabilità visive che, attraverso il senso del tatto, potrà comprendere i capolavori della collezione appartenuti alla famosa mecenate americana.

Quattro appuntamenti, tra fine ottobre 2015 e gennaio 2016, permetteranno a tutti i visitatori, di fruire sia di alcune opere della collezione permanente (“Ritratto di Frau P. nel Sud” di Paul Klee, “Verso l’alto (Empor)” di Vasily Kandinsky, e “Giovane donna a forma di fiore” di Max Ernst) che di tre capolavori della mostra temporanea V.S. Gaitonde. Pittura come processo, pittura come vita.

Il progetto, ideato e curato dalla dott.ssa Valeria Bottalico, rende possibile, da una parte, l’accessibilità per i non vedenti e gli ipovedenti attraverso la traduzione in rilievo delle opere, l’ausilio di schede descrittive in Braille e a caratteri ingranditi – dall’altra, la realizzazione di file audio scaricabili all’interno di una sezione del sito del museo, accessibile ai non vedenti ma consultabile da tutti.

Il progetto prevede, inoltre, la formazione di diversi membri dello staff preposto all’accoglienza, ai servizi per i visitatori, allo shop, alle attività educative e alle pubblicazioni.

Un percorso nuovo quanto unico, che nasce con l’obiettivo di promuovere il ruolo sociale ed educativo del museo come luogo di incontro e di inclusione, nonchè di valorizzare il suo immenso patrimonio culturale, rendendolo accessibile a tutti, in linea con la “mission” della Collezione Peggy Guggenheim, ovvero di contribuire alla conoscenza e alla diffusione dell’arte moderna e contemporanea in Italia e nel mondo.

L’iniziativa si inserisce in un processo di sensibilizzazione alla fruizione, intesa come esperienza conoscitiva altra, rispondendo cosi’ all’articolo 30 della Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità "Gli Stati riconoscono il diritto delle persone con disabilità a prendere parte su base di uguaglianza con gli altri alla vita culturale [..]”

Gli appuntamenti si terranno il 31 ottobre, il 14 novembre, il 12 dicembre e il 9 gennaio p.v., sempre presso la Collezione Peggy Guggenheim. Tali incontri si articolano in due momenti: si comincerà con una visita tattile con Valeria Bottalico e, successivamente, seguirà un laboratorio condotto dallo scultore non vedente Felice Tagliaferri.

Contestualmente ai quattro appuntamenti, i bambini dai 6 ai 10 anni avranno l’occasione di partecipare a quattro workshop domenicali, dalle 15 alle 16.30, che si inseriscono nella programmazione dei Kids Day, sempre condotti da Felice Tagliaferri (1 novembre, 15 novembre, 13 dicembre, 10 gennaio).

Doppio senso: percorsi tattili alla Collezione Peggy Guggenheim è stato realizzato in collaborazione con l’Istituto Ciechi di Milano, che ha eseguito la traduzione in rilievo di due delle opere e la realizzazione della pagina web del progetto rendendolo accessibile ai non vedenti, con la partecipazione dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – Onlus, ed è reso possibile grazie al contributo di The Gordon and Llura Gund Foundation.

Gli appuntamenti di sabato 31 ottobre, 14 novembre, 12 dicembre e 9 gennaio saranno a partire dalle 15. Il museo si trova a Venezia, Dorsoduro 701, raggiungibile con il vaporetto, Linea 1/2, fermata Accademia.

Valeria Bottalico è ricercatrice e formatrice nell’ambito dell’accessibilità museale e socio ICOM (International Council of Museums) Italia e membro delle Commissioni tematiche “Educazione e Mediazione” e “Accessibilità museale”. Collabora con diverse istituzioni museali e istituti scolastici per cui progetta e coordina attività educative con attenzione ai temi dell’accessibilità. Da cinque anni sta conducendo una ricerca dedicata alla mediazione e alla fruizione del patrimonio culturale per un pubblico di persone non vedenti e ipovedenti in chiave inclusiva.

Felice Tagliaferri è uno scultore non vedente noto a livello internazionale e fondatore della Chiesa dell’Arte, scuola di arti plastiche. Le sue creazioni sono sculture “non viste”, che prima nascono nella sua mente e poi prendono forma attraverso l’uso sapiente delle mani, guidate da incredibili capacità tattili. Lavora con materiali diversi: creta, marmo, legno o pietra, ed è anche insegnante. La sua arte è stata definita da diversi esperti del settore “arte sociale” per l’impegno che caratterizza le sue mostre.”

abbiamo aderito a un accordo convenzionale con l’Università UNITELMA Sapienza, con l’intento di favorire la formazione continua e l’aggiornamento professionale dei nostri soci.


UNITELMA Sapienza è un fiore all’occhiello tutto italiano nel panorama della formazione a distanza.

Nasce da un consorzio composto da Sapienza Università di Roma, Formez PA (che è un centro servizi, assistenza, studi e formazione per l’ammodernamento delle P.A.) e Poste Italiane, realizzando attività didattiche mediante l’utilizzo di tecnologie informatiche avanzate e accessibili, in ottemperanza alla Legge 4/2004 e nel pieno rispetto delle raccomandazioni internazionali di accessibilità WCAG 2.0 fornite dal Consorzio mondiale per il web W3C.
 L’offerta formativa di UNITELMA Sapienza è specificatamente articolata nel campo giuridico e aziendale, cosi’ come in dettaglio:
 Corsi di Laurea Triennale in:

  • Scienze dell’Amministrazione e della Sicurezza (due percorsi formativi)
* Scienze dell’Economia Aziendale (due percorsi formativi)
 Corsi Magistrali in:

  • Management delle organizzazioni pubbliche e sanitarie
* Economia e Management Aziendale
* Corso di Laurea Magistrale a Ciclo Unico in Giurisprudenza
 L’offerta spazia inoltre su master di I° e II° livello sempre nelle aree giuridico-economiche, della sanità, dello sviluppo tecnologico, della Pubblica amministrazione e offre corsi di formazione e di aggiornamento per numerose figure professionali.
 Per piu’ dettagliate informazioni, visitare la pagina web:
http://www.unitelmasapienza.it/didattica
 La frequenza ai corsi universitari e lo svolgimento delle esercitazioni si possono effettuare comodamente da casa, o da qualsiasi altro luogo, tramite l’accesso riservato nell’area didattica on-line di UNITELMA, tramite la quale sarà possibile interagire anche con gli altri studenti, tutor e docenti in tempo reale a mezzo forum di discussione, e-mail, facebook e altro.
 Gli appelli d’esame vengono invece fissati in presenza; lo studente potrà sostenere l’esame presso la sede centrale di Roma oppure scegliere il Polo didattico piu’ comodo, tra i seguenti:


  • Polo di Napoli, presso il Campus Città del Sapere UNITELMA-Sapienza
* Polo di Palermo, presso la sede A.N.F.E.
* Gela, presso la sede di A.N.F.E.
* Polo di Montesarchio (BN), presso l’Istituto di Ricerca Scientifica e di Alta Formazione-IRSAF
* Polo di Orta di Atella (CE), presso l’Istituto di Ricerca Scientifica e di Alta Formazione-IRSAF
* Polo di Lamezia Terme (CZ), presso il Centro Formazione Mecenate
* UNITELMA Sapienza Polo di Latina
 Gli indirizzi e i recapiti telefonici dei singoli Poli sono consultabili alla pagina http://www.unitelmasapienza.it/studiare/poli-didattici
 Si seguito, l’importo delle tasse universitarie, per il quale abbiamo chiesto e ottenuto da UNITELMA Sapienza il trattamento di maggior favore, come indicato nel brano.
della lettera del Magnifico Rettore, qui riportata: 
 “Gli iscritti presentati dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e pertanto certificati come soci, potranno iscriversi alle tariffe in convenzione [….] e precisamente:
 Iscrizione ai corsi di Laurea 


  • per i giovani soci UICI fino a 25 anni Euro 800 invece di Euro 2.000
* per i giovani soci UICI oltre 25 anni Euro 1.500 invece di Euro 2.000
 Iscrizione ai corsi di Laurea Magistrale e Laurea Magistrale a Ciclo Unico
* per i giovani soci UICI Euro 1.700 invece di Euro 2.200
 Inoltre, qualora gli studenti acquisiscano il 60 per cento dei Crediti Formativi Universitari previsti per quell’annualità, e con una media non inferiore a 25/30, l’Università garantirà loro una borsa di studio totale per il 2 e 3 anno (non per gli studenti fuori corso): potranno cosi’ iscriversi a titolo gratuito fatta eccezione per la tassa regionale che al momento è pari ad Euro 140,00”.
 Al momento dell’iscrizione, pertanto, gli interessati dovranno dimostrare di essere soci dell’U.I.CI. per poter fruire della riduzione delle tasse universitarie secondo gli importi indicati sopra.
 L’accesso ai corsi di laurea di UNITELMA Sapienza è libero, senza vincoli di tempo e spazio. Non è previsto, infatti, alcun termine per l’immatricolazione (che puo’ avvenire in qualsiasi momento dell’anno), nè l’accesso programmato ai corsi di laurea.
 Per maggiori informazioni e ulteriori dettagli, rivolgersi a:
UNITELMA Sapienza


  • contatto telefonico al numero 06 81 100 288: dal lunedi’ al venerdi’ dalle ore 8.00 alle ore 18.00


  • ricevimento in sede: da lunedi’ al giovedi’ dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 14.00 alle ore 17.00 mentre il venerdi’ dalle ore 9.00 alle ore 13.00


  • e-mail a: segreteriastudenti@unitelma.it
U.I.C.I. Presidenza Nazionale


  • Emanuele Ceccarelli al numero 06 69 988 312 e e-mail: lavoro@uiciechi.it.



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XXIII congresso nazionale UICI. di Andrea Prantoni



Chianciano 5 8 novembre 2015, XXIII congresso nazionale UICI. “Cittadini innanzitutto! La parola ai diritti”

Apriamo questo articolo riportando il testo integrale del comunicato stampa diffuso al termine del XXIII Congresso Nazionale UICI.

Comunicato stampa – Mario Barbuto confermato Presidente dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti onlus XXIII Congresso Nazionale dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti – Chianciano Terme (SI), 5–8 novembre 2015.

E’ stato concluso alle ore 3,30 di domenica mattina lo spoglio delle schede relative al rinnovo delle cariche elettive dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. Mario Barbuto è stato confermato nel suo ruolo di Presidente nazionale, con 224 preferenze su 287 voti validi.

Per quanto riguarda il Consiglio nazionale, i 20 consiglieri eletti dal Congresso sono: Giovanni Taverna, Eugenio Saltarel, Stefano Tortini, Katia Caravello, Pietro Piscitelli, Annita Ventura, Francesco Fratta, Ermelinda Salis, Elena Ferroni, Linda Legname, Luisa Bartolucci, Nunziante Esposito, Angelina Pimpinella, Maria Buoncristiano, Adriano Corradetti, Marco Condidorio, Mario Girardi, Annamaria Palummo, Francesco Busetti, Vincenzo Zoccano, ai quali si aggiungono i Presidenti dei Consigli regionali dell’Unione, componenti di diritto.

Il risultato è arrivato alla fine dei lavori del XXIII Congresso dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, svoltosi a Chianciano Terme dal 5 all’8 novembre.
 “Cittadini innanzitutto! La parola ai diritti” era il titolo scelto per questo importante appuntamento associativo, che ha declinato, nei quattro giorni di lavori congressuali, i percorsi e le strategie possibili relativamente ai temi basilari che guideranno il lavoro dell’Associazione nei prossimi 5 anni.

«Ringrazio i congressisti che hanno confermato la fiducia nel mio operato – dichiara il Presidente nazionale, Mario Barbuto. Ci aspettano 5 anni di lavoro intensi e stimolanti. L’Unione esce rinnovata da questo XXIII Congresso, che ha visto l’elezione in Consiglio di molte donne e di risorse fresche e giovani, riconfermando tuttavia l’esperienza e le competenze di altri dirigenti.

La nostra battaglia non potrà che ripartire da quelli che sono i diritti umani basilari, non negoziabili, quali il diritto all’istruzione, al lavoro, alla cultura, alla mobilità, alla dignità, alla cittadinanza.

Il Congresso ha approvato due mozioni: una relativa alla costituzione, nel più breve tempo possibile, di un ufficio per la tutela dei diritti delle persone con disabilità, a fronte del crescente succedersi di episodi di diritti negati e alla diffusione, lenta ma montante, di una cultura che tende ad una emarginazione di fatto delle persone con disabilità;

l’altra, preso atto della grave situazione nell’erogazione dei servizi di integrazione scolastica dei disabili visivi venutasi a creare con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo 56/2014 (Decreto Delrio), che rischia seriamente di minare la qualità, se non addirittura l’erogazione stessa di questi servizi mettendo a rischio il diritto primario e costituzionale dell’istruzione e della formazione per gli alunni disabili visivi, chiede al Governo, al Parlamento e a tutte le istituzioni coinvolte risposte certe, e proclama la mobilitazione permanente della categoria al fine di tutelare e ripristinare i diritti in materia di istruzione e formazione degli studenti con disabilità visive. Ed

è proprio su questi due fronti di azione che la nuova dirigenza dell’Unione inizierà a svolgere il proprio lavoro, come sempre a tutela dei ciechi e degli ipovedenti di tutta Italia».

Il XXIII congresso nazionale dell’Unione Italiana Dei Ciechi e Degli Ipovedenti, si è tenuto a Chianciano dal 5 all’8 novembre.

Il congresso si è aperto il giorno 5 alle ore 15 con il saluto delle autorità, a cui e seguita la discussione sulla relazione del quinquennio 2011 2015, i numerosi interventi hanno messo in evidenza criticità e proposte di lavoro per il futuro.

Il venerdì mattina, 6 novembre, si sono svolte le sessioni di lavoro sui seguenti temi: 1 - istruzione e formazione, lavoro, pensionistica;

2 - autonomia, mobilità, cani guida, nuove tecnologie;

3 - comunicazione e informazione, libro parlato, fruizione dei beni culturali, turismo sociale, sport e tempo libero;

4 - ipovedenti, prevenzione della cecità, riabilitazione visiva;

5 - servizi sociali, pari opportunità (donne, giovani, anziani);

6 - persone con minorazioni plurime;

7 - servizio civile, patrimonio sociale, fund raising, quadri dirigenti.

Il pomeriggio del 6, sono state presentate in seduta plenaria le mozioni scaturite dal dibattito delle commissioni di lavoro, presentazione che è continuata anche per il sabato mattina.

Il sabato pomeriggio è stato posto in discussione l’articolato del nuovo statuto, formulato dalla commissione statuto che ha fatto una sintesi di tutte le proposte pervenute dalle assemblee precongressuali. Lo statuto è stato semplificato e ridotto a 29 articoli, che dettano le regole fondamentali dell’associazione, rinviando i dettagli al regolamento.

Il sabato si è proceduto all’elezione del presidente nazionale e dei 20 membri del consiglio nazionale.

Sono stati numerosi gli appuntamenti paralleli al Congresso.
 Il 5 novembre, si è svolta la serata di gala del Premio Louis Braille 2015, dedicato all’inventore del prezioso sistema di scrittura e lettura per non vedenti, ancora oggi più che mai attuale. Una serata di musica e di spettacolo, che ha visto la partecipazione di numerosi artisti provenienti da tutta Italia. Si sono esibiti Giovanni Mazzei, baritono, e Ornella Pratesi, soprano, accompagnati dal pianoforte di Andrea Trovato; a seguire abbiamo apprezzato l’esibizione del fisarmonicista Massimo Tagliata insieme al suo gruppo.

Si sono poi avvicendati sul palco, Silvia Zaru, Dario Mirabile, Marco Daniele, Fabiana Comerro, Anna Varriale e Samantha De Rosa che ci hanno regalato momenti emozionanti con alcuni pezzi del loro repertorio.

Nel corso della serata sono state consegnate le pergamene del Premio Braille 2015: una a Poste Italiane per aver reso pienamente accessibile ai ciechi e agli ipovedenti la firma digitale FirmaOK! e l’altra all’ABI, Associazione Bancaria Italiana, per il lavoro destinato a favorire la massima accessibilità dei non vedenti alle strutture, ai prodotti e ai servizi bancari.

Presso Villa Simoneschi, antico edificio padronale situato nelle immediate vicinanze del centro storico di Chianciano Terme, è stata allestita la mostra “Facciamoci vedere: dall’intuizione all’inclusione”, per raccontare il viaggio associativo che ha portato l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti al compimento dei 95 anni dalla sua fondazione. La mostra, che ha ottenuto il patrocinio della Regione Toscana e del Comune di Chianciano Terme, è STATA aperta al pubblico nei giorni 6 e 7 novembre.
 A 300 metri dalla Villa era in funzione il Bar al buio della Cooperativa IRIFOR del Trentino e del Polo tattile itinerante della Stamperia regionale Braille.

Informiamo inoltre che il 28 e 29 novembre si è riunito per la prima volta il consiglio nazionale per eleggere la direzione nazionale i probiviri e i sindaci revisori.

in direzione sono stati eletti:

Caravello Katia, Condidorio Marco, Corradetti Adoriano, Fratta Francesco, Girardi Mario, Legname Linda, Pimpinella Angelina, Saltarel Eugenio, Tortini Stefano, Zoccano Vincenzo.

Per poter permettere l’elezione del nostro Presidente Regionale in direzione nazionale, con il ruolo di vicepresidente, per il quale ci congratuliamo con Stefano, il 21 novembre si è tenuta una seduta del Consiglio regionale per eleggere il nuovo Presidente dell’Unione Ciechi ed Ipovedenti dell’Emilia Romagna, che ha designato come nuovo Presidente Marco Trombini, di Ferrara, già vicepresidente di Tortini. Auguriamo buon lavoro al Presidente Nazionale, al Consiglio e alla Direzione e nel contempo al nostro nuovo Presidente Regionale, perché tutti possano migliorare la qualità della vita di tutti i ciechi e gli ipovedenti italiani.



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Corso di primo soccorso. Seconda edizione. di Gennaro Iorio



Quando saper intervenire significa essere inclusi.

L’Unione Italiana Dei Ciechi e Degli Ipovedenti, sezione di Bologna, per il secondo anno consecutivo ha proposto, gratuitamente, ai suoi soci un corso di primo soccorso.

Tale iniziativa è stata possibile grazie alla collaborazione ed alla disponibilità dei volontari della Croce Rossa bolognese.

Bello è raccontare come è nato questo progetto: la socia Irene Balbo anni fa ha frequentato un corso di disostruzione pediatrica aperto alla cittadinanza senza alcuna attenzione didattica per le persone cieche ed ipovedenti. Rendendosi conto dell’importanza dell’argomento e della sua fruibilità anche per chi non vede si è attivata per creare un contatto con i volontari della croce rossa.

Dopo un periodo di dialogo ha visto la luce il primo corso. Il suo successo è stato importante, il continuo confronto tra i volontari e i soci ha reso possibile un vero processo d’inclusione; perché vi è inclusione quando la disabilità diventa risorsa per l’intero gruppo.

Sonia Guarino ed il suo staff si sono mostrati, non solo eccellenti insegnanti, ma anche persone disponibili a cambiare completamente i loro paradigmi e protocolli per adattare continuamente l’oggetto della lezione agli ascoltatori che si ha di fronte.

Attraverso il dialogo è stato ed è possibile inventare modalità con cui anche un cieco può comprendere ed agire in situazioni di primo soccorso.

Saper fare un massaggio cardiaco, saper intuire i sintomi di un malanno, saper chiamare un’ambulanza sono tutte competenze capaci di salvare la vita altrui.

Il corso,per quanto sia introduttivo, è strutturato su più incontri per un totale di 24 ore. Comprendendo sia una parte teorica sia una parte, molto rilevante, di simulazione.

Un corso di primo soccorso non può prescindere dal suo aspetto pratico ed è in questo ambito che lo staff guidato da Sonia si mostra particolarmente competente: tradurre un segnale visivo in un altro tipo accessibile ad un cieco non è così immediato, tuttavia con la volontà, la professionalità, l’ascolto di chi vive la disabilità visiva è possibile e fattibile creare un nuovo linguaggio.

Come attuale frequentante non posso che esprimere la mia gratitudine ai volontari della croce rossa ed ai primi corsisti per aver creato un percorso formativo con una così alta valenza etica e sociale.

Alla sezione bolognese dell’UICI va riconosciuto il merito di sapersi operare nel offrire iniziative importanti ed utili proponendole in un contesto accessibile e facilmente fruibile.

L’auspicio è che tale iniziativa possa diventare una proposta costante e che ,come sta già succedendo in questa seconda edizione, veda la partecipazione anche di persone vedenti.



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tennis per ciechi. Di Gennaro Iorio



Le buone idee dovrebbero diffondersi nel modo maggiore e nel minor tempo possibile, ma non sempre ciò accade. Questo è il caso del tennis per ciechi una disciplina nata già nel 1984 in Giappone e che da solo qualche anno viene praticata in Italia.

Riavvolgiamo il nastro: domenica 8 novembre presso il circolo Virtus di Bologna c’è la dimostrazione di questo nuovo sport; tutti noi dobbiamo ringraziare in primis la nostra socia Daniela Pierri che ha organizzato l’evento.

Evento che ha visto la partecipazione di circa 40 ciechi provenienti non solo da Bologna.

La sala del circolo è piena, si respira curiosità; nessuno dei presenti ha mai provato questo sport, molti sono sportivi: giocatori di baseball, showdown, torbal tutti sono pronti a mettersi alla prova

L’uomo che con fatica e professionalità sta promuovendo in Italia questo sport è Edoardo Silva, maestro di tennis che da quasi due anni a Pordenone con un gruppo di ciechi ha iniziato questa avventura.

Edoardo è una persona capace di trasmettere passione per quello che fa, attraverso le sue parole ed un video ha dimostrato a tutti la storia del tennis per ciechi, la sua diffusione in tanti paesi del mondo, la sua fattibilità.

Per diffondersi è necessario raggiungere un obiettivo: formare maestri di tennis che alla loro specializzazione vogliano aggiungere quella di maestro di tennis per ciechi.

La sfida di Edoardo è complessa, in quanto, convincere qualcuno a mettersi in gioco non è mai semplice; tentare di farlo per il mondo della disabilità è ancora più difficile.

Abbiamo il dovere di sostenere ed aiutare Edoardo nella sua sfida: contattiamo i circoli di tennis e facciamo girare la notizia. Formarsi per questa disciplina costa pochissimo tempo ed Edoardo è disponibile a viaggiare in tutta Italia per raggiungere tale scopo.

Speriamo che qualcuno dei tanti maestri di tennis presenti domenica voglia tentare e proporsi come maestro di tennis per ciechi.

Ma, la giornata ha visto nel racconto una parte, il momento clou doveva arrivare, infatti, nel pomeriggio tutti hanno avuto modo di provare questa disciplina che si svolge al chiuso.

Dobbiamo ringraziare i gestori del circolo della Virtus che ha messo a disposizione i campi di tennis al coperto.

Edoardo ed i suoi collaboratori hanno prima formato alcuni maestri di tennis bolognesi, poi hanno adattato il campo di tennis per essere accessibile ai ciechi.

Le modifiche sono poche: diventa leggermente più piccolo, le linee vengono rese percettibili con i piedi, la rete viene abbassata di qualche centimetro.

La pallina sonora è in spugna ed ha un ottimo suono, rispetto a quella di tennis è più grande. La racchetta è anch’essa leggermente più grande. Il cieco deve colpire la pallina entro il terzo rimbalzo dopo il quale è punto per l’avversario. Semplice a dirsi difficilissimo a farsi.

Il tennis per ciechi è uno sport che richiede impegno e un tempo lungo per poterlo apprendere e praticare con buoni risultati.

Questo però dev’essere uno stimolo e non un ostacolo: la sua ricchezza, la sua complessità rappresentano una risorsa che rende tale disciplina molto bella ed arricchente per il cieco.

Questo sport ha davanti a sé un futuro radioso, sta a noi contribuire ad un suo sviluppo e diffusione in Italia.



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Cani guida... parliamone. di Irene Balbo



Sabato 10 e domenica 11 ottobre a Bologna, presso la sala Bentivoglio dell’Istituto per ciechi Francesco Cavazza, si sono incontrati per la prima volta i fruitori di cani guida per ciechi, la scuola di addestramento di Selvazzano Padova, la scuola nazionale cani guida di Scandicci, il servizio cani guida dei Lions e il centro regionale Helen keller di Messina oltre all’associazione Blindsight che ha curato un opuscolo in italiano ed in inglese sui cani guida e ovviamente tantissimi cagnoni che sono stati educatissimi e un modello di comportamento.

Sono stati due giorni ricchi e costruttivi, oltre che sereni ed allegri.

Da circa quattordici anni e mezzo esiste in internet un gruppo di discussione in cui tutte le persone interessate agli argomenti che riguardano i cani guida, siano essi fruitori, addestratori, aspiranti puppy walkers o semplici ammiratori dei nostri amici a quattro zampe.

Dagli iscritti alla lista nel tempo è emersa più volte in maniera prepotente la necessità di un colloquio più diretto tra utenti e scuole, la necessità di poter parlare di ciò che non va e di come si pensa si potrebbero risolvere tanti problemi.

Le istanze emerse in quei due giorni sono state espresse anche durante i lavori della commissione cani guida nei giorni del congresso nazionale della nostra associazione e speriamo che la nuova commissione potrà aiutarci a portarle avanti.

Punti importanti sono stati:

la necessità di una migliore comunicazione all’esterno di cosa sia e di quali siano i diritti del cane guida,

la necessità di un colore comune della pettorina o della guida che rendano visibili e riconoscibili i cani guida,

alcune lacune della legge riguardante i cani guida, per esempio connesse al diritto alla presenza dell’animale sul luogo di lavoro o in strutture sanitarie,

l’importanza di estendere i diritti riservati ai cani guida a tutti i cani da assistenza per persone disabili, che si tratti di disabilità motoria, uditiva, cognitiva o di altro genere, l’importanza di un albo di istruttori cinofili esperti nell’addestramento di cani guida che conoscano anche le reali potenzialità e problematiche della mobilità dei disabili visivi,

la necessità di trovare una modalità di finanziamento da parte dello Stato per chi addestra cani guida, in modo che le scuole non debbano dipendere solo da finanziamenti privati o regionali che potrebbero da un giorno all’altro interrompersi, causando gravi problemi non solo alle strutture e ai loro dipendenti, ma soprattutto a chi aspetta un cane guida,

la necessità di aumentare il numero degli addestratori di cani guida presenti sul territorio, in modo da poter seguire più da vicino la persona a cui viene assegnato il cane, soprattutto nel primo periodo di lavoro insieme e da abbreviare le infinite liste d’attesa esistenti oggi,
l’importanza di uno standard di addestramento più uniforme e di alcune competenze di base che siano indispensabile perché un cane guida sia riconosciuto come tale.

Ha partecipato alla nostra riunione anche un’insegnante dell’università di Padova che collabora con un’addestratrice austriaca, anch’essa presente nelle nostre due giornate insieme, che ha raccontato come sia nato e come sia stato elaborato un esame tenuto da una commissione esterna volto all’assegnazione del titolo di cane guida.

Molti altri argomenti sono stati affrontati e alcuni compagni umani di cani guida hanno avuto il coraggio di mettersi in gioco e di raccontare anche le proprie esperienze negative. Ringraziamo loro e le scuole che hanno avuto la forza e il coraggio di mettersi in discussione e di rivalutare alcune modalità di lavoro ormai cristallizzate da anni. Auspichiamo che da questo primo incontro ne scaturiscano altri che abbiano lo scopo di concretizzare le proposte di quei giorni.

Soprattutto ringraziamo anche tutti coloro che sono venuti al nostro incontro da tutte le parti del Paese, sostenendo a totale loro carico tutte le spese di viaggio e soggiorno, dimostrando così quanto sia importante e sentito l’argomento.

ringraziamo in fine i nostri cagnoni che sono stati buonissimi ed educatissimi e che hanno dimostrato, ancora una volta, anche se non ce n’era bisogno, quanto siano speciali e preziosi per noi.

Chi fosse interessato al gruppo di discussione in internet sui cani guida, ad avere ulteriori informazioni o a dare il proprio contributo, può scrivere una mail a skipper2001@gmail.com.



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Karim. Campione senza barriere. di Cristina Romagnoli dal resto del Carlino



Il Resto del Carlino del 01/09/2015.
 Poggio: a dieci anni, non vedente, vince due ori ai nazionali.
 Passione per la canoa e due medaglia d’oro al collo conquistate nel fine settimana. Cos’ha di speciale questo atleta? Karim Gouda è un campioncino, di soli dieci anni, non vedente dalla nascita.

Passione, entusiasmo e determinazione lo hanno fatto arrivare ai Campionati italiani di canoa e paracanoa velocità 500 metri e 200 metri che si sono tenuti lo scorso fine settimana all’Idroscalo di Milano.

Per lui, che ha gareggiato con la casacca del Canoa Club Ferrara, due ori nella paracanoa categoria K1 B1 Giovani su entrambe le distanze.

In acqua è scesa con Karim la sua istruttrice Anna De Lucchi, il cui compito nella competizione è fornirgli le indicazioni circa la direzione da seguire. Questo, infatti, è l’elemento di maggiore difficoltà da affrontare: nel pagaiare deve essere attento a non perdere la corretta traiettoria da seguire, non potendola controllare con i propri occhi. «

Karim ha affrontato questo impegno con qualche preoccupazione in più rispetto al solito - ha confermato mamma Lorenza Beltrami, che con papà Habib Gouda sono i suoi primi tifosi -. Infatti, doveva essere particolarmente concentrato per non uscire con la punta della canoa dalla corsia definita dalle boe.

Riuscire a fare questo è di per sé una grande vittoria». Sono pochissimi, due soltanto in regione con lo stesso Karim (che è anche il più giovane) i canoisti agonisti non vedenti.

Per capire la complessità del loro gesto atletico si provi a sedere su una canoa ad occhi chiusi, come ci aveva suggerito la prima istruttrice dell’atleta poggese, Giorgia Minzoni. «

Karim dice di essere intenzionato ad arrivare alle Paralimpiadi - riferisce mamma Lorenza -. Gli piace molto frequentare l’ambiente delle gare, dove abbiamo trovato un’atmosfera di grande energia positiva. E, ciò che più conta, è che si sente felice: in canoa, quando pagaia in un elemento sconfinato come l’acqua, prova una sensazione di libertà».

Non resta, dunque, che continuare a fare il tifo p er questo piccolo campioncino che, in futuro, potrebbe portare il nome italiano in giro per l’Europa e per il mondo.




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Intervista a Felice Tagliaferri. L'arte mi ha cambiato la vita. di Marzia Santella da Italia magazine



ItaliaMagazine del 25/06/2015.
 Intervista a Felice Tagliaferri: “L’arte mi ha cambiato la vita” 
 Sembra impossibile poter fare a meno della vista in questa era iper moderna in cui gli occhi ci sono indispensabili per l’utilizzo dei dispositivi elettronici dallo smartphone ai computer, dai video giochi alla semplice vita quotidiana.

Questa è un’intervista ad un artista straordinario, Felice Tagliaferri: scultore e primo docente al mondo, non vedente di arti plastiche.

Felice Tagliaferri, rimasto cieco a soli 14 anni, ha incontrato l’arte e l’ha resa la parte fondamentale della sua esistenza perché come egli stesso dice: “Nella vita uno deve soprattutto provare piacere. Emana gioia di vivere ed una propensione speciale verso il prossimo: il suo mondo è fatto di contatto con le persone, dritto al cuore con chiunque si trovi davanti dai capi di stato al Papa.

Con la scultura ha scoperto di poter dare forma ai suoi sogni e non può più smettere.

Le sue opere, come il Cristo ri Velato creato per “dispetto per non aver potuto toccare l’ope ra originale di Sammartino a Napoli, parlano del suo immenso talento, della sua fervida immaginazione, della sua capacità di creare con il marmo, ma non solo, linee classiche e perfette, parlano del suo impegno perchè l’arte sia accessibile a tutti.
 Ci racconta la sua storia?
 “Io sono foggiano d’origine e bolognese d’adozione. Ho perso la vista a 14 anni e per due anni non sono voluto uscire di casa, poi però gli amici mi hanno riportato a vivere. Qualche anno dopo ho risposto ad un annuncio dove un docente d’arte, Nicola Zamboni, cercava ragazzi non vedenti per appurare se la vista fosse necessaria al fine della creazione artistica.

Quando ebbe la sua risposta, io chiesi di poter proseguire quel percorso artistico perché avevo scoperto di amare la scultura. In seguito sono stato uno dei protagonisti del libro di Candido Cannavò: “E li chiamano disabili pubblicato nel 2005, rendendomi popolare.

Sono stato contattato dal Museo Tattile Statale Omero di Ancona, dove sono esposte permanentemente alcune mie opere, e con cui collaboro assiduamente essendo docente di arti plastiche a Sala Bolognese nella Chiesa dell’Arte.

Insegno l’arte perché per me è importante dare ad altri la stessa opportunità che ho ricevuto io. In questi anni ho par tecipato a molti convegni ed ho tenuto tantissimi laboratori con ragazzi non vedenti e con disabilità. Sono andato nelle scuole ed ho riscontrato quanto sia liberatorio creare.

Io ritengo che ciò che è importante sia motivare le persone ad ascoltarti, a provare. Siamo semplici e uguali in tutto il mondo si tratta di creare una comunicazione cardiaca: da cuore a cuore, anche scambiandosi le coccole sul pavimento, a prescindere da tutto. Ho riscontrato che spesso le persone che hanno dei problemi quando ricevono la possibilità di esprimersi sono i più bravi. 
 La vicenda della nascita della sua opera Cristo RiVelato evidenzia la sua posizione di protesta verso i musei italiani. Alcuni stanno correndo ai ripari creando percorsi tattili, cosa ne pensa?
 Si successe nel 2008 quando, nella basilica di San Severo a Napoli mi fu vietato di poter toccare il Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino, realizzato nel 1753. Quella circostanza ha provocato la volontà di creare un mio Cristo velato. Volevo che la mia scultura si potesse toccare così da ovviare l’impossibilità di toccare l’originale, perché precludere il tocco per i non vedenti preclude la conoscenza. La mia opera ha assunto così un doppio significato: velato per la seconda volta e svelato per i non vedenti, ed ha dimostrato, in questi anni in cui è stato toccato in numerose esposizioni, che un blocco di pietra non può rovinarsi a causa dello sfioramento.
 Ritengo che i percorsi tattili rappresentino un piccolo passo verso una società di diritto per tutti resta però un veto alla cultura per le persone con disabilità visive: di fatto i non vedenti possono conoscere solo ciò che i curatori vogliono che conoscano. Si tratta di un filtro, una discriminazione che non è accettabile. Io anche se non vedente dovrei poter toccare tutto per avere le stesse opportunità degli altri.

Sto lottando, con il Museo Tattile Omero, perché questo possa avvenire.
 Nel 2014 è stato protagonista del film di Silvio Soldini e Giorgio Guarini: “Un albero indiano, un esperienza nuova, che impressioni le ha lasciato?
 Si sono andato in India, mi è piaciuta l’umanità, l’umiltà e gentilezza di questa terra, viverci però è complicato. Il film è un progetto di CBM Italia Onlus, organizzazione non governativa internazionale impegnata nella lotta alle forme evitabili di cecità e disabilità nei Paesi del sud del mondo. Con questo film CBM ha voluto raccontare l’altra faccia della disabilità affidando il messaggio alla mia voce in quanto sono loro ambasciatore da diversi anni. Lì ho avviato un laboratorio di lavorazione della creta, nella Bethany School, scuola inclusiva sostenuta da CBM dove bambini con disabilità studiano con in classi miste con normodotati.

Ora il laboratorio è divenuto permanente per tutti gli studenti. Per me è stata un’esperienza bellissima, lì potevo comunicare con tutti semplicemente attraverso l’arte, senza conoscere la loro lingua e si è creato un rapporto bellissimo che si avverte subito nel film.
 Le chiediamo quali sono i suoi prossimi impegni?
 Si è conclusa il 22 giugno a Genova l’esposizione del Cristo RiVelato: l’evento è stato realizzato in collaborazione con Il David di Chiossone onlus e l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus, le cui visite guidate sono state curate da Lidia Schichter che collabora con me per raggiungere una cultura più inclusiva.

Dal 22 di giugno le mie opere sono esposte a nel Golf Club di Rapallo. Sono stato presente anche nell’esposizione collaterale ad EXPO Milano a Palazzo Calderara di Vanzago.

A fine mese incontrerò Papa Francesco a Roma.

Da settembre sarò docente della Scuola Art -In Counselling di Cinzia Lissi a Bertinoro (FC) e, ad ottobre curerò un laboratorio presso i Musei Vaticani. 
 È incessante l’attività di Felice Tagliaferri accompagnato dal suo inseparabile cane Tobia ed una famiglia che lo adora. Un artista che dosa ingredienti segreti di una pozione: il suo talento, la sua passione per l’arte figurativa, la sua capacità di plasmare, con le sue mani, i materiali più duri, la sua simpatia contagiosa, i discorsi diretti senza fronzoli. Un artista che sa trasportare nella sua dimensione fatta di luce, di vibrazioni, di colori sulla pelle e di sentimenti profondi. Parlando con lui si giunge al punto di dimenticare le disabilità, al punto da dimenticare di essere “normodotati, se questo può avere ancora un significato. Felice Tagliaferri insegna che che ciò che occorre, talvolta, è una diversa prospettiva e tutto assume un significato diverso, magari serve solo una comunicazione cardiaca. 




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Detrazioni, deduzioni e aliquota IVA 2015. A Cura della redazione



L’Agenzia delle Entrate comunica: detrazioni, deduzioni e aliquota IVA agevolata.

Numerose sono le agevolazioni fiscali previste per le persone con disabilita e per i loro familiari.

Tra le altre, detrazioni per lacquisto di veicoli, per gli addetti allassistenza personale, per leliminazione delle barriere architettoniche, per lacquisto di strumentazione tecnica e informativa, ecc... 

Per i ciechi, inoltre, in specifico, vanno ricordate le detrazioni per lacquisto e il mantenimento del Cane Guida e lapplicazione dellIVA agevolata al 4 per cento sui prodotti editoriali.

L’Agenzia delle Entrate ha realizzato unutile guida alle agevolazioni fiscali per le persone con disabilita, aggiornata ora allaprile 2015.

Chi fosse interessato a ricevere la guida può richiederla in sezione al numero 051 58 01 02.



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Decreti attuativi jobs act. Norme di interesse 2015. a cura della redazione



Tra gli schemi di Decreto Legislativo attuativi della Legge 10 dicembre 2014, n. 183 (c.d. Jobs Act) che il Governo ha approvato vi sono norme che riguardano direttamente l’attivita’ associativa dell’Unione.

In particolare, l’Atto n. 176 (intitolato: “Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunita’”), attualmente all’esame delle competenti Commissioni di Camera e Senato per il parere di rito, contiene disposizioni concernenti la disciplina del collocamento obbligatorio in generale e dei lavoratori non vedenti in particolare.

In primo luogo, viene prevista l’emanazione di nuove linee guida in materia di collocamento mirato delle persone con disabilita’ con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Il Decreto prevede, poi, specifiche modifiche alla legge 12 marzo 1999, n. 68, che si possono riassumere come segue.

L’articolo 3, comma 2, e’ soppresso con effetto dal 1° gennaio 2017. Pertanto, anche per le aziende da 15 a 35 dipendenti, l’obbligo di assunzione si applichera’ anche se non vi siano nuove assunzioni.

All’articolo 4 e’ inserito un comma 3-bis che prevede che i lavoratori, gia’ in condizione di disabilita’ prima della costituzione del rapporto di lavoro, anche se non assunti tramite il collocamento obbligatorio, sono computati nella quota di riserva nel caso in cui abbiano una riduzione della capacita’ lavorativa superiore al 60 percento o minorazioni ascritte dalla prima alla sesta categoria di cui alle tabelle annesse al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra, o con disabilita’ intellettiva e psichica, con riduzione della capacita’ lavorativa superiore al 45 percento.

All’art. 5 vengono riviste le procedure di esonero e autocertificazione per i datori di lavoro privati e gli enti pubblici economici che occupano addetti impegnati in lavorazioni che comportano il pagamento di un tasso di premio ai fini INAIL pari o superiore al 60 per mille. Gli stessi datori di lavoro, per quanto concerne i medesimi addetti, saranno tenuti a versare al Fondo per il diritto al lavoro delle persone con disabilita’ un contributo esonerativo pari a 30,64 euro per ogni giorno lavorativo per ciascun lavoratore con disabilita’ non occupato.

Viene, poi, inserito un nuovo comma 8-ter che consente ai datori di lavoro pubblici di assumere in una unita’ produttiva un numero di lavoratori aventi diritto al collocamento obbligatorio superiore a quello prescritto, portando le eccedenze a compenso del minor numero di lavoratori assunti in altre unita’ produttive della medesima regione. I datori di lavoro pubblici che si avvalgono di tale facolta’ dovranno trasmettere in via telematica a ciascuno degli uffici competenti il prospetto telematico previsto dalla legge.

All’articolo 7 (sulle modalita’ di assunzione) sono apportate alcune modificazioni, che prevedono:

a) che i datori di lavoro privati e gli enti pubblici economici possono assumere i lavoratori mediante richiesta nominativa di avviamento agli uffici competenti o mediante la stipula delle convenzioni. La richiesta nominativa puo’ essere preceduta dalla richiesta agli uffici competenti di effettuare la preselezione delle persone con disabilita’ che aderiscono alla specifica occasione di lavoro, sulla base delle qualifiche e secondo le modalita’ concordate dagli uffici con il datore di lavoro;

b) che i datori di lavoro privati e gli enti pubblici economici possono altresi’ procedere all’assunzione diretta dei lavoratori con disabilita’ piu’ gravi entro sessanta giorni dalla data in cui insorge l’obbligo., avendo diritto agli incentivi gia’ previsti; nel caso di mancata assunzione, gli uffici competenti avviano i lavoratori secondo l’ordine di graduatoria per la qualifica richiesta o altra specificamente concordata con il datore di lavoro sulla base delle qualifiche disponibili. Gli uffici possono procedere anche previa chiamata con avviso pubblico e con graduatoria limitata a coloro che aderiscono alla specifica occasione di lavoro.

All’articolo 8 (elenchi e graduatorie) gli “uffici competenti” sono sostituiti dai “servizi per il collocamento mirato nel cui ambito territoriale si trova la residenza dell’interessato” ed e’ anche previsto che la persona con disabilita’ puo’, comunque, iscriversi nell’elenco di altro servizio sul territorio nazionale, previa cancellazione dall’elenco in cui era precedentemente iscritto.

Al fine di razionalizzare la raccolta sistematica dei dati disponibili sul collocamento mirato, all’art. 9 e’ inserito un comma 6-bis che prevede che nella Banca dati delle politiche attive e passive presente presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali sia istituita una specifica sezione denominata “Banca dati del collocamento mirato” deputata a raccogliere le informazioni concernenti i datori di lavoro pubblici e privati obbligati e i lavoratori interessati. I datori di lavoro dovranno trasmettere alla Banca dati i prospetti informativi previsti dalle norme vigenti e le informazioni circa gli accomodamenti ragionevoli adottati. Gli uffici competenti comunicheranno le informazioni relative alle sospensioni, agli esoneri autorizzati e alle convenzioni attuate, nonche’ le informazioni sui soggetti iscritti negli elenchi del collocamento obbligatorio, le schede personali con le capacita’ lavorative e gli avviamenti effettuati.

Anche l’INPS e l’INAIL dovranno alimentare la Banca dati con le informazioni in loro possesso relative agli incentivi di cui beneficia il datore di lavoro e agli interventi in materia di reinserimento e di integrazione lavorativa delle persone con disabilita’ da lavoro. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano alimenteranno la Banca dati con le informazioni relative agli incentivi e alle agevolazioni in materia di collocamento delle persone con disabilita’ erogate sulla base di disposizioni regionali. Reciprocamente, le informazioni della Banca dati del collocamento mirato saranno rese disponibili a tutti gli enti pubblici responsabili del collocamento mirato con riferimento al proprio ambito territoriale di competenza, nonche’ all’INAIL ai fini della realizzazione dei progetti personalizzati in materia di reinserimento e di integrazione lavorativa delle persone con disabilita’ da lavoro.

Le modalita’ attuative saranno definite con successivo decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentito, fra l’altro, il Garante per la protezione dei dati personali.

All’articolo 13, sugli incentivi alle assunzioni, il comma 1 e’ sostituito da tre commi che prevedono, nel rispetto dell’articolo 33 del Regolamento CE (65112014), che ai datori di lavoro sia concesso a domanda un incentivo per un periodo di 36 mesi:

a) nella misura del 70 percento della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali, per ogni lavoratore con disabilita’, assunto con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, che abbia una riduzione della capacita’ lavorativa superiore al 79 percento o minorazioni ascritte dalla prima alla terza categoria di cui alle tabelle annesse al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra;

b) nella misura del 35 percento della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali, per ogni lavoratore disabile, assunto con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, che abbia una riduzione della capacita’ lavorativa compresa tra il 67 percento e il 79 percento o minorazioni ascritte dalla quarta alla sesta categoria di cui alle tabelle citate.

L’incentivo in parola e’ altresi’ concesso, nella misura del 70 percento della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali, per ogni lavoratore con disabilita’ intellettiva o psichica che comporti una riduzione della capacita’ lavorativa superiore al 45 percento, per un periodo di 60 mesi, in caso di assunzione a tempo indeterminato o di assunzione a tempo determinato di durata non inferiore a dodici mesi e per tutta la durata del contratto.

Lo stesso articolo descrive nel dettaglio la nuova procedura di concessione affidata all’INPS in via esclusivamente telematica.

Nel testo del medesimo articolo viene confermato che le agevolazioni predette sono destinate anche ai datori di lavoro che, pur non essendo obbligati, procedono all’assunzione di lavoratori con disabilita’ e ne fanno domanda con le modalita’ descritte.

Viene anche prevista la possibilita’ di finanziare sperimentazioni di inclusione lavorativa delle persone con disabilita’ da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Le risorse sono attribuite per il tramite delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano sulla base di linee guida adottate dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Si prevede, inoltre, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, la definizione dell’ammontare delle risorse del Fondo che vengono trasferite all’INPS a decorrere dal 2016 e rese disponibili per la corresponsione dell’incentivo al datore di lavoro di cui ai commi precedenti.

Con il medesimo decreto sara’ stabilito l’ammontare delle risorse attribuite al Ministero del lavoro e delle politiche sociali per le finalita’ di sperimentazione.

Il decreto verra’ aggiornato annualmente al fine di attribuire le risorse che affluiscono al Fondo per il versamento dei contributi previsti dalla legge.

Gli incentivi descritti si applicano alle assunzioni effettuate a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo all’entrata in vigore del decreto legislativo.

All’articolo 9, in materia di richieste di avviamento, si prevede che, in caso di impossibilita’ di avviare lavoratori con la qualifica richiesta, o con altra concordata con il datore di lavoro, gli uffici competenti avvieranno lavoratori di qualifiche simili, secondo l’ordine di graduatoria e previo addestramento o tirocinio. Inoltre, i medesimi uffici competenti potranno determinare procedure e modalita’ di avviamento mediante chiamata con avviso pubblico e con graduatoria limitata a coloro che aderiscono alla specifica occasione di lavoro.

La chiamata per avviso pubblico potra’ essere definita anche per singoli ambiti territoriali e per specifici settori.

Nell’ambito dell’art. 14, sul Fondo regionale per l’occupazione delle persone con disabilita’, viene stabilito che le risorse saranno destinate anche all’erogazione di contributi per il rimborso forfetario parziale delle spese necessarie all’adozione di accomodamenti ragionevoli in favore dei lavoratori con riduzione della capacita’ lavorativa superiore al 50 percento, incluso l’apprestamento di tecnologie di telelavoro o la rimozione delle barriere architettoniche che limitano in qualsiasi modo l’integrazione lavorativa della persona con disabilita’, nonche’ per istituire il responsabile dell’inserimento lavorativo nei luoghi di lavoro.

Il medesimo Decreto Legislativo prevede, poi, anche rilevanti modifiche alla normativa sui centralinisti telefonici.

Infatti, viene modificato l’art. 6, comma 7, della legge 29 marzo 1985, n. 113, prevedendo che i privi della vista abilitati in stato di disoccupazione si iscrivano nell’apposito elenco tenuto dal servizio competente nel cui ambito territoriale si trova la residenza dell’interessato.

Il servizio avra’ il compito di verificare il possesso dell’abilitazione e la condizione di privo della vista e rilascera’ apposita certificazione.

L’interessato avra’ comunque facolta’ di iscriversi anche in un secondo elenco sul territorio nazionale.

Le persone oggi iscritte in piu’ di un elenco oltre a quello del territorio di residenza, entro trentasei mesi dall’entrata in vigore della presente disposizione, dovranno scegliere l’elenco presso il quale mantenere l’iscrizione.

Rimaniamo comunque in attesa di ulteriori specificazioni e articolazioni sull’intera materia, ancora soggetta all’emanazione di provvedimenti e disposizioni.



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Iscrizione dei fisioterapisti non vedenti all'albo professionale nazionale dei terapisti della riabilitazione non vedenti. A cura della redazione



Iscrizione dei fisioterapisti all’Albo professionale nazionale dei terapisti della riabilitazione non vedenti. Circolare direttoriale 24 giugno 2015, n. 21.

Con soddisfazione e sollievo, comunichiamo che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha finalmente accolto le nostre richieste ed ha chiarito, in modo definitivo (cfr. ns. circolare 12 dicembre 2012, n. 317), che e’ ammessa l’iscrizione dei fisioterapisti non vedenti all’Albo professionale nazionale dei terapisti della riabilitazione non vedenti. L’argomento merita un breve approfondimento.

L’art. 4 della legge 11 gennaio 1994, n. 29, fa obbligo: - ai datori di lavoro pubblici, di assumere, per ciascun presidio ospedaliero e ambulatorio nel quale si svolgano attivita’ riabilitative, almeno un terapista della riabilitazione non vedente iscritto allo speciale Albo professionale; - e agli istituti, alle case di cura ed ai centri privati nei quali si svolgano attivita’ riabilitative, che abbiano alle loro dipendenze piu’ di trentacinque lavoratori, di assumere almeno un terapista della riabilitazione non vedente iscritto al predetto Albo. E’ chiaro, dunque, che le opportunita’ di inserimento lavorativo, che vengono dall’essere iscritti all’Albo professionale nazionale dei terapisti della riabilitazione non vedenti, sono maggiori di quelle che derivano dall’iscrizione agli elenchi, a graduatoria unica, di cui all’art. 8 della legge 12 marzo 1999, n. 68, aperti, com’e’ noto, alle persone con minorazioni fisiche, psichiche, sensoriali o intellettive che comportino una riduzione della capacita’ lavorativa superiore al 45 per cento, alle persone invalide del lavoro con un grado di invalidita’ superiore al 33 per cento, nonche’ alle persone invalide di guerra, invalide civili di guerra e invalide per servizio. La categoria dei terapisti della riabilitazione e’, pero’, al pari di quella dei massofisioterapisti, una categoria ad esaurimento. A seguito, infatti, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, di riordino delle norme in materia di tutela del diritto alla salute e di organizzazione del Servizio sanitario nazionale, le due figure professionali sono entrambe confluite, ai sensi della legge 26 febbraio 1999, n. 42, e del decreto ministeriale 27 luglio 2000, in quella, individuata con decreto ministeriale 14 settembre 1994, n. 741, del fisioterapista. A lungo e con insistenza, abbiamo chiesto agli Organi parlamentari, alle Autorita’ di governo e agli Uffici centrali del Ministero di riconoscere che le tutele disposte in favore dei terapisti della riabilitazione non vedenti operano anche nei confronti dei fisioterapisti non vedenti. Finalmente, il Direttore Generale per l’inclusione e le politiche sociali, Raffaele Tangorra, ha rilasciato il richiesto chiarimento. Con circolare direttoriale 24 giugno 2015, n. 21, che alleghiamo in originale non editabile e in doc, e’ formalmente stabilito che: «essendo confluita la figura professionale del terapista della riabilitazione in quella del fisioterapista, potranno essere iscritti nell’Albo professionale nazionale di cui alla legge 11 gennaio 1994, n. 29 i fisioterapisti non vedenti che ne facciano richiesta e precisamente sia i fisioterapisti non vedenti che hanno conseguito il diploma di laurea sia i terapisti della riabilitazione non vedenti, purche’ abbiano conseguito il relativo titolo prima dell’entrata in vigore della legge 26 febbraio 1999, n. 42». Il provvedimento rendera’ piu’ semplice ai nostri fisioterapisti la ricerca di lavoro, che oggi, purtroppo, e’ particolarmente ardua.

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Etichette. Arrivano quelle per non vedenti. da Il Tirreno



Anche i non vedenti potranno “leggere” d’ora in poi le etichette

Il Tirreno del 27/10/2015.

PISA. Per le persone ipovedenti o non vedenti le etichette, che si esprimono con testo e con immagini, non bastano a garantire il diritto ad essere informati sulle caratteristiche degli alimenti in vendita, con particolare riferimento agli scaffali della grande distribuzione. Da questa considerazione e, più in generale, dal desiderio di migliorare la qualità della vita, l’Istituto Dirpolis (Diritto, Politica, Sviluppo) della Scuola Superiore Sant’Anna ha avviato il progetto che porterà allo sviluppo di un prototipo di etichettatura alimentare accessibile alle persone ipovedenti o che hanno perso del tutto l’uso della vista.

Questo progetto nasce su proposta di un gruppo di giovani ricercatori, studiosi dei temi legati al diritto agrario, alimentare e ambientale - composto da Margherita Brunori, Silvia Rolandi, Andrea Saba, con il coordinamento di Mariagrazia Alabrese come responsabile del progetto - con la collaborazione di Elena Vivaldi, ricercatrice di Diritto costituzionale esperta in materia di diritti delle persone disabili. La ricerca vuole arrivare a una sintesi tra un livello di informazione più immediato, basato su un sistema tattile, e uno più approfondito, veicolato da un supporto tecnologico, sviluppato dal gruppo di ricerca del professor Antonio Frisoli, all’interno del Laboratorio di Robotica Percettiva dell’Istituto TeCip (Tecnologia della Comunicaziome, dell’Informazione, della Percezione) della Scuola Superiore Sant’Anna.

Per l’interesse sociale che lo caratterizza, il progetto è stato selezionato tra quelli che la Scuola Superiore Sant’Anna ha ammesso a beneficiare dei proventi della campagna 5x10 00. In un mercato “muto”, com’è quello attuale della grande distribuzione organizzata, la fornitura di informazioni sugli alimenti avviene in via esclusiva attraverso le etichette, la cui elaborazione è fondamentale per consentirne la comprensione e per garantire scelte consapevoli, che peraltro condizionano la dieta in termini di apporti nutritivi ed equilibrio nutrizionale e che possono essere influenzate, tra l’altro, da considerazioni di natura sanitaria, ambientale, sociale, etica e religiosa.

Tutte queste importanti funzioni che “passano” attraverso le etichette non possono raggiungere le persone con disabilità visive, alle quali non è garantito il diritto di accesso alle informazioni per essere supportate nel compiere scelte consapevoli. Anche una data di scadenza può non essere rilevata con facilità e con rapidità.

La sfida tecnologica sarà garantire la “percezione” di queste informazioni “domestiche” in maniera agevole.

La fase preliminare de l progetto si è ormai conclusa e ha compreso interviste, focus group, questionari sugli utenti, grazie anche alla collaborazione garantita, a livello nazionale e regionale toscano, da associazioni come l’Unione italiana ciechi. Appena saranno disponibili finanziamenti ulteriori, giuristi e ingegneri, andranno avanti nello sviluppo dei supporti tecnologici.

L’intenzione del gruppo di ricerca è sviluppare soluzioni che non incidano sul prezzo finale dei prodotti e che non impongano l’utilizzo di ulteriori imballaggi.



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Cellule staminali. Di Mario Stirpe. da il tempo



Cellule staminali potenti alleate della vista.

Il Tempo del 10/10/2015.

Lotta a malattie rare e retinopatia diabetica per garantire autonomia a chi rischia la cecità,

Il primo Congresso della Fondazione Bietti si è svolto a Roma nel 1980. Era volto a presentare i risultati e a diffondere in Europa una nuova tecnica chirurgica «la vitrectomia» nata dagli studi del gruppo riunito in Miami attorno a Robert Machmer ideatore della tecnica; gruppo del quale facevo parte. In effetti l’ultima parte del XX secolo ha registrato in oftalmologia un impegno importante volto al miglioramento e alla creazione di nuove tecniche chirurgiche. Il titolo del IX Congresso, sostenuto dalla Fondazione Roma partner del Irrcs, sintetizza il programma dei temi svolti «New diagnostic and therapeutic frontiers in ophthalmology» dove la ricerca farmacologica e quella tecnologica hanno dimostrato di aver preso campo offrendo nuove prospettive di cura rivolte a malattie finora ritenute incurabili. Le biotecnologie sviluppate nel corso dell’ultimo decennio in oftalmologia stanno avendo un impatto considerevole sulla vita di milioni di persone. Le nuove terapie h anno cambiato le prognosi di numerose malattie, sia frequenti come la degenerazione maculare legata all’età e il glaucoma, o rare, come le distrofie retiniche ereditarie. L’uso clinico di nuovi biomarcatori basati sulla tecnologia a ottica adattiva per la diagnosi ultra-precoce delle patologie retiniche rappresenterà nei prossimi anni uno dei mezzi più efficaci per prevenire la perdita di vista derivante dalle patologie più aggressive, tra le quali la retinopatia diabetica. L’uso delle nuove terapie basate sulle cellule staminali e sulla terapia genica sta dimostrando i primi successi terapeutici per il trattamento di gravi patologie oculari, come il deficit di cellule staminali limbari e le distrofie retiniche. Più che mai tuttavia in questi ultimi anni la ricerca in campo medico e in particolare in quello oftalmologico e divenuta quasi esclusivamente traslazionale in rapporto alla restrizione dei fondi usufruibili. Maggiormente che in passato vengono prese in co nsiderazione le malattie rare verso le quali si apre una speranza di cura. Rimane tuttavia più attivo l’interesse verso le patologie che rappresentano le maggiori cause di ipovisione o cecità nei Paesi occidentali: la degenerazione maculare legata all’età per la quale esistono oggi terapie efficaci per rallentare la forma più aggressiva «essudativa» e con qualche iniziale prospettiva anche per ciò che concerne la forma atrofica; il glaucoma nemico cosiddetto «silenzioso» della vista in rapporto a una progressione a lungo priva di sintomatologia soggettiva e la retinopatia diabetica che rimane la principale causa di cecità in Italia e nei Paesi industrializzati. Senza cedere a eccessivi trionfalismi è possibile affermare che il progresso nella cura e lo stimolo alla prevenzione permettono oggi di poter conservare nei soggetti affetti da queste forme una visione che quanto meno li rende autonomi.

Mario Stirpe, * Presidente IrccsFondazione G.B. BiettiPresidenteIX International Meeting«New Diagnosticand therapeutic frontiersin Ophthalmology»



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I vostri Viaggi. Cornovaglia. Inghilterra. Di Nerina Viozzi



Questo viaggio si è svolto in pulman, partendo da Milano l’otto agosto e rientrandovi il 16.

I primi due giorni sono stati di trasferimento veloce, con sosta per dormire a Charleroy in Belgio e Swindon in Inghilterra, dopo aver attraversato la Manica da Calais a Dover con il traghetto. Dover dalle alte e bianche scogliere a picco sul mare.

a Dover, dove si è fatta la sosta per il pranzo, alcuni di noi hanno preferito visitare il piccolo museo cittadino il cui reperto più interessante è il resto di una nave considerata la più antica del mondo.

A Dover c’è anche un importante castello, che sovrasta il paese, ma da noi non visitato.

Il giorno successivo subito a Bath, città di origine romane, deve il suo nome alle sorgenti di acque termali, la costruzione dell’attuale centro storico e delle moderne terme sopra i resti di quelle romane, avvenne nel diciottesimo secolo in stile giorgiano.

L’abbazia , originariamente cattedrale normanna, fu ricostruita nel diciassettesimo secolo in stile gotico.

La cosa più importante di questa città sono i consistenti resti delle terme romane, nel centro della città, la cui storia è particolare, rispetto agli altri centri termali romani, perchè queste erano anche un luogo di pellegrinaggio religioso.

Proseguimento per le rovine della grande abbazia di Glastonbury: un complesso monastico medioevale, sorto su un originale monastero del settimo secolo,era considerata la culla della cristianità inglese fino al 1539, quando venne soppressa da Enrico ottavo al momento dello scisma dalla chiesa di Roma, insieme ad altri monasteri cattolici, incamerandone tutte le ricchezze.

In questa abbazia storia e leggenda convivono, vi furono sepolti gli antichi re sassoni che regnarono dopo i romani ed il leggendario re Artù e sua moglie Ginevra

Tappa successiva a Wells, la più piccola città e sede vescovile d’Inghilterra, la sua bellissima cattedrale, fu eretta in stile gotico primitivo inglese tra il 1180 ed il 1490.

Presenta una facciata decorata con oltre 300 statue. Gli interni sono caratterizzati da enormi archi a forbice risalenti al 1338–1348. All’interno si trova, tra l’altro, un orologio astronomico copernicano.

Attigui alla cattedrale il chiostro ed il palazzo del vescovo dello stesso periodo.

In serata arrivo e pernottamento a Newquay.

Mattinata successiva dedicata alla visita di Saint Michael’s Mount, (monte San Michele), piccolo isolotto di fronte alla costa, simile a Mont Saint Michel della Normandia, essendo bassa marea la raggiungiamo a piedi mentre il ritorno, per l’alta marea, lo facciamo in barca.

Originariamente era una abbazia benedettina fondata dai monaci provenienti da Mon Saint Michel di Normandia, poi sostituita, nel corso del sedicesimo secolo, dalla fortezza che tutt’ora si può ammirare. Ora è residenza privata ma in parte visitabile.

Proseguimento, quindi, per Land’s End (fine della terra), celebre per essere il punto più a ovest della gran Bretagna. da qui splendido panorama sulle alte falesie della costa e sull’oceano.

Sulla punta estrema del promontorio c’è una costruzione su cui è scritto “questa e la prima e l’ultima casa dell’Inghilterra:” prima per chi viene dal mare ed ultima per chi lascia la terra verso il mare.

Ultima tappa della giornata Saint’ Ives , pittoresco villaggio di artisti e pescatori con splendide spiagge di sabbia dorata.

Ritorno in hotel a Newquay per il pernottamento.

Il giorno successivo in mattinata a Tintagell, luogo fortemente legato alle leggende del re Artù e della tavola rotonda.

In un alto promontorio, con splendido panorama sull’oceano e sulle falesie a picco sul mare, si trovano i resti di un maestoso castello in cui, secondo la leggenda, nacque il re Artù. Nel paese sosta pranzo e noi, come al solito, in una panetteria abbiamo mangiato dolci di produzione locale. Da qui nel pomeriggio visita di due splendidi paesini sul mare di artisti e pescatori: Looe e Polperro.

Trasferimento quindi ad Exeter per il pernottamento.

Anche qui splendida cattedrale in stile gotico del tredicesimo secolo e Cathedral Close, cioè cerchia della cattedrale, che oltre alla cattedrale, abitazioni meiovela ed altro, include anche la storica locanda frequentata ai suoi tempi, dal celebre pirata Francis Drake.

Nel complesso della cattedrale, come in altre chiese anglicane, c’è uno spazio riservato alla sosta: caffè, ristorante e servizi igienici.

Proseguimento per Salìsbury, famosa per la sua bellissima cattedrale, la più alta del regno unito, edificata nel tredicesimo secolo in stile gotico primitivo.

Bella sala capitolare dove è conservata ed esposta una copia della storica magna carta, che Giovanni senza terra fu costretto a conceder e nel 1215 in seguito alla rivolta dei baroni.

La cattedrale ospita anche un antichissimo orologio meccanico. Nel pomeriggio visita, con audio guida, al sito archeologico neolitico di Stonehenge, costituito da un insieme circolare di grosse pietre erette, conosciute come megaliti.

Struttura dal significato ed uso misteriosi, forse luogo di culto odi sepolture odi osservazioni astronomiche.

In serata trasferimento a Londra.

Il giorno successivo dedicato a Londra, giro panoramico per la città con guida, per vedere tutto ma di fatto ben poco.

Una piccola confusione però l’abbiamo eliminata, in piazza Trafalgar square .

Nel centro della piazza su un’alta colonna, c’è il monumento all’ammiraglio Nelson mentre la sua tomba è nella cattedrale di san paolo, che non è in questa piazza come credevamo.

Nel viaggio di ritorno sosta a Metz in Francia .

Metz cittadina della Lorena, si trova sulla Mosella, è di origine preromana. Essendo città di frontiera è stata contesa nel tempo tra Francia e Germania, comunque sempre Importante nel corso della storia di cui ne rimangono segni evidenti. Visita del centro storico: piazza quarteau, piazza del mercato, piazza san luigi e cattedrale di santo Stefano, in stile gotico, tra le più belle in Europa con importanti vetrate antiche e moderne,

Cinta muraria del diciassettesimo secolo progettata dall’architetto militare francese Vauban. A Metz venne emanata nel 1356 la cosiddetta” bolla d’oro”, editto emesso dalla dieta imperiale che stabilì la natura elettiva della carica imperiale, ponendo fine all’influenza del papa sulla scelta dell’imperatore del sacro romano impero.

Tranquillo rientro a Milano.



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Le vostre recensioni. Di Nerina Viozzi



Dopo il mio viaggio in Cornovaglia ed Inghilterra del sud dove ho riscontrato le conseguenze di governo da parte di Enrico ottavo, re dal 1509 al1547,ho voluto rileggere due libri su questo re. Mino Milani “Enrico ottavo e le sue sei mogli”, Carolly Erikson "il grande Enrico - vita di Enrico ottavo re d’Inghilterra”, edizione Mondadori 1992.

Entrambi i libri raccontano di Enrico ottavo, ma la scrittura del primo lo rende adatto anche per ragazzi a partire dalla scuola media. Recensisco solo il secondo, quello di Carolly Erikson.

Enrico ottavo era un re bello ed affascinante, colto ed amante delle arti che sembrava impersonare la figura per eccellenza del principe rinascimentale, cavalleresco, dinamico e crudele.

Fu denominato difensore della fede ma sfidò il papa e provocò lo scisma d’Inghilterra.

Sposò sei mogli facendone giustiziare due, fu amato e temuto come pochi altri sovrani nella storia.

Divenne erede al trono alla morte del fratello Arturo di cui sposò la vedova Caterina d’Aragona.

Dopo anni di matrimonio senza che l’atteso figlio maschio nascesse abbandonò la moglie Caterina divorziando epassando anuove nozze con Anna Bolena, matrimonio che causò la rottura col papa e anche l’inizio della serie delle mogli.

Dopo il primo decennio di regno cominciarono ad emergere i tratti oscuri del suo carattere.

Gradualmente il re si trasformò da una figura affascinante e luminosa in un sanguinario tiranno verso tutti.

l’autrice Carolly Erikson, attingendo a documenti storici, propone la figura di un sovrano ricco di sfaccettature emette in luce le cause della sua fatale metamorfosi.

Ne risulta un racconto brillante, pieno di svolte ed imprevisti, un affresco dove si incrociano amore, bugie e morte



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Come viviamo la nostra città. Manifattura delle arti. Di Nerina Viozzi



Come vivo la mia città, Manifattura Delle Arti.

E’ un nome molto originale per indicare uno spazio ampio con diverse attività socio culturali. A questo spazio, attraversato da via Azzo Gardino, si accede da via Marconi, via Riva di Reno, via Lame, viale Pietramellara, via don Minzoni dove, all’inizio in angolo con viale Pietramellara, c’è una grande tabella che, a leggerla attentamente, dà subito l’idea del contenuto della zona che ci avviamo ad esplorare.

Per l’organizzazione degli spazi sono state utilizzate, opportunamente adattate, le strutture dell’ex manifattura tabacchi, l’ex macello comunale, l’ex forno comunale e dell’ex porto.

La storia di questo luogo, esteso migliaia di metri quadri, risale al rinascimento quando era un vivace centro commerciale e manufatturiero. È anche il periodo in cui l’acqua del reno veniva fatta confluire per mezzo di canali fin qui per alimentare il canale del cavaticcio dove era attivo il porto situato in fondo all’attuale via del porto.

Sempre da questo periodo e fino al 1800 attorno al porto e lungo il canale cavaticcio sorsero magazzini come la salara, magazzino del sale che giungeva con barche dal mare adriatico, opifici, mulini e strutture varie per scambi commerciali. Queste attività crebbero e furono fiorenti fino al sopraggiungere di un nuovo modello industriale.

Per la difficoltà di rinnovamento venne gradatamente abbandonato e progressivamente sopraggiunse il degrado fino a che gli ultimi eventi bellici portarono alla fine di questo centro vitale ed importante della città. Con un certo ritardo si cominciò a programmare la ristrutturazione e la trasformazione di questo spazio in un polo culturale che oggi si chiama manifattura delle arti, situata in una zona centrale urbana, ben curata e tornata alla bellezza e all’importanza che le erano dovuti.

Il progetto di questo restauro, che ha interessato sia l’amministrazione comunale che l’università di Bologna, ha lo scopo non solo del recupero architettonico, ma anche e soprattutto di far nascere un luogo d’incontro, di scambio e di sperimentazione per cui la nostra città possa essere protagonista nel campo artistico e culturale in ambito europeo.

In sintesi le varie strutture che compongono la manifattura delle arti sono:

Mambo, cioè museo di arti moderne in Bologna, nei locali dell’ex forno del pane che durante la prima guerra mondiale sfamò i cittadini bolognesi per volere dell’allora sindaco della città Francesco Zanardi.

Il canale del cavaticcio che arrivava al vecchio porto ed il contiguo giardino ripulito ed abbellito con alberature, illuminazione, sculture di artisti vari, una gradinata per eventi all’aperto e due edifici scolastici.

Salara, cioè ex magazzino del sale a servizio del porto, unico manufatto integralmente originale del tempo passato, ora è la sede dell’associazione arci gay “ il cassero” attiva in ambito sociale e culturale.

Cineteca comunale, comprendente il cinema lumière con due sale e la biblioteca Renzo Renzi della stessa cineteca, realizzata in parte dell’area dell’ex macello comunale.

Laboratori di musica, spettacolo, teatro, cinematografia per usi didattici dell’università, realizzati in parte della stessa area dell’ex macello comunale.

Centro sociale “Giorgio Costa” per anziani, realizzato nei locali dell’ex stalla per sosta animali.

Nello spazio scoperto antistante il cinema lumière, ora piazzetta Pier Paolo Pasolini e piazzetta Anna Magnani, oggi vi si svolge il mercato settimanale “dei prodotti della terra”, dal produttore al consumatore.

l’intervento ha interessato anche i locali dell’ex manifattura tabacchi ora sede della cineteca comunale e saletta cinematografica “Cervi”, con fronte su via Riva di Reno, ai limiti del parco dell’ex manifattura stessa circondato da mura anch’esse restaurate

lungo via Azzo Gardino palazzine e case di operai restaurate, adibite ad aule d’università, uno studentato universitario e civili abitazioni.

Ecco come io vivo questi spazi: nei giorni di mercato vado a comprare frutta e verdura al mercato della terra.

Frequento spesso il cinema Lumière, dove proiettano molti films in lingua originale ma anche film di autori italiani o doppiati, recenti e del passato.

Frequento spesso questi spazi, soprattutto nel periodo primavera/estate , per semplici passeggiate all’aperto o per partecipare, quando mi è possibile, agli eventi che vi vengono programmati.

Vi auguro di conoscere questo godibile spazio e mi auguro che anche voi facciate conoscere agli altri le parti della città da voi vissuta.



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Recensione audiofilm. Di Nerina Viozzi



Addio alle armi.

SEGNALO CON PIACERE il film che ho ascoltato, “addio alle armi”, tratto dal racconto omonimo di Ernest Hemingway.

L’ho ascoltato da un cd audio inviatomi dalla cineteca audio dell’Associazione Senza Barriere a cui sono abbonata previo un piccolo pagamento.

Questa associazione che ha sede vicino a Trento è una cooperativa sociale onlus che provvede alla descrizione degli audiofilm, cioè illustra con le parole le scene prive di dialogo.

Con la descrizione dei particolari i film diventano accessibili alla comprensione dei non vedenti.

Ecco una BREVE TRAMA: il film “addio alle armi” racconta di un grande amore tra una crocerossina inglese ed un tenente americano autista di ambulanze durante la prima guerra mondiale.

Oltre aquesti due personaggi principali c’è un capitano geloso e dispettoso verso questo grande amore, che fa in modo di allontanarli ADDUCENDO motivi di servizio.

Lei in servizio all’ospedale militare di Milano, lui sul fronte italiano.

Entrambi non sopportano la distanza, per cui lei, incinta, lascia Milano, lui diserta dal fronte e dopo varie peripezie la ritrova in un paesino della svizzera; ma rimane loro solo il tempo per l’ultimo saluto.

Penso che questo servizio dei film con audiodescrizione sia molto positivo. È interessante anche perché ci sono tanti audiofilm per bambini Vi assicuro che sono persone preparate edisponibili. Per chi èinteressato ecco icontatti: telefono: 0461 78 01 65, indirizzo E-MAIL: info@senzabarriere.org.



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Le vostre ricette. Le nipitelle. Di Giuseppina Parentela



Ingredienti per la pasta frolla:

300 grammi Di farina, 150 grammi di zucchero, 120 grammi Di burro, un uovo intero, un tuorlo d’uovo, buccia di limone, un pizzico di sale.

Ingredienti per il ripieno:

150 grammi Di noci sbucciate, 150 grammi Di mandorle, 100 grammi Di fichi secchi, 150 grammi Di pinoli, una buccia d’arancia, 100 ml Di vino cotto. (se avete difficoltà a reperire il vino cotto , potete sostituire con marmellata di amarene , o mostarda).

Preparazione della pasta frolla:

disponete la farina a fontana, mettete le uova, lo zucchero, il burro a temperatura ambiente, il pizzico di sale, la buccia di limone grattugiata. Impastate, formate una palla e riponetela in frigo per almeno due ore.

Preparazione del ripieno:

prendete gli ingredienti per il ripieno; tritate grossolanamente le noci, le mandorle, i fichi secchi e i pinoli;

mettete in una ciotola, la marmellata di amarene o la mostarda o il vino cotto, ed amalgamate tutto  il preparato che avete tritato.

A questo punto aggiungete la buccia di arancia tagliata finemente.

Prepariamo adesso le nipitelle, la forma che dovranno avere e uguale ai ravioli , semplicemente un po’ più grandi.

Disponete su un piano la pasta frolla stendetela e con delle forme, ( anche un bicchiere dell’acqua può andare bene), per creare i cerchi, che serviranno per le nipitelle).

Fatti i cerchi di pasta andiamo a riempirle con il nostro impasto. Chiudete i dischetti con la classica forma dei ravioli.

Poneteli in una teglia, avendo cura di coprire il fondo con carta da forno.

Metteteli in forno a 180 gradi per 20 minuti.

Se trovate sia un eccessivo lavoro, potete ovviare e fare con gli stessi ingredienti una semplice crostata, solo aumentate il tempo della cottura del forno circa 25 minuti.

Sia facciate le nipitelle o la crostata, potete acquistare dei piccoli cestini, con dei fogli di cellofan, qualche  nastrino rosso, e creare da voi dei piccoli cestini golosi da poter regalare per natale ai vostri amici.

Colgo l’ occasione per porgere a tutti voi   , il mio augurio di un sereno Natale.



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